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Riflessioni su economia e materie umanistiche

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(la macchina a vapore) 

E ti sembra poco? La macchina a vapore (Watt 1765) fu fondamentale: per la prima volta si potè disporre di energia che non fosse prodotta da uomini o animali e richiedesse spazi modesti. (cosa non disponibile a Firenze nel XIII secolo) La sua applicazione nella tessitura (telaio meccanico) fece partire la rivoluzione industriale.

Caro Lanfranconi,

eviterei affermazioni così apodittiche. il ruolo della conoscenza scientifica nell'invenzione della macchina a vapore (che fra l'altro molti ascrivono a Newcomen - Watt l'avrebbe solo perfezionata e ci avrebbe fatto i soldi) e della macchina nell'avvio della rivoluzione industriale (distinto dagli sviluppo dopo il 1830-1840) somo molto  controversi. Gran parte dei primi opifici era mossa da energia idraulica che per certi usi andava benissimo (tanto da essere la principale fonte di energia per l'industria italiana sino alla fine dell'Ottocento). Le consiglio di leggere, oltre ai  libri di Mokyr ed Allen, anche il vecchio studio di Von Tunzelman.  Alessandro Nuvolari, dell SSUP di Pisa ha pubblicato un paio di articoli molto interessanti sulla diffusione delle macchine a vapore nelle miniere della Cornovaglia. Non ho qui con me le indicazioni bibliografiche.

Cordiali saluti

GF

(che fra l'altro molti ascrivono a Newcomen - Watt l'avrebbe solo perfezionata e ci avrebbe fatto i soldi)

c'è una bella differenza proprio concettuale tra la macchina di Newcomen e quella di Watt. In quella di Newcomen non è il vapore che produce lavoro (almeno per metà del ciclo), ma la pressione atmosferica, in quella di Watt a doppio effetto è il vapore. La differenza nel rapporto peso/potenza ecc. è notevole. Per dire, la macchina di Newcomen non è utilizzabile per applicazioni mobili, tipo navi e ferrovie. 

 

Poi, la vera macchina rivoluzionaria, perché permette di produrre le parti di tutte le altre macchine, e in modo ripetibile e standardizzato,  è il tornio automatico di Maudslay


Gran parte dei primi opifici era mossa da energia idraulica che per certi usi andava benissimo

I Romani, almeno a Barbegal, qualche passo in quella direzione l'avevano fatto.

 

l'energia idraulica aveva, fino al suo sfruttmento per produrre energia elettrica, un piccolo difetto: decideva essa stessa dove essere disponibile. Con la macchina a vapore l'energia si poteva invece avere ovunque l'uomo volesse. 

l'energia idraulica aveva, fino al suo sfruttmento per produrre energia elettrica, un piccolo difetto: decideva essa stessa dove essere disponibile.

Non credo sia quello il problema. Mi ricordo di aver letto stime per le quali tutta l'energia idraulica prodotta durante il picco produttivo dell'Impero Romano dovesse essere ben al di sotto dell'1%, cioé i Romani, nonostante sfruttassero alcune forme di energia idraulica, dipendevano ancora per oltre il 99% da energia manuale e animale.

In giro per l'Impero c'era una quantità enorme di energia idraulica potenzialmente disponibile, ma i Romani ne sfruttavano pochissima, in maniera inefficiente, e per fare poche cose (e perlopiù macinazione, nomen omen) rispetto alle tantissime che si sarebbero potuto fare.

Da notare come ci siano pervenuti diversi riferimenti ad una tassazione dei mulini ad acqua ...


 ma i Romani ne sfruttavano pochissima, in maniera inefficiente, e per fare poche cose

se mi ricordo bene Lynn White, i Romani non conoscevano l'accoppiamento biella-manovella per trasformare il movimento rotatorio in alternativo e viceversa, per cui molte attività dove l'energia idraulica sarebbe stata utile e dove però è richiesto un moto alternativo (gualchiere, pestelli per frantumare minerali, mantici...), non erano praticabili. 

O forse non c'era trasmisisone di know-how dal settore militare a quello civile perchè l'artiglieria romano-alessandrina era meccanicamente complessa, c'è una ricostruzione di una imbarcazione fluviale per il pattugliamento del limes sul Reno armata di una balista a tiro rapido che usava una catena articolata sul tipo di quelle delle biciclette.

Puù in generale, sulla mancata rivoluzione industriale romana: La *storia spezzata : Roma antica e Occidente moderno / Aldo Schiavone. - Roma \etc.! : GLF editori Laterza, 2002. 

Aldo, io credo che la questione sia importante non tanto per capire come e perché è iniziata la Rivoluzione Industriale nel UK (argomento comunque interessante di per sé), quanto piuttosto per stabilire perché dopo UK e la macchina a vapore, gli altri paesi hanno attraversato le medesime trasformazioni in momenti molto diversi.

Se la scoperta di Watt è stata davvero determinante per avviare la Rivoluzione in UK, dopo sarebbe dovuto avvenire lo stesso in tutti gli altri, se non altro per un banale processo di emulazione. Evidentemente ci sono fattori che giocano ancora oggi un ruolo determinante nel consentire, o favorire, o non ostacolare, la produzione e l'utilizzo delle innovazioni.