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Riflessioni su economia e materie umanistiche

12 commenti (espandi tutti)

Approfitto di questo post per sproloquiare un po'.

Io sono un professore di greco serenamente convinto della bontà di una buona formazione umanistica di base, se unita ad una sana mentalità scientifica (che è la carenza forte, antica e crociana del NOSTRO umanesimo, non dell'umanesimo in generale).

Non ho idea di come si possa gettare nel calderone dell'analisi economica l'"Umanesimo" tutto intero, anche perché mi par di capire che si vorrebbe farlo a livello accademico, non per "popularization" (vedo già una nota a pié di pagina: "cfr Shakespeare 1604 e Dante 1308").

Quindi la provocazione dello studioso mi sembra un po' una fesseria. Ma non lo è per niente se anziché di "ricerca di punta" e accademia parliamo di scuole.

Pensiamo al classico: dover "immedesimarsi" o comunque entrare nella testa di un paio di civiltà scomparse può essere un'ottima palestra per poi esercitarsi su temi accademici ma ancora innervati dall'alea del libero arbitrio quali la molla dell'agire economico (Hari Seldon ve lo potete solo sognare, ancora).

E leggetevi Dante, Omero e Shakespeare nel tempo libero, che male non vi fa!

Beh, il ciclo Foundation finisce con l'innestarsi con il ciclo dei robot, per cui, secondo IA, saremo guidati da un robot. Meno umanesimo di così...-)

Ma i professori di greco non dovrebbero solo abbeverarsi ai sacri testi, e lasciare agli altri la science fiction ?

I prof. di Greco svegli si guardano intorno...cmq Asimov per il ciclo della Fondazione si è ispirato a "Declino e caduta dell'impero romano" di Gibbon...e si vede!

E leggetevi Dante, Omero e Shakespeare nel tempo libero, che male non vi fa!

Io oggi durante un viaggio aereo ho letto i Memorabilia di Xenophon (in realtà la celeberrima traduzione in Inglese del 1712 di Edward Bysshe nell'edizione edita da Henry Morley nel 1888 ed intitolata da quest'ultimo "The Memorable Thoughts of Socrates").

Confesso però di non aver ancora letto l'Οἰκονομικός Συμπόσιον, che per quanto ricordi è il testo che ha dato il nome alla scienza di cui si tratta su NfA  ;) 

bravissimo! Era un edizione Loeb? Cmq è assai più interessante, e tecnico (ché Senofonte in realtà ciurla un po' nel manico), un trattato come l'Economico di Pseudo-Aristotele, che tratta delle entrate dei grandi regni ellenistici.

Poi mi piacerebbe mettere le mani sulla Logariké, un trattato bizantino sul fisco scritto nel XII secolo, quando in Europa appena ricominciavano ad utilizzare il denaro...

 XII secolo, quando in Europa appena ricominciavano ad utilizzare il denaro..

Sei certo di questo?

Sei certo di questo?

Probabilmente si riferiva alla monetazione aurea.

Che io sappia, ma non sono un esperto, ci sono 2 posti in Europa dove la monetazione aurea non si è mai fermata dall'antichità al XIX secolo: la Sicilia e Costantinopoli (ma non sarei sorpreso di dover includere anche l'Andalusia).

Dal VII secolo in poi, in Europa occidentale la monetazione aurea endogena (circolavano certamente monete auree romee e arabe, anche se dubito incontrarle fosse parte dell'esperienza giornaliera del 99,9% della popolazione) è piano piano scomparsa (dapprima sotto forma di diminuizione della caratura), sostituita da monetazione argentea. Il denaro di Carlomagno era argenteo.

Infatti. Una cosa e' non coniare moneta un altra e' non coniare monete d'oro. In effetti il bimetallismo spari' dall'europa occidentale per un bel pezzo e ritorno' solo nel XIII sec. Pero' le monete d'oro comunque rimasero in circolazione anche se i traffici sicuramente non erano fiorenti.

In realtà la mia era una forzatura. Questo non è esattamente il mio campo, quindi potrei dire una fesseria, ma nell'Europa alto-medievale occidentale l'uso della moneta in realtà non è mai sparito del tutto. Però larghissime fasce della popolazione non ne facevano uso: l'economia era quasi di pura sussistenza e i tributi erano pagati in natura o corvées.

Giravano pochissime monete, ma sufficienti a dare una mentalità monetaria (l'abitudine, anche nel baratto, a pensare ad un valore astratto monetario, da concretizzare poi in beni). E' evidente però che rimaneva poco spazio per metter su banche, bilanci, amministrazioni finanziarie degne del nome.

Però, ribadisco, non sono uno storico dell'economia.

Guarda qui

1) http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Maria_Cipolla

Le avventure della lira, Il Mulino, Bologna, 2001, ISBN 8815084983 (ed. or. 1975)

2) http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Bloch

Lineamenti di una storia monetaria d'Europa

Era un edizione Loeb?

No, come diverse altre traduzioni oramai in pubblico dominio, è finito nella collezione gratuita di Amazon, e da là è volata in un sussurro sul mio Kindle :)

Poi mi piacerebbe mettere le mani sulla Logariké, un trattato bizantino sul fisco scritto nel XII secolo, quando in Europa appena ricominciavano ad utilizzare il denaro...

Dovrebbero averne una copia a Parma:

http://opac.unipr.it/SebinaOpac/Opac?sessID=5E60FA6BFB2ED71908AE857FF5C24CAC@e73342&action=documentview&docID=1