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E se abbassassimo le tasse?

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Anche nella proposta originale penso che bisognerebbe tener conto del costo aggiuntivo di un minor impegno sul lavoro da parte di chi verrebbe colpito dal provvedimento di riduzione, 

Beh, chi si sente sottopagato e prova a lavorare di meno esiste sempre. Se ci riesce o meno dipende dalla tipologia del lavoro e dai controlli a cui è sottoposto. 

Riguardo poi alla redistribuzione verso i lavoratori dipendenti del privato, come si fa ad essere sicuri che poi l'azienda non riduca gli aumenti nei rinnovi contrattuali o magari non decurti il superminimo individuale assorbibile, vanificando cosi' la diminuzione di imposta?

Stiamo dicendo che in futuro le retribuzioni potrebbero crescere meno riassorbendo la detrazione? E' una possibilità, dipende dal potere contrattuale di chi negozia i rinnovi. In ogni caso lo stimolo all'economia si trasferirebbe su un minore costo del lavoro per l'impresa, i soldi non sparirebbero.

Non ne sono certo al 100%,ma credo che il superminimo possa assorbire aumenti della retribuzione lorda non riduzioni dell'imposta. 

Sembrava che lo scopo della proposta fosse di trasferire risorse dai lavoratori del pubblico ai lavoratori del privato e non alle aziende private. E' chiaro che i soldi non spariscono pero' per me che sono lavoratore dipendente le cose cambiano eccome! Poi con questi nuovi contratti aziendali che potranno essere in deroga a tutto, abbiamo gia' capito dove sta il potere contrattuale.

Anche i negozianti potrebbero poi approfittare della cosa aumentando i prezzi, visto che la gente avrebbe piu' soldi in tasca.

Sul superminimo probabilmente hai ragione ma sarebbe solo un modo indiretto per ottenere lo stesso risultato e cioe' al prossimo rinnovo del contratto concordo un aumento lordo della retribuzione di 100 ma poi dove posso ne riassorbo una parte che va a compensare l'aumento di retribuzione netta dovuto alla riduzione delle imposte. 

Alessandro.

Sembrava che lo scopo della proposta fosse di trasferire risorse dai lavoratori del pubblico ai lavoratori del privato e non alle aziende private.

Lo scopo era redistribuire da chi nel pubblico ha subito un aumento della retribuzione superiore alla media agli altri lavoratori dipendenti. L'effetto immediato della detrazione di imposta, non intercettabile in alcun modo dalle imprese, è quello di far crescere il reddito netto dei lavoratori dipendenti destinatari della redistribuzione.

Visto che l'economia ristagna non credo che il presumibile aumento dei consumi possa essere così grande da influire sui prezzi: immagino che hai commercianti convenga intascare i maggiori profitti derivanti dal consumo addizionale piuttosto che rischiare di alzare i prezzi scoraggiando i consumatori.

Che poi le imprese riescano a far scontare ai lavoratori il beneficio ottenuto riducendo o rallentando la crescita dei salari lordi, mi pare tutto da dimostrare.