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E se abbassassimo le tasse?

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Alcune premesse:

1) come avevo fatto notare mi sembra che l' analisi sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici non riguardi gli insegnanti e la sanità; quindi stiamo parlando di una popolazione molto inferiore ai 3,2 mm stimati

2)se il merito non è rilevabile per i dipendenti pubblici, anche il demerito non lo è, quindi non è corretto dire che chi ha avuto aumenti superiori al 6,8 li ha avuti solo per vicinanze politiche

Fatte le premesse, continuo a sostenere che la riduzione delle retribuzione dei dipendenti pubblici,in quanto sono aumentate mediamente più di quanto ci possiamo permettere. ha senso solo se perseguita in linea generale indipendentemente da ogni singolo percorso individuale. D' altra parte nell' esempio che fai, relativamente al generale, prendi in considerazione il ruolo e non la singola persona.

  Ma anche così in questa ottica di revisione delle retribuzioni che mescola il merito e la necessità di contenere la spesa, si possono immaginare situazione molto inique. Mettiamo il caso che negli ultimi anni  i sottufficiali in missione di guerra abbiano ottenuto degli incrementi retributivi superiori alla media tali da avvicinare la loro retribuzione agli standard europei, mentre i generali non hanno avuto aumenti ma mantengono una retribuzione altissima.

Oppure prendiamo il tuo esempio e ammettiamo che il barbiere della camera non ha avuto aumenti retributivi negli ultimi anni anzi magari sull' onda dell' antipolitica ha subito alcune decurtazioni pur mantenendo una retribuzione elevatissima . Cosa facciamo in questi casi ?

Mi sembra più corretto chiedere a tutti in proporzione a quanto guadagnano oggi e non sulla base della storia degli incrementi degli ultimi anni.

 

1) come avevo fatto notare mi sembra che l' analisi sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici non riguardi gli insegnanti e la sanità; quindi stiamo parlando di una popolazione molto inferiore ai 3,2 mm stimati

Il fatto che istruzione e sanità non siano inclusi,  avvalora la tesi che quelli che hanno visto gli incrementi maggiori siano funzionari dell'amministrazione centrale vicini al potere politico.

Fatte le premesse, continuo a sostenere che la riduzione delle retribuzione dei dipendenti pubblici,in quanto sono aumentate mediamente più di quanto ci possiamo permettere. ha senso solo se perseguita in linea generale indipendentemente da ogni singolo percorso individuale.

mi sfugge il senso. Visto che la difesa c'è di sicuro (è scritto in nota) ti sembra equo tagliare allo stesso modo i soldati semplici e i grassi ministeriali? Perchè colpire i singoli in base a quanto è cresciuto il loro reddito dovrebbe essere meno equo che farlo con tutti allo stesso modo? Peraltro il taglio uguale per tutti è un caso particolare del taglio proporzionale, che avviene quando sono cresciuti tutti allo stesso modo.

Se tagli in modo uniforme, sei iniquo se viene fuori che la crescita non era distribuita in modo uniforme (cosa che io congetturo),mentre invece se tagli in modo proporzionale sarai sempre equo nell' allocare l'onere del riallieamento.

Casi particolari di iniquità si possono ipotizzare come conseguenza di qualsiasi provvedimento. Se vuoi puoi pensare a uno che ha sempre evaso integralmente e diventa dipendente l'anno che entrano le detrazioni, costui non ha mai pagato le tasse e appena comicia a farlo incassa una misura che intendeva dare sollievo a chi le ha sempre pagate. Ancora non vedo un limite serio all'ipotesi di ridurre la spesa pubblica ANCHE colpendo quei redditi cresciuti sopra la media e all'idea di alleviare il carico fiscale per i lavoratori dipendenti.

Mi sembra più corretto chiedere a tutti in proporzione a quanto guadagnano oggi e non sulla base della storia degli incrementi degli ultimi anni.

Questo sarà fatto di sicuro (con la rilevante eccezioni di chi evade) e non mi sembra incompatibile con la proposta.