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Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

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Mi permetto una amichevole provocazione, appostando il seguente commento al post (che pur condivido nella sostanza): so what? Intendo dire, sono tutte cose che sappiamo: la stampa è mediocre, i personaggi illustri restano tali solo se mantengono un equilibrio "istituzionale e moderato", i lettori italici non cercano la verità ma vogliono solo riascoltare "la loro canzone preferita", etc... Ma queste domande, scusate, a chi le volete fare? e chi volete che vi risponda? e cosa? ed infine, chi se ne frega della risposta? giudicherà la storia (perchè dell'elettorato e del pubblico italico non ho stima).

Ciò detto, nel merito, vorrei qualificare il "sostanzialmente daccordo": è vero che Tremonti ha spesso distorto la realtà, ma essendo il Chief Financial Officer di una azienda in cui il CEO  è fuori di senno e gran parte della prima linea è costituita dalle di lui ex-amanti ed ex-maggiordomi io credo che Tremonti ci abbia oggettivamente messo del suo per portare in casa - ciò nonostante - il fabbisogno finanziario durante 3 anni difficilissimi, convincendo per un po' (non so come) gli investitori della solidità della storia italiana (ricchezza privata, banche solide, alto risparmio, basso debio delle famiglie, etc.) e tenendo così il Paese a galla. Ciò detto, ammetto che questa minima parte di buona fede - che secondo me gli si può riconoscere - non basta : il fatto che Fausto Tonna  (quello della Parmalat, NDR) abbia mentito per conseguire la propria missione professionale non lo assolve, ed è ovvio che uno statista davvero responsabile si sarebbe dovuto dimettere ben prima della crisi, denunciando la non-sostenibilità della traiettoria intrapresa dal suo dante causa. Dunque, mi associo senz'altro al pollice verso nei confronti di Voltremont. Consideriamo però anche che, pur se animati da buona fede massima ed abnegazione francescana, non è mai facile compiere gesti che comunque danno immediatamente fuoco alle polveri, lasciando il dubbio di essere stati nel torto e di aver portato il paese al macello finanziario... Consideriamo anche il peso della responsabilità di che deve assumere decisioni difficili!

Infine, credo che questo ragionamento di "ragion di stato" possa valere anche per molti "autorevoli commentatori": supponiamo di sapere che la nave è condannata quasi certamente ad affondare se non si cambia strategia togliendo risorse dal pompaggio e spostandole alla riparazione della falla; ma il comandante è incompetente e continua a tenere tutte le mani alle pompe, compresi i mastri d'ascia, e nessuno a riparare il fasciame; con questo sistema infatti la nave galleggia, ma noi (astuti ingegneri navali) sappiamo che la falla si sta allargando e presto supererà la portata delle pompe; e se la nave scende di un zic, la pressione dell'acqua aumenterà, e così il deficit delle pompe , e coleremo a picco nel giro di un'ora. Ma se si rende palese che la nave è condannata, tutti fuggiranno ed affonderemo in 10'. Meglio forse dire che il nostromo sta facendo bene a dirigere il pompaggio, e comprare tempo per far sì che il comandante capisca l'errore, oppure perchè prenda il comando un  guardiamarina ammutinato, competente in materia ?

Non voglio certo prendere le parti del governo nè dei suoi sodali volontari o prezzolati che siano (per carità!) ma esortare a considerare le cose con spirito obiettivo ed equanime: proprio perchè mi attendo che i lettori del Vostro sito (al contrario del pubblico a cui aspirano i giornali per vendere) non siano alla ricerca di conferme della propria opnione preconcetta, ma di analisi improntate alla verità fattuale.

 

convincendo per un po' (non so come) gli investitori della solidità della storia italiana (ricchezza privata, banche solide, alto risparmio, basso debio delle famiglie, etc.) e tenendo così il Paese a galla. 

Non condivido questa interpretazione. Io credo invece che raccontando balle e baggianate varie Tremonti e gli altri abbiano permesso alla situazione di aggravarsi. Non hanno tenuto il paese a galla, hanno ignorato il fatto che stava lentamente affondando (una barca che affonda lentamente pare che stia a galla, per un po') e ora devono correre in maniera scomposta e frettolosa a tappare il buco, facendo cosi' ancora piu' danni.

proprio perchè mi attendo che i lettori del Vostro sito (al contrario del pubblico a cui aspirano i giornali per vendere) non siano alla ricerca di conferme della propria opnione preconcetta, ma di analisi improntate alla verità fattuale.

Questo e' quello che abbiamo fatto. Che il paese stesse lentamente affondando mentre Voltremont e i mangiamorte rassicuravano il popolo l'abbiamo ripetutamente detto, documentato e commentato.

Non v'è dubbio, è proprio il mio punto: tenendo in modo illusorio la nave a galla, la situazione strutturale peggiora. Il governo ha perso tempo ed ingannato tutti, sono d'accordo.

Però, qui mi pare si discuta del ruolo di Tremonti e delle motivazioni di alcuni commentatori; ed io mi interrogo se sia possibile dare a Tremonti (ed a coloro i quali ne hanno prudentemente apprezzato l'operato, con il beneficio del dubbio) anche qualche credito: come ad esempio quello di avere cercato di dare un minimo contributo di rigore finanziario al resto del governo e/o di fare bene il proprio mestiere di fund raiser, magari sperando di poter migliorare le cose dall'interno - come si diceva una volta. Insomma, un conto è l'omicidio premeditato, un altro il preterintenzionale o il colposo, no?

Infine, stia tranquillo caro Zanella: non dico che NFA non sia stato fattuale e lucido nel ruolo che "tempra lo scettro ai regnatori ed  alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue", non mi permetterei mai ! Auspico soltanto che nel criticare aspramente questo o quel soggetto si resti equanimi, e si tengano in considerazione anche contrappunti e circostanze attenuanti. Forse non sarà il tema più interessante di cui discutere, e concordo (è un po' il senso anche del mio so what?): ma l'alternativa di comminare una condanna troppo sommaria non mi sembra presentare vantaggi aggiuntivi a quello costituito dalla brevità.

 

Però, qui mi pare si discuta del ruolo di Tremonti e delle motivazioni di alcuni commentatori; ed io mi interrogo se sia possibile dare a Tremonti (ed a coloro i quali ne hanno prudentemente apprezzato l'operato, con il beneficio del dubbio) anche qualche credito: come ad esempio quello di avere cercato di dare un minimo contributo di rigore finanziario al resto del governo e/o di fare bene il proprio mestiere di fund raiser, magari sperando di poter migliorare le cose dall'interno - come si diceva una volta. Insomma, un conto è l'omicidio premeditato, un altro il preterintenzionale o il colposo, no?

Non so cossa tu intenda per rigore mi farebbe piacere capirlo meglio. Ciò detto, un osservatore volendo proporre una analisi oggettiva e fondata sui dati, non può che basarsi sui risultati che sono quelli che sono: una tragedia. Su questo sito lo si è cominciato a dire subito delineando la traiettoria che ne sarebbe sseguita, altri hanno espresso la medesima opinione. Lça maggioranza dei commentatori qualunque ne sia il motivo ha fatto mera opera di piaggeria infondata. Che adesso scrivan editoriali e puntuti commenti non li assolve di certo. Questi i fatti e questi devono essere commentati. Le intenzioni sono irrilevanti.

Filippo, in realta' le critiche non sono a Tremonti. Ci sono anche quelle, ma qui ce la prendiamo con la stampa. Sono d'accordo che scopriamo l'acqua calda, che per forza un po' le balle di Tremonti ministro se le devono bere, etc. Il punto qui e' notare che si sono bevuti quelle intellettuali - dei suoi libri. Quelli erano una porta aperta sul personaggio. Voglio dire, nessuno che ha letto La paura e la speranza (sfoglialo se non lo hai fatto, per favore) puo' avere evitato di notare che l'uomo e' fuori di testa. Qui sta il punto, non gia' la fiducia ad un ministro potente che appare ragionevole....

Questo e' ben al di la' di un normale  rapporto tra una stampa ossequiosa e il potere - questo e' la prova di un livello di corruzione mentale e "prostituzione intellettuale" [grande Mou, quanto ci manchi] assolutamente anomalo. Nota anche che questa e' la stampa piu' libera, non stiamo parlando di Feltri o Belpietro.  

A questo punto voglio riesumare questo illuminato editoriale partorito da Mieli nei giorni seguenti alle ultime elezioni politiche.

Ovviamente il passaggio più in tema è il seguente:

"alla sinistra manca un Tremonti, cioè un politico di primo piano che produca analisi innovative in sintonia con quel che si dibatte nel resto del pianeta"

Il ragionamento che fai potrebbe avere una sua parte di verità se vi fosse evidenza che Tremonti, in questi anni ed in generale nella sua carriera, è persona che agisce in buona fede e per gli interessi del paese. Ma non abbiamo alcuna evidenza che così sia, anzi abbiamo quintali di evidenza che suggerisce l'opposto. Qui sta il problema.

È vero, a fronte di un patetico Brunetta (per non parlare degli altri pagliacci e ballerine che compongono il governo) che altro non ha chiesto per tre anni che spesa pubblica (perché lui ha non solo letto ma persino capito JMK), GT che questa volta l'ha negata potrebbe sembrare uomo saggio. Ma, da un lato tutti sembriamo saggi ed intelligenti se ci confrontiamo con Renato Brunetta e, dall'altro, il tremontiano rifiuto di aumentare la spesa è stato accompagnato da

- L'occupazione sistematica del potere economico dello stato, il suo allargamento ed una cinica e determinata azione tesa ad usare il potere statale per controllare il sistema economico nazionale. Marco Milanese è solo l'esempio più "scandaloso" di questo piano che Tremonti ha freddamente perseguito e persegue. La CDP, la Banca del Sud e le varie operazioni "dirette" sono molto più rilevanti. Nessuno si chiede perché mai, anche oggi, Tremonti non metta sul piatto le azioni delle varie aziende di stato, dall'ENEL alla, appunto, CDP. La risposta mi sembra chiara.

- L'elaborazione di un'ideologia che giustificava ed anzi promuoveva l'inazione dal lato della finanza pubblica e l'occupazione/controllo del potere economico reale dall'altro. I vari libri e discorsi che abbiamo ripreso e criticato non erano passatempi né errori. L'uomo ha dedicato una grande quantità di tempo a costruirsi un apparato ideologico, una "teoria" di cosa fosse il paese e di cosa avesse bisogno, una "visione" dell'Italia economica con lui al timone.

- Troppe sono le testimonianze e persino le esperienze dirette di un suo intervento (o diretto o mediato dai mangiamorte a lui più vicini) per gestire la stampa economica e per evitare il dibattito ed il confronto con chi lo criticava. Anche ignorando il trattamento censorio riservato a noi ed al nostro libro, vi ricordo l'episodio di Report, con puntata riparatrice, e la gestione delle conferenze stampa del ministro in cui i giornalisti "ostili" non hanno il diritto di far domande e vengono sistematicamente boicottati. 

- Eppoi vi sono le menzogne plateali ed intenzionali. Si può mentire per sbaglio o perché la situazione contingente lo richiede, per ragioni tattico/strategiche per così dire. Ma non si può mentire sistematicamente e continuamente per 18 anni. Diciotto, perché le prime esplicite menzogne politicamente rilevanti risalgono alla candidatura con il Patto Segni nel 1994 ed il successivo rapido salto della quaglia per entrare nel primo governo Berlusconi.

Grazie per le risposte. Net/net, sono d'accordo con voi in tutto.

Aggiungo solo che essendo GT l'unica persona presentabile (insieme al modesto ma pratico e dabbene Maroni, direi personalmente) del governo, uno poteva tendere a considerarlo dotato di vista d'aquila in quanto monoculo in terra coecorum... Del resto, il mercato sinora l'aveva bevuta, no? Si vede che comunque il venditore è convincente, ed ha un certo qual talento... Eppoi, abbiamo tutti bisogno di assumere che esista qualche traccia di buona fede nelle persone accordando loro almeno il beneficio del dubbio nel valutarne le motivazioni!

Dopodiche uno giudica i fatti, mentre è più difficile giudicare qualcuno come persona tout-court; mi spiego: Tremonti ha aggravato l'azione del governo, ovvero l'ha smorzata/mitigata? e che ministro sarebbe stato Tremonti (e ci sarebbe potuto stare?) in un governo di alto livello? ed il governo attuale avrebbe fatto meglio o peggio senza Tremonti? non lo sapremo mai, ma nemmeno ci interessa molto. Il giudizio infatti non può prescindere da quello sull'intero collegio politico di cui Tremonti è stato parte. E credo che tutti concordiamo sul fatto che lui e gli altri debbano andarsene e finire nella pattumiera della storia, e questo resta vero anche se si riconosce a Tremonti qualche merito circostanziato incluso il dubbio (che a me resta) che la responsabilità primaria resta quella del sistema-Berlusconi, e per me la colpa di "averci creduto", pur se grave, è minore rispetto a quella di avere architettato il grande imbroglio.

 

monoculo in terra coecorum

Monoculus, con la -o sarebbe dativo o ablativo (cfr http://en.wiktionary.org/wiki/monoculus).

 

 Si vede che comunque il venditore è convincente, ed ha un certo qual talento..

Non e' difficile avere quel tipo di talento quando si controllano piu' o meno direttamente alcune delle aziende che hanno i budget pubblicitari piu' grossi in Italia: ENI, ENEL, Ferrovie, Poste Italiane eccetera. Senza contare i contributi della Legge sull'Editoria o l'influenza su banche attraverso le Fondazioni, oppure le influenze indirette su Telecom o Alitalia. 

E quindi i vari De Bortoli (che ci sia una erre di troppo?) si regolano di conseguenza. Anzi vengono scelti perche' si sa che hanno affinato un talento naturale per fiutare l'aria che tira. 

Di cosa sia capace Tremonti contro chi lo sbugiarda, lo abbiamo visto nell'umiliazione inflitta a Report la cui readazione ha dovuto dedicare una trasmissione riparatoria a GT per "bilanciare" le critiche che incautamente erano state profferite in precedenza.

 


i vari De Bortoli (che ci sia una erre di troppo?) si regolano di conseguenza. Anzi vengono scelti perche' si sa che hanno affinato un talento naturale per fiutare l'aria che tira. 

Agreed, ma io intendevo: vendere ai vari guru del mercato (la citazione qui sopra è tratta da uno dei post, e viene dal noto recente pezzo dell'Economist "the man who screwed etc").

Thanks to the tight fiscal policy of Mr Berlusconi’s finance minister, Giulio Tremonti, Italy has so far escaped the markets’ wrath.

Cioè: non mi stupisce che i vari soloni della stampa nostrale abbiano comprato l'elixir tremontiano - un po' per brown-nosing spontaneo, ma anche perchè  come ben dici il ciarlatano non è un ciarlatano normale, ma uno che controlla tra l'altro: gli inserzionisti di pubblicità, la GdF che può sempre farti visita, il noto studio tributario che per qualche milioncino ti fa un parere per ricorrere avverso la medesima, etc...

Mi stupisce di più (e mi fa anche spendere le poche parole a favore del talento commerciale del personaggio) che l'elixir lo abbiano comprato i grandi investitori, banchieri ed analisti, i quali non sono nè lusingatori nè ingenui ma per tre anni hanno accettato di trasformare i PIIGS in PIGS sorbendosi l'acqua sporca di Voltremont come fosse l'elixir di lungavita!

Resta ben vero il punto (sollevato da Boldrin e Bisin): ritardare il collasso è un valore se il tempo comprato lo si usa per sanare la struttura, è un disvalore se lo si usa per fare il bunga bunga con Ruby e scrivere leggi ad personam.

In questo senso, dico: il talento Tremontiano avrebbe anche potuto essere usato a fin di bene, così non fu, ma di ciò oggettivamente non possiamo che chiamare in correo (anzi: in principale responsabilità) colui il quale a Tremonti sta gerarchicamente e politicamente anteposto.