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Riflessioni su economia e materie umanistiche

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perchè la libertà e dignità dei valori borghesi si sarebbero improvvisamente estese alle classi medie nell'Europa Nord-Occidentale nel 17 secolo (ma non nella Firenze del 13°)? E comunque la diffusione dei valori borghesi NON è misurabile, nonostante le affermazioni di Deirdre.

Mi conforta leggere quanto scritto da Giovanni Federico, perché stavo pensando la stessa cosa. Perché non in una qualunque delle epoche in cui fare il mercante era molto rewarding, sia economicamente che socialmente? In base alla storia raccontata dalla McCloskey, addirittura nella Roma sotto Traiano (almeno stando alle mie letture sull'argomento, da non specialista), ci potrebbero essere i presupposti per l'innesco della Rivoluzione.

I "valori borghesi", poi, oltre a non essere misurabili non sono neppure univoci. Posso sbagliarmi, ma vedo delle differenze non secondarie tra la figura del self-made man tanto caro alla cultura del sogno americano (persona non avversa a rischiare del proprio, talvolta inventore e talaltra sperimentatore), ed il borghese tipicamente mitteleuropeo raccontato da Max Weber (e preso in giro, tra gli altri, da Jack London nel Martin Eden), di ispirazione calvinista, che persegue i valori della prudenza e della misura. A quale set di valori intende riferirsi McCloskey nel suo libro?