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Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

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Il ragionamento che fai potrebbe avere una sua parte di verità se vi fosse evidenza che Tremonti, in questi anni ed in generale nella sua carriera, è persona che agisce in buona fede e per gli interessi del paese. Ma non abbiamo alcuna evidenza che così sia, anzi abbiamo quintali di evidenza che suggerisce l'opposto. Qui sta il problema.

È vero, a fronte di un patetico Brunetta (per non parlare degli altri pagliacci e ballerine che compongono il governo) che altro non ha chiesto per tre anni che spesa pubblica (perché lui ha non solo letto ma persino capito JMK), GT che questa volta l'ha negata potrebbe sembrare uomo saggio. Ma, da un lato tutti sembriamo saggi ed intelligenti se ci confrontiamo con Renato Brunetta e, dall'altro, il tremontiano rifiuto di aumentare la spesa è stato accompagnato da

- L'occupazione sistematica del potere economico dello stato, il suo allargamento ed una cinica e determinata azione tesa ad usare il potere statale per controllare il sistema economico nazionale. Marco Milanese è solo l'esempio più "scandaloso" di questo piano che Tremonti ha freddamente perseguito e persegue. La CDP, la Banca del Sud e le varie operazioni "dirette" sono molto più rilevanti. Nessuno si chiede perché mai, anche oggi, Tremonti non metta sul piatto le azioni delle varie aziende di stato, dall'ENEL alla, appunto, CDP. La risposta mi sembra chiara.

- L'elaborazione di un'ideologia che giustificava ed anzi promuoveva l'inazione dal lato della finanza pubblica e l'occupazione/controllo del potere economico reale dall'altro. I vari libri e discorsi che abbiamo ripreso e criticato non erano passatempi né errori. L'uomo ha dedicato una grande quantità di tempo a costruirsi un apparato ideologico, una "teoria" di cosa fosse il paese e di cosa avesse bisogno, una "visione" dell'Italia economica con lui al timone.

- Troppe sono le testimonianze e persino le esperienze dirette di un suo intervento (o diretto o mediato dai mangiamorte a lui più vicini) per gestire la stampa economica e per evitare il dibattito ed il confronto con chi lo criticava. Anche ignorando il trattamento censorio riservato a noi ed al nostro libro, vi ricordo l'episodio di Report, con puntata riparatrice, e la gestione delle conferenze stampa del ministro in cui i giornalisti "ostili" non hanno il diritto di far domande e vengono sistematicamente boicottati. 

- Eppoi vi sono le menzogne plateali ed intenzionali. Si può mentire per sbaglio o perché la situazione contingente lo richiede, per ragioni tattico/strategiche per così dire. Ma non si può mentire sistematicamente e continuamente per 18 anni. Diciotto, perché le prime esplicite menzogne politicamente rilevanti risalgono alla candidatura con il Patto Segni nel 1994 ed il successivo rapido salto della quaglia per entrare nel primo governo Berlusconi.

Grazie per le risposte. Net/net, sono d'accordo con voi in tutto.

Aggiungo solo che essendo GT l'unica persona presentabile (insieme al modesto ma pratico e dabbene Maroni, direi personalmente) del governo, uno poteva tendere a considerarlo dotato di vista d'aquila in quanto monoculo in terra coecorum... Del resto, il mercato sinora l'aveva bevuta, no? Si vede che comunque il venditore è convincente, ed ha un certo qual talento... Eppoi, abbiamo tutti bisogno di assumere che esista qualche traccia di buona fede nelle persone accordando loro almeno il beneficio del dubbio nel valutarne le motivazioni!

Dopodiche uno giudica i fatti, mentre è più difficile giudicare qualcuno come persona tout-court; mi spiego: Tremonti ha aggravato l'azione del governo, ovvero l'ha smorzata/mitigata? e che ministro sarebbe stato Tremonti (e ci sarebbe potuto stare?) in un governo di alto livello? ed il governo attuale avrebbe fatto meglio o peggio senza Tremonti? non lo sapremo mai, ma nemmeno ci interessa molto. Il giudizio infatti non può prescindere da quello sull'intero collegio politico di cui Tremonti è stato parte. E credo che tutti concordiamo sul fatto che lui e gli altri debbano andarsene e finire nella pattumiera della storia, e questo resta vero anche se si riconosce a Tremonti qualche merito circostanziato incluso il dubbio (che a me resta) che la responsabilità primaria resta quella del sistema-Berlusconi, e per me la colpa di "averci creduto", pur se grave, è minore rispetto a quella di avere architettato il grande imbroglio.

 

monoculo in terra coecorum

Monoculus, con la -o sarebbe dativo o ablativo (cfr http://en.wiktionary.org/wiki/monoculus).

 

 Si vede che comunque il venditore è convincente, ed ha un certo qual talento..

Non e' difficile avere quel tipo di talento quando si controllano piu' o meno direttamente alcune delle aziende che hanno i budget pubblicitari piu' grossi in Italia: ENI, ENEL, Ferrovie, Poste Italiane eccetera. Senza contare i contributi della Legge sull'Editoria o l'influenza su banche attraverso le Fondazioni, oppure le influenze indirette su Telecom o Alitalia. 

E quindi i vari De Bortoli (che ci sia una erre di troppo?) si regolano di conseguenza. Anzi vengono scelti perche' si sa che hanno affinato un talento naturale per fiutare l'aria che tira. 

Di cosa sia capace Tremonti contro chi lo sbugiarda, lo abbiamo visto nell'umiliazione inflitta a Report la cui readazione ha dovuto dedicare una trasmissione riparatoria a GT per "bilanciare" le critiche che incautamente erano state profferite in precedenza.

 


i vari De Bortoli (che ci sia una erre di troppo?) si regolano di conseguenza. Anzi vengono scelti perche' si sa che hanno affinato un talento naturale per fiutare l'aria che tira. 

Agreed, ma io intendevo: vendere ai vari guru del mercato (la citazione qui sopra è tratta da uno dei post, e viene dal noto recente pezzo dell'Economist "the man who screwed etc").

Thanks to the tight fiscal policy of Mr Berlusconi’s finance minister, Giulio Tremonti, Italy has so far escaped the markets’ wrath.

Cioè: non mi stupisce che i vari soloni della stampa nostrale abbiano comprato l'elixir tremontiano - un po' per brown-nosing spontaneo, ma anche perchè  come ben dici il ciarlatano non è un ciarlatano normale, ma uno che controlla tra l'altro: gli inserzionisti di pubblicità, la GdF che può sempre farti visita, il noto studio tributario che per qualche milioncino ti fa un parere per ricorrere avverso la medesima, etc...

Mi stupisce di più (e mi fa anche spendere le poche parole a favore del talento commerciale del personaggio) che l'elixir lo abbiano comprato i grandi investitori, banchieri ed analisti, i quali non sono nè lusingatori nè ingenui ma per tre anni hanno accettato di trasformare i PIIGS in PIGS sorbendosi l'acqua sporca di Voltremont come fosse l'elixir di lungavita!

Resta ben vero il punto (sollevato da Boldrin e Bisin): ritardare il collasso è un valore se il tempo comprato lo si usa per sanare la struttura, è un disvalore se lo si usa per fare il bunga bunga con Ruby e scrivere leggi ad personam.

In questo senso, dico: il talento Tremontiano avrebbe anche potuto essere usato a fin di bene, così non fu, ma di ciò oggettivamente non possiamo che chiamare in correo (anzi: in principale responsabilità) colui il quale a Tremonti sta gerarchicamente e politicamente anteposto.