Titolo

Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

2 commenti (espandi tutti)

Filippo, in realta' le critiche non sono a Tremonti. Ci sono anche quelle, ma qui ce la prendiamo con la stampa. Sono d'accordo che scopriamo l'acqua calda, che per forza un po' le balle di Tremonti ministro se le devono bere, etc. Il punto qui e' notare che si sono bevuti quelle intellettuali - dei suoi libri. Quelli erano una porta aperta sul personaggio. Voglio dire, nessuno che ha letto La paura e la speranza (sfoglialo se non lo hai fatto, per favore) puo' avere evitato di notare che l'uomo e' fuori di testa. Qui sta il punto, non gia' la fiducia ad un ministro potente che appare ragionevole....

Questo e' ben al di la' di un normale  rapporto tra una stampa ossequiosa e il potere - questo e' la prova di un livello di corruzione mentale e "prostituzione intellettuale" [grande Mou, quanto ci manchi] assolutamente anomalo. Nota anche che questa e' la stampa piu' libera, non stiamo parlando di Feltri o Belpietro.  

A questo punto voglio riesumare questo illuminato editoriale partorito da Mieli nei giorni seguenti alle ultime elezioni politiche.

Ovviamente il passaggio più in tema è il seguente:

"alla sinistra manca un Tremonti, cioè un politico di primo piano che produca analisi innovative in sintonia con quel che si dibatte nel resto del pianeta"