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Riflessioni su economia e materie umanistiche

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Piu che altro se ne hai voglia e capacità, alle volte le cose da fare si inventano, ad esempio potresti fare la guida per altri raccoglitori veloci che vogliono andare a spasso, ma non sanno dove andare.

Comunque il punto è che se sei più efficiente nel fare un lavoro (e correre di più è uno dei metodi peggiori per esserlo, visto che logora e da un incremento minimo) ti restano risorse (ad esempio il tempo) libere, che individualmente potresti usare per fare altre cose, ma che statisticamente verrà sfruttato in questo modo da una parte (es: una persona su due usa il tempo risparmiato per svago, mentre l'altrà metà aumenta il PIL), quindi parte delle risorse risparmiate saranno utilizzate comunque (da qui l'aumento del PIL), altre saranno "investite" (cioè affidate ad altri che le sfrutteranno, altro PIL), altre ancora saranno semplicemente un milgioramento della qualità della vita (come ad esempio orari più brevi).

Quindi più si trovano (e si applicano) modi per migliorare l'efficienza (o produttività), come nuovi attrezzi o (meglio ancora) nuove e migliori forme di organizzazione, più si è ricchi e maggiore è il tenore di vita.

Bene, allora il punto e' che le assunzioni implicite sono:

1) che si "libera" tempo per produrre

2) che con il tempo liberato qualcuno abbia voglia e capacita' di fare qualcos'altro che abbia un impatto sul PIL

3) che ci siano "margini" per aumentare il PIL (per es. piu' terra per piantare piu' patate)

Mi pare di capire che l'idea sia la seguente: se 1+2+3 non sono sempre vere per ciascun individuo, in senso statistico sono tutte sempre vere per il "paese" nel suo complesso. Corretto?

 

 

Qui sto un po' sforzando le mie competenze in materia (quindi spero in rettifiche più qualificate).

Credo che più o meno sia così e sia la spiegazione del fatto che fare le stesse cose con meno risorse causa un aumento del PIL (parte di queste risorse saranno usate per fare altre cose), però:

  • le risorse liberate non sono necessariamente tempo (ad esempio adottare un motore più efficiente, per un taxista, può portare a un risparmio di benzina, che convertita in denaro sarà investita o spesa, andando comunque ad alimentare un'altra attività).
  • "correre più veloce" o in generale aumentare lo sforzo personale non cambia le cose in modo significativo (questo era il punto del primo intervento sulle patate: fare più in fretta non libererà un gran che di risorse)
  • ci sono sempre cose nuove da fare (mentre non ci sono sempre le risorse per fare le stesse cose in maggiori quantità, come appunto capita con le patate), ma non è detto che si trovino facilmente o in fretta, quindi il punto 3 e si sempre vero, ma non sempre "attivo" (ovvero: gli spazi per aumentare ci sono sempre, ma finché nessuno li trova e come se non ci fossero)

Quindi: la crescita si ottiene tramite la maggiore efficienza (o produttività, immagino), che permette di liberare risorse per fare nuove cose e l'innovazione è l'unica via con cui questo si possa realizzare davvero.

ps: chiedo ai veri economisti che leggano questo commento di correggere eventuali (e probabili) svarioni

Non vedo perché il tempo, risorsa incomprimibile, non possa essere considerato una risorsa che, risparmiata, incrementa il PIL. Anche per chi decide di svagarsi, nel tempo libero, se compra un libro, va in palestra, a teatro, ... incrementa il PIL (fa lavorare gli altri).

 

Questo thread e' partito per la tangente... non dimentichiamoci che un modello e' un modello. Un'innovazione che consente di produrre la stessa quantita' con minor tempo generalmente causa un aumento del prodotto, oltre ad un aumento del tempo libero. In un certo senso questa innovazione genera ricchezza che spendi in parte per produrre/consumare di piu', in parte per avere piu' tempo libero. Chiaramente questo vale secondo certe ipotesi, che pero' non sono molto restrittive; che la maggiore produzione rientri nel computo del PIL o meno conta poco con il mio discorso, che era, ripeto: non c'e' praticamente crescita senza innovazione. 

Cercavo di esplicitare le assunzioni. Se quello che ho detto e' corretto (1+2+3) allora in certe condizioni (epoche storiche?) potrebbe essere che correre di piu' per raccogliere patate non aumenti il PIL. Se ho fatto male me ne scuso.

Nessuna scusa necessaria.

L'innovazione corrisponde ad un risparmio di tempo: a parita' di tempo di lavoro produco di piu'. Cosa succede? C'e' un effetto reddito (e' come se la produttivita' fosse rimasta quella di prima ma mi avessero regalato i soldi corrispondenti all'aumentata produttivita') che fa aumentare sia i consumi sia il tempo libero, ed un effetto sostituzione (il tempo libero pero' adesso diventa piu' caro perche' produco di piu' con la stessa unita' di tempo). Quest'ultimo fa aumentare i consumi e diminuire il tempo libero. L'effetto totale sui consumi e' inequivoco (a meno che il complesso dei consumi sia bene inferiore, cosa improbabile). L'effetto sul tempo libero dipende da quale effetto prevale. Se proprio vuoi ti faccio il grafico. 

Chiaramente, devono esistere risorse per poterlo produrre, quel prodotto aggiuntivo... io qui attorno vedo un sacco di terra arabile. 

Ok. Riguardo la terra arabile a parte la questione antica delle terre marginali e dei rendimenti decrescenti cara a Ricardo (ricordo bene?) mi pare che stia diventando una emergenza dei nostri giorni. Da una ricerca veloce

La degradazione del suolo è uno dei problemi più seri che l'agricoltura moderna si trova ad affrontare. Mentre servono da 20 a 1000 anni per la formazione di un centimetro di suolo, le Nazioni Unite hanno stimato che il vento e l'acqua erodono l'1% del suolo del pianeta ogni anno.

http://www.nutritionecology.org/it/panel1/intro.html (confesso pero' che non ho idea dell'autorevolezza dell'organizzazione)

Un'innovazione che consente di produrre la stessa quantita' con minor tempo generalmente causa un aumento del prodotto, oltre ad un aumento del tempo libero.

Aumento [del prezzo] del prodotto? Non lo capisco. La quantità di prodotto rimane uguale ma lo produco in metà tempo. Il prezzo dovrebbe diminuire. Se non lo faccio io lo farà il mio concorrente, appana capisce come si fa ad introdurre quell'innovazione. Scusa ma, tangente per tangente, ne approfitto per capire.

Aumento [del prezzo] del prodotto?

Non parlava del prezzo.

Ok spieghiamo allora. Parlavo del prodotto, non del prezzo. Se risparmi un'ora di tempo, in parte la usi per bighellonare, in parte per produrre di piu'.

PS l'unico caso in cui vuoi produrre di meno e' quando il "prodottto" e' un bene inferiore, ma il complesso del PIL non puo' proprio essere un bene inferiore. Il tempo libero si' puo' esserlo, ma se come effetto del tempo risparmiato vuoi ancora meno tempo libero di prima, allora produci sicuramente di piu'.