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Riflessioni su economia e materie umanistiche

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McCloskey la scienza economica si trova di fronte ad un vicolo cieco

Mi sembra lo stesso vicolo in cui ci eravamo cacciati nei commenti di un articolo di Giovanni Federico (sempre colpa sua :-) ), dove si cercava di quantificare il "capitale sociale".

Se è innegabile che una maggiore "interdisciplinarietà metodologica", con un occhio di riguardo all'umanesimo, possa aiutare molto nel capire l'evolversi di una cultura/società e quindi lo studio economico (ad esempio: a capire perchè alcuni incentivi funzionino coi tedeschi e non con gli italiani), è altrettanto vero quello che dice Aldo: come lo quantifichi? Perchè deve essere misurabile e provabile, altrimenti siamo al barsport!

Oltretutto cosa "integrare", "come" e "perchè" non è di facile intuizione . Sento citare Shakespeare ed Omero, facile coi classici.

Ma chi sono gli Omero di oggi per l'Italia? Quelli che possono rivelarci the innermost tought della società italiana? I film di Fellini o le commedie di Monicelli? I libri di Calvino o quelli di Guareschi? L'arte "popolare" o l'arte "alta" (divisioni non mie, ma è per capirsi).

Perchè non si può mica leggere tutto. Insomma: sarebbe da fare, ma come si fa?

Ma chi sono gli Omero di oggi per l'Italia, che possono rivelarci the innermost tought della società italiana

Lando Buzzanca e Alvaro Vitali. Dai, troppo facile...