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Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

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C'è un altro motivo, oltre a quelli narrati da Ostellino. Ogni giornale ha la sua linea, la sua tendenza ed i lettori lo comprano perché in essa si riconoscono. Quindi tutto sommato finiscono per leggere le cose che vogliono sentirsi raccontare. A sinistra la colpa sarà della speculazione e dei ricchi capitalisti, a destra dei precedenti governi "comunisti". Tutti si crogiolano nel constatare che le colpe sono esattamente distribuite come hanno sempre saputo. I giornalisti altro non fanno che servire tutto questo su un piatto d'argento, introducendo particolari inediti e speculazioni sul futuro, tanto per invogliare i lettori a continuare a comprare il loro giornale preferito.
Il tutto avviene perché generalmente l'uomo ha della realtà una propria visione "autocostruita" e questo è vero soprattutto in quelle materie come l'economia in cui si hanno scarse cognizioni e chiunque puo' tentare di venderci perline colorate.

Acquistare la maggior parte dei giornali italiani è come se si pagassero i volantini pubblicitari distribuiti gratuitamente nelle strade o nelle caselle della posta. Avevo due abbonamenti e da due anni li ho disdetti.

Per quanto concerne l'articolo, penso che scriverò ad Ostellino per chiedergli come mai un pezzo così illuminato non lo abbia scritto per il Corriere.

 

Sono quasi sicuro di averlo letto sul corriere cartaceo, un paio di giorni fa.