Titolo

Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

2 commenti (espandi tutti)

 

 Si vede che comunque il venditore è convincente, ed ha un certo qual talento..

Non e' difficile avere quel tipo di talento quando si controllano piu' o meno direttamente alcune delle aziende che hanno i budget pubblicitari piu' grossi in Italia: ENI, ENEL, Ferrovie, Poste Italiane eccetera. Senza contare i contributi della Legge sull'Editoria o l'influenza su banche attraverso le Fondazioni, oppure le influenze indirette su Telecom o Alitalia. 

E quindi i vari De Bortoli (che ci sia una erre di troppo?) si regolano di conseguenza. Anzi vengono scelti perche' si sa che hanno affinato un talento naturale per fiutare l'aria che tira. 

Di cosa sia capace Tremonti contro chi lo sbugiarda, lo abbiamo visto nell'umiliazione inflitta a Report la cui readazione ha dovuto dedicare una trasmissione riparatoria a GT per "bilanciare" le critiche che incautamente erano state profferite in precedenza.

 


i vari De Bortoli (che ci sia una erre di troppo?) si regolano di conseguenza. Anzi vengono scelti perche' si sa che hanno affinato un talento naturale per fiutare l'aria che tira. 

Agreed, ma io intendevo: vendere ai vari guru del mercato (la citazione qui sopra è tratta da uno dei post, e viene dal noto recente pezzo dell'Economist "the man who screwed etc").

Thanks to the tight fiscal policy of Mr Berlusconi’s finance minister, Giulio Tremonti, Italy has so far escaped the markets’ wrath.

Cioè: non mi stupisce che i vari soloni della stampa nostrale abbiano comprato l'elixir tremontiano - un po' per brown-nosing spontaneo, ma anche perchè  come ben dici il ciarlatano non è un ciarlatano normale, ma uno che controlla tra l'altro: gli inserzionisti di pubblicità, la GdF che può sempre farti visita, il noto studio tributario che per qualche milioncino ti fa un parere per ricorrere avverso la medesima, etc...

Mi stupisce di più (e mi fa anche spendere le poche parole a favore del talento commerciale del personaggio) che l'elixir lo abbiano comprato i grandi investitori, banchieri ed analisti, i quali non sono nè lusingatori nè ingenui ma per tre anni hanno accettato di trasformare i PIIGS in PIGS sorbendosi l'acqua sporca di Voltremont come fosse l'elixir di lungavita!

Resta ben vero il punto (sollevato da Boldrin e Bisin): ritardare il collasso è un valore se il tempo comprato lo si usa per sanare la struttura, è un disvalore se lo si usa per fare il bunga bunga con Ruby e scrivere leggi ad personam.

In questo senso, dico: il talento Tremontiano avrebbe anche potuto essere usato a fin di bene, così non fu, ma di ciò oggettivamente non possiamo che chiamare in correo (anzi: in principale responsabilità) colui il quale a Tremonti sta gerarchicamente e politicamente anteposto.