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E se abbassassimo le tasse?

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56Bn si potrebbero ricavare con la proposta di Francesco Forti già pubblicata in questo sito

Io non conterei su quei 56 miliardi di Euro.

Se ti leggi attentamente la proposta, ed i commenti alla stessa, dovrebbe apparire evidente che quei 56 miliardi non possono essere un risparmio per i contribuenti. Quella proposta non è sbagliata a priori, ma nella situazione attuale potrebbe portare ad aumentare la spesa sanitaria del paese, quindi materialmente ad aumentare la pressione fiscale

P.S.: io considero un'assicurazione sanitaria obbligatoria, ancorché pagata a privati, una tassa, ma anche se non la si considerasse tale, il risultato finale dell'aumento della spesa sanitaria sarebbe negli effetti equivalente ad un incremento della pressione fiscale.

Piu' che una tassa è un obbligo. Non aumenta la pressione fiscale ma diminuisce il reddito disponibile.
Lo diminuirebbe anche se dopo 20 anni uno deve pagare un cuore nuovo di tasca sua.

 

Piu' che una tassa è un obbligo. Non aumenta la pressione fiscale ma diminuisce il reddito disponibile. 

La tassa è un tributo corrisposto ad un ente, usualmente pubblico, per ottenere una controprestazione.

Se lo stato, invece che obbligarmi a corrispondere la tassa ad un ente pubblico, mi obbliga a corrisponderla, chiamandola come vuole, ad uno privato, magari senza scopo di lucro, che differenza fa?

Le differenze sono molteplici e mi dispiace che se ne debba discutere qui, invadendo il tema di Massimo.

Faccio un'eccezione e poi sul tema risponderò solo a osservazioni poste nell'articolo originario.

La prima è che si sostituisce ad un ente pubblico unico una pluralità di soggetti privati (senza scopo di lucro ma con scopo di ottimizzare le prestazioni) e quindi si crea concorrenza.  In un sistema unico non posso scegliere. O mangio la minestra o salto dalla finestra. Nell'altro posso cambiare ... ristorante. Secondo le mie esigenze e le mie necessità. Non è una partita di giro.

La seconda è che oggi l'ente pubblico rimborsa mediamente in due anni, le assicurazioni qui da me in 30 giorni. Questo non è indifferente in un sistema in cui l'innovazione e la qualità delle cure è legata ai capitali che girano ed alla velocità con cui girano. SSN oggi mette sabbia negli ingranaggi delle cure sanitarie, per burocrazia e per i ritardi dei pagamenti. E si vede. Non è una partita di giro.

La terza naturalmente è che se vogliamo rispettare le formalità contabili, un'assicurazione sanitaria privata, pur obbligatoria, un fondo pensione privato, pur obbligatorio, non fanno parte delle spese dello stato e quindi non serve una corrispondente raccolta tributaria per finanziarle. Altrimenti visto che senza mangiare e bere si muore (e quindi questa spesa è un obbligo) dovremmo mettere la spesa del cibo come "pressione fiscale" e considerarla (se privata) una partita di giro.

 

 

mi dispiace che se ne debba discutere qui, invadendo il tema di Massimo.

MF ha affermato che si potrebbero abbassare le tasse con i 56 miliardi di quella tua proposta. Questo è quantomeno dubbio, se non proprio irrealizzabile, perché quei 56 miliardi andrebbero comunque versati dal contribuente per andare a comprare la stessa controprestazione (e tu mi pare abbia ammesso candidamente che alla fine gli costerebbe probabilmente pure di più).

Per il resto del tuo commento posso anche essere d'accordo su molti punti, non ho alcuna preclusione ideologica per quel tipo di sistema, semplicemente non penso che allo stato attuale sia adatto allo scenario che vedo nella RI.