Titolo

Il benessere degli italiani

9 commenti (espandi tutti)

Faccio una domanda che forse era gia' stata posta nei commenti ai post precedenti su questo tema.

Il libro nota che il pil pro capite e' cresciuto negli ultimi 150 anni di piu' della media europea. Che ruolo puo' aver avuto l'emigrazione dall'Italia (specie a fine '800 e negli anni '50), sicuramente piu' elevata della media europea. Se la parte piu' povera se ne va dovrebbe avere un impatto positivo sul reddito medio senza pero' essere un merito.

Forse una misura piu' precisa per paragonare l'aumento di benessere in ITA rispetto all'europa e' l'altezza. Forse anche in altezza sono cresciuti di piu' della media europea.

Le rimesse degli emigranti furono una prima ciambella poi nel secondo dopoguerra la ricostruzione fu avviata ricordo ancor prima del famoso progetto con l'introduzione delle Amlire. 

Il libro nota che il pil pro capite e' cresciuto negli ultimi 150 anni di piu' della media europea. Che ruolo puo' aver avuto l'emigrazione dall'Italia

Ritengo che la crescita del PIL pro-capite sia stata superiore alla media europea primariamente perche' l'Italia nel 1861 era piu' povera della media europea, in seguito c'e' stato un processo di convergenza.

Pure secondo me un'indicatore di crescita a base fissa è maggiore di uno a base variabile, ma questa non mi pare una causa autonoma della crescita del PIL; se invece pensa alla formulazione di una funzione di crescita endogena cioè di autoalimentazione del PIL totale ciò significa introdurre ad un primo livello di analisi l'HP del coeteris paribus, ma così si collocano in second'ordine tutte le altre variabili esogene. 

E' sicuramente una possibilità, ma non una certezza. Ci sono centinaia di studi sulle cause della crescita che partono da questa ipotesi (il tasso di crescita del paese X è inversamente proporzionale al reddito iniziale) e poi tentano di misurare i fattori che influenzano nel bene o nel male la relazione (conditional convergence). Non sono arrivati ad una conclusione univoca (tanto per essere gentili) perchè il numero di variabili potenzialmente rilevanti è di gran lunga superiore al numero di osservazioni - cioè di paesi

Per una rassegna non aggiornatissima cf

Durlauf Steven, Paul Johnson and Jonathan Temple

‘Growth econometrics’ in Aghion Philippe and Steven N. Durlauf (eds) Handbook  of economic growth Amsterdam: Elsevier 2005 vol IA pp.555-677

E' sicuramente una possibilità, ma non una certezza. Ci sono centinaia di studi sulle cause della crescita che partono da questa ipotesi (il tasso di crescita del paese X è inversamente proporzionale al reddito iniziale) e poi tentano di misurare i fattori che influenzano nel bene o nel male la relazione (conditional convergence). Non sono arrivati ad una conclusione univoca (tanto per essere gentili) perchè il numero di variabili potenzialmente rilevanti è di gran lunga superiore al numero di osservazioni - cioè di paesi

Per una rassegna non aggiornatissima cf

 

Durlauf Steven, Paul Johnson and Jonathan Temple

‘Growth econometrics’ in Aghion Philippe and Steven N. Durlauf (eds) Handbook  of economic growth Amsterdam: Elsevier 2005 vol IA pp.555-677

Grazie per l'interessante referenza.  Mi sembra che se ci si restringe all'Europa ci sia una certa convergenza del PIL pro-capite, per cui e' effettivamente cresciuto piu' chi aveva PIL minori nei periodi analizzati (come 1960-2000), mentre a livello mondiale la correlazione e' sostanzialmente non affidabile, troppo diversi sono i sistemi economici.

L'aumento italiano (1.07 cm al decennio) è più o meno nella media dell'Europa occidentae

cf Hatton & Bray LOng run trend in heights of European men Economics and Human Biology 2010

C'è anche da dire che per quello che so le fonti ufficiali sulle emigrazioni e rimpatri fino al dopoguerra fanno abbastanza schifo; in alcuni anni registrano espatri altri emigrazioni e con metodologie incostanti. Con campioni incostanti sia come fasce di popolazione che come distribuzione delle tecnologie di trasporto utilizzate.

Il libro nota che il pil pro capite e' cresciuto negli ultimi 150 anni di piu' della media europea. Che ruolo puo' aver avuto l'emigrazione dall'Italia (specie a fine '800 e negli anni '50), sicuramente piu' elevata della media europea. Se la parte piu' povera se ne va dovrebbe avere un impatto positivo sul reddito medio senza pero' essere un merito.

Forse una misura piu' precisa per paragonare l'aumento di benessere in ITA rispetto all'europa e' l'altezza. Forse anche in altezza sono cresciuti di piu' della media europea.

Se esiste una relazione tra crescita della ricchezza procapite e crescita dell'altezza (da dimostrare ma tutto sommato verosimile) l'emigrazione dei poveri comporta un miglioramento del paese di uscita ed un peggioramento dei paesi di immigrazione (peggioramento sia di reddito sia di altezza media).

Non so se sia possibile fare analisi precise in questo senso, perché anche l'europa ha visto una forte emigrazione (non solo italiana) verso le americhe ed altre terre di frontiera. Quindi molti poveri polacchi, tedeschi, francesi, irlandesi hanno abbandonato i loro paesi.

Per quanto riguarda il rimescolamento in Italia, i marker genetici oggi possono mostrare quanta parte della popolazione, per esempio di Milano, ha origini meridionali-mediorientali e quanta ha origini celtiche. Permettendo quindi di calcolare (volendo) le altezze medie delle relative popolazioni. Queste cose pero' si possono in teoria fare oggi (Cavalli Sforza è stato il precursore) ma non 100 anni fa e quindi non credo possano esserci studi comparativi nel tempo.