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Il millenarismo di Tremonti e lo stato della stampa

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Gentili Professori,

forse un poco di responsabilità dovrebbe ricadere anche su alcuni illustri economisti che si dilettano con la stampa, regalando contributi fondamentali.

Questo, ad esempio, è il Prof. Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera il 02 agosto 2011:

" ...Silvio Berlusconi ha un'ultima chance per salvare se stesso, il suo governo, e non ultimo questo sfortunato Paese. Egli è stato un imprenditore che nella sua vita ha saputo cogliere grandi successi. Dia prova di saper affrontare questa nuova emergenza. È in grado, se lo vuole, di prendere in mano il timone della politica economica. Lasci perdere leggi e leggine ad personam. Pensi al Paese. È un'opera in cui l'intuizione è più importante delle scelte tecniche e Berlusconi, diversamente dai suoi ministri economici, non ha mai avuto dubbi che si dovesse lavorare per la crescita ..."

D'accordo su tutto il contenuto del vostro articolo, ma se dalla Bocconi arrivano al Corriere contributi di questo genere, siamo messi male.

 

 

Questo, ad esempio, è il Prof. Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera il 02 agosto 2011:

Dai, non mi pare che questo sia il vero Giavazzi-pensiero. Mi appare, più che altro, un tentativo di titillare l'orgoglio e la vanità di Berlusconi, al fine di convicerlo a opporsi ad una manovra (in particolare per come si prospettava in quei giorni) che l'economista, a ragione, riteneva idiota.

Un appunto. Le lodi del ministro Voltremont, ahimè, non le tessevano solo i giornalisti e commentatori nostrani, ma spesso si sentivano frasi di ammirazione per "l'oculata politica fiscale del Ministro delle Finanze" anche da parte delle autorità europee e di prestigiosi quotidiani esteri, anche molto critici con il Governo italiano. Un esempio per tutti:

Thanks to the tight fiscal policy of Mr Berlusconi’s finance minister, Giulio Tremonti, Italy has so far escaped the markets’ wrath.

tratto da, The man who screwed an entire country, dell'Economist. All'interno del reportage, se non ricordo male, si trovano ulterirori encomi.

 

Forse la posizione di appiattimento verso certi luoghi comuni è anche semplicemente sintomo di una sorta di pigrizia nell'analizzare certi fenomeni con più accuratezza