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E se abbassassimo le tasse?

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le detrazioni hanno un effetto distorsivo (2 persone con reddito uguale pagano imposte diverse a seconda della diversa possibilità di detrarre)

Quando mia moglie era la mia ragazza e poi la mia fidanzata, nel suo paese conservavano tutti gli scontrini, poi compilavano un foglio con tutta l'IVA pagata, allegavano un sacchettino con tutti gli scontrini a supporto, e chiedevano la restituzione di una parte dell'IVA, che arrivava direttamente sul CC dopo qualche mese.

Era chiaramente molto inefficiente, e credo furono costretti ad abbandonare il sistema per via del FMI, che si preoccupava dei problemi che generava nei flussi di cassa (e probabilmente anche dell'efficienza, facavano tutto a mano su carta con controlli a campione), ma ho sempre pensato che se si organizzasse il tutto in maniera più informatizzata ed automatizzata, potrebbe funzionare.

Fondamentalmente, si potrebbe evitare anche di usare gli scontrini fiscali, in fondo a che servono nel XXI secolo?

Si aumenta l'IVA su tutto al 25%, si fanno dotare tutti i venditori di beni e servizi si dotino di un lettore di retina/polpastrelli/passaporti/la qualsiasi, e tutte le transazioni vanno registrate, alla fine del giorno su tutti i conti in banca degli Italiani arriva lo sconto sull'IVA pagata (ad esempio il 75% dell'imposta se si e' acquistato pane, il 20% se si e' acquistato beni di lusso), mitigherebbe in maniera enorme l'evasione. Tra l'altro per tutta una serie di attività si potrebbe tranquillamente centralizzare la contabilizzazione, avendo lo Stato contezza delle transazioni, si potrebbe semplificare enormemente tutto il sistema relativo al pagamento di certi tributi, non solo l'IVA.


Tra l'altro per tutta una serie di attività si potrebbe tranquillamente centralizzare la contabilizzazione, avendo lo Stato contezza delle transazioni, si potrebbe semplificare enormemente tutto il sistema relativo al pagamento di certi tributi, non solo l'IVA.

Puntualizzo che questo si potrebbe tranquillamente far fare a società private, in libera concorrenza.

Il commerciante o professionista si sceglie i fornitori che gli offrono i servizi di raccolta transazioni, contabilizzazione, rapporti con lo Stato per il pagamento di IVA e imposte sui redditi, storno giornaliero sui CC dei consumatori in un unico pacchetto, allo Stato non resta che vigilare sui fornitori ed incassare, il sistema diventarebbe enormemente più semplice ed efficiente, a costo immediato praticamente nullo per i contribuenti.

Fondamentalmente, si potrebbe evitare anche di usare gli scontrini fiscali, in fondo a che servono nel XXI secolo?

Beh, per definizione, se tutte le transazioni avvenissero  con mezzi di pagamento elettronici sarebbe quasi impossibile evadere. A me non dispiacerebbe, ma credo che sussistano ancora notevoli resistenze di carattere psicologico che si aggiungono al palese interesse di molti individui per il mantenimento dello status quo in termini di evasione.

credo che sussistano ancora notevoli resistenze di carattere psicologico

In Turchia una dozzina di anni fa quando entravo in un negozietto di un villaggio sperduto disperso tra i boschi e le catene montuose anatoliche, il tipo aveva sempre 2 o 3 lettori per differenti circuiti di c/c.

Ad Istanbul, quando vado in giro con mia moglie in vena di shopping, uno dei miei passatempi è contare quanti lettori di circuiti differenti abbiano i vari negozianti, quasi impossibile siano meno di 5, molti ne hanno 7 o 8.

Se lo fanno i Turchi da lustri, non vedo perché non dovrebbero riuscire a superare un tale scoglio psicologico gli Itailani.

Se lo fanno i Turchi da lustri

Qui McKinsley descrive il settore delle carte di credito in Turchia fino al 2009 in maggiore dettaglio.

Se lo fanno i Turchi da lustri, non vedo perché non dovrebbero riuscire a superare un tale scoglio psicologico gli Itailani.

Vero, ma non è una domanda con risposta semplice.

Anche perchè, in realtà, dovremmo averlo superato da anni, ma basta andare a far la spesa in qualsiasi centro commerciale (al Nord come al Sud) per rendersi conto che così non è.

La lista di anedotti sarebbe lunghissima: da alcuni Hotel in meridione che provano sempre (pateticamente) a non accettare pagamenti elettronici ("il lettore a dei problemi, non potrebbe andare a prelevare?) o quel commerciante (negozio in centro a Sondrio) che, circa due anni fa, mi ha fatto vedere che tiene il suo bancomat in cassaforte!

Vero, ma non è una domanda con risposta semplice.

Non te la prendere, ma la mia impressione è che la domanda non venga nemmeno posta.

Se la domanda venisse posta, a quest'ora avremmo già iniziato a levare il bollo sulle carte di credito.

Una volta che lo Stato abbia fatto la sua parte, poi bisognerebbe andare a guardare le commissioni dei vari circuiti, se c'è qualcosa che non va, e nel caso bastonare, altrimenti bastonare la controparte.

P.S.: Anzi, visto che ci siamo, togliamo i bolli su tutti i conto correnti ed i dossier titoli, che altro non sono che imposte regressive da paese feudale. Probabilmente lo si può pagare soltanto con i recuperi di efficienza determinati dalla scomparsa delle file alle poste, ma anche se così non fosse, si ripagherebbe aumentando di un'inezia le imposte sulle plusvalenze, o introducendo una micro imposta sulle transazioni (nemmeno al livello di quella Britannica probabilmente).

Non te la prendere, ma la mia impressione è che la domanda non venga nemmeno posta.

Anzi! Con il mio commento sottintendevo proprio questo.

L' idiosincrasia italiana per il pagamento elettronico, che si è creata nel tempo (per i comportamenti delle banche, degli esercenti e complice l'età media alta e la bassa scolarizzazione), andrebbe affrontata, sia come suggerisci tu, sia con campagne di sensibilizzazione (convincere un' anziana che corre meno rischi ad andare in giro con una carta di credito che con una borsetta piena di contanti credo sia, oltre che facile, doveroso).

Siamo parecchio indietro rispetto all'estero per lasciare la questione alla "naturale" evoluzione.

Una volta che lo Stato abbia fatto la sua parte, poi bisognerebbe andare a guardare le commissioni dei vari circuiti, se c'è qualcosa che non va, e nel caso bastonare, altrimenti bastonare la controparte.

Alessandro anche in Italia da qualche tempo puoi avere carte di pagamento a costo zero, a memoria cito l'amex- blu che ti ridà indietro l'1% degli acquisti, prima era gratis, da un anno o due costa tipo 30€ l'anno che ammortizzi col cash back dopo 3000€ di spesa, contocorrente arancio ti da una visa e un bancomat completamente gratis e se accrediti lo stipendio ti rimborsa anche i bolli di stato. 

P.S.: Anzi, visto che ci siamo, togliamo i bolli su tutti i conto correnti ed i dossier titoli, che altro non sono che imposte regressive da paese feudale. Probabilmente lo si può pagare soltanto con i recuperi di efficienza determinati dalla scomparsa delle file alle poste, ma anche se così non fosse, si ripagherebbe aumentando di un'inezia le imposte sulle plusvalenze, o introducendo una micro imposta sulle transazioni (nemmeno al livello di quella Britannica probabilmente).

In teoria, hai assolutamente ragione, in pratica però non so da quanto manchi dall'italia, ma è ancora un posto dove la gente al weekend preferisce farsi un'ora aggiuntiva di fila al casello piuttosto che prendersi un telepass (credo si possa avere anche senza c\c) e dove, mediamente al casello automatico (senza operatore dove paghi con le carte) la fila è molto minore.Idem ai supermercati dove le casse automatiche sono sempre molto meno affollate. Quanto ai bolli non sto neanche a menzionare la furbata estiva di voltremont.

Quando vuoi ragionare di quel che si potrebbe fare e di quel che realmente si fa nel belpaese dai un'occhiata a chi siede in parlamento...

Alessandro anche in Italia da qualche tempo puoi avere carte di pagamento a costo zero, a memoria cito l'amex- blu che ti ridà indietro l'1% degli acquisti, 

Rispondo in ritardo perché non avevo letto a sua tempo la risposta.

Non parlavo del costo per ottenere la carta e poterla usare, ma dei costi su ogni singola transazione.