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Riflessioni su economia e materie umanistiche

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perchè la libertà e dignità dei valori borghesi si sarebbero improvvisamente estese alle classi medie nell'Europa Nord-Occidentale nel 17 secolo (ma non nella Firenze del 13°)?

 

Una domanda per il prof. Federico, sperandodi non essere banale, ma solo sintetico.

Ci può essere una correlazione tra sviluppo industriale, diffusione dei valori borghesi  e le scoperte geografiche ?

Voglio dire, l'accesso, dal '500 in poi, a terre nuove e non sfruttate, ricche di materie prime e nuove risorse alimentari, può essere stato il terreno di coltura dal quale è emersa poi la nuova organizzazione sociale ?

Il fatto che la Spagna controllasse le miniere di oro e argento del Sud-America, mentre Francia, Inghilterra e Olanda le terre del nord, meno ricche di metalli preziosi, può aver influito sulla maggiore propensione allo sfruttamento puro e semplice delle risorse da parte degli spagnoli, rispetto alla necessità di una maggiore industriosità da parte dei nord-europei ?

Il fatto di non avere accesso alle nuove terre spigherebbe il declino dello spirito borghese e imprenditoriale  in Italia ? In fondo Venezia era una aristocrazia mercantile che si trasforma in aristocrazia terriera man mano che le si chiudono i mercati di sbocco.

Ci sono studi in materia ?

 

 

non mi convince il punto di partenza - la comparsa di "valori borghesi" come causa della rivoluzione industriale. I "valori" (o forse gli istinti) degli esseri umani cambiano con estrema lentezza.

Valori e istinti sono due cose veramente diverse. Io penso che i valori (nel modo che li definisco io) possano anche cambiare bruscamente. Ad esempio, immagino che cosa e' visto come socialmente accettabile, buono e giusto nel paesi del blocco sovietico prima e dopo il 1989 cambi drammaticamente.

Sostenere invece che ci sia stato invece un radicale cambiamento di valori in Cina e in India negli ultimi 30 anni puo' essere difficile. L'arricchimento individuale non era un valore in Cina 30 anni fa? E in India? La risposta non la ho, ma penso che a priori la risposta possa essere argomentata da entrambe le parti.

Inoltre, la misurazione dei "valori", diciamo tramite indagine demoscopica, e' uno dei trabocchetti metodologici piu' insidiosi. Ci si cade sempre. Sembra possibile; ma poi alla fine cosa si misura? Il dubbio e' sempre aperto. E, se non si usano strumenti demoscopici, come si misurano i valori? Andando a vedere cosa ne pensano gli intellettuali che scrivono libri o sceneggiature per film?