Titolo

Riflessioni su economia e materie umanistiche

7 commenti (espandi tutti)

Beh all'affarmazione

 

ma nessuno qui ha studiato Sid Meier? :-)

è seguito un caustico

meno  male che ci sono i videogames a illuminarci...

Dal quale avevo dedotto la conoscenza del videogioco Sid Meier's CIV

 

...fra i tanti possibili mezzi divulgativi, mi sono sempre chiesta se nFA non potesse diventare "autrice" di un boardgame (o videogame se carte e dadi sono sorpassati) in cui i giocatori ricoprono il ruolo di un super consulente (carte) del ministro dell'economia dei vari paesi operanti sul mercato (dadi)...

fra i tanti possibili mezzi divulgativi, mi sono sempre chiesta se nFA non potesse diventare "autrice" di un boardgame (o videogame

La cosa è meno peregrina di quanto sembri.

Qualsiasi persona di intelligenza media che abbia giocato seriamente a Civilization o SimCity o (in minor misura) Total War deve aver sviluppato una comprensione profonda di concetti come la leva fiscale, l'inflazione, la correlazione tra innovazione e crescita, quali siano i vantaggi del libero mercato rispetto al protezionismo, i vantaggi derivanti dal buon governo e i trade off tra le varie forme di governo, l'importanza della pianificazione sul lungo periodo, i vantaggi di una buona istruzione diffusa, e via di questo passo.

Il problema (almeno riguardo a Sim City, che conosco meglio) è legato al fatto che i risultati positivi arrivano quando il giocatore compie scelte condivise dagli autori, che potrebbero anche sbagliare tutto.

La persona di intelligenza media che ci dedichi molte energie si farà l'idea che il mondo funzioni come i modelli macroeconomici dei creatori di SimCity, i quali, anche se paiono ragionevoli, sicuramente non sono perfetti e sono anche molto semplificati (mai vista una bolla speculativa immobiliare a SimCity, per esempio).

Insomma, chi crede che la spesa pubblica sia il motore della crescita farà un gioco in cui si "vince" aumentandola, mentre altri saranno basati su modelli che premiano la minima pressione fiscale o il colonialismo. Alla fine chi è "bravo" in questi giochi è chi è più affine ideologicamente ai creatori, in questo senso sono poderosi metodi di comunicazione e quindi l'idea di una simulazione made in nFA non è male (anche se non credo sia semplice poi avere il successo commerciale necessario, anzi).

ps: se si potesse imparare qualcosa sul mondo reale (salvo quanto messo appunto dagli autori) da questi giochi credo che gli economisti non farebbero altro tutto il giorno (come fanno i metereologi e gli ingegneri, in un certo senso).

l problema .. è legato al fatto che i risultati positivi arrivano quando il giocatore compie scelte condivise dagli autori, che potrebbero anche sbagliare tutto.

Ma appunto, come suggerito da Sabrina Vezzani, se il gioco fosse basato sulle scelte condivise, se ci sono, dagli economisti di NfA, sarebbero quelle a venire divulgate, giuste o sbagliate che siano.

La persona di intelligenza media che ci dedichi molte energie si farà l'idea che il mondo funzioni come i modelli macroeconomici dei creatori di SimCity, i quali, anche se paiono ragionevoli, sicuramente non sono perfetti e sono anche molto semplificati (mai vista una bolla speculativa immobiliare a SimCity, per esempio).

Di nuovo, è esattamente il senso della proposta, o almeno quello che avevo capito fosse il senso della proposta (comunque dal paragrafo successivo mi sembra che anche tu sia d'accordo!).

Sulle bolle speculative, l'ultima volta che ho giocato a SimCity sarà stato nei primi anni 90 davanti ad un monitor EGA su un 386, ma dai miei vaghi ricordi credo fosse previsto il concetto di ciclo economico, con i prezzi che andavano sù e giù. Chiederò alle mie sorelle (entrambe architette, ricordo di averle viste alle prese con versioni più recenti).

ps: se si potesse imparare qualcosa sul mondo reale (salvo quanto messo appunto dagli autori) da questi giochi credo che gli economisti non farebbero altro tutto il giorno (come fanno i metereologi e gli ingegneri, in un certo senso).

Nessuno vuole creare degli economisti da un gioco, ma popolarizzare certi concetti (well, alfabetizzare direi) credo sia molto vantaggioso.

La cosa è meno peregrina di quanto sembri.

Beh lo sarebbe almeno un po' se in libreria a Natale oltre ad un testo -per quanto scorrevole e spiritoso oltre che documentato e accurato- ci fosse anche una scatola (scusate... mi piace avere qualcosa da  disporre e riporre) con cui menti curiose ma digiune potessero mettersi alla prova per masticare un po' di banalita' che i redattori sono ormai stanchi di ripetrerci...

Nessuno vuole creare degli economisti da un gioco, ma popolarizzare certi concetti (well, alfabetizzare direi) credo sia molto vantaggioso.

Qualsiasi gioco che implichi fare scelte strategiche e' benvenuto (aiuta a pensare e trasmette l'idea che si pagano le conseguenze delle proprie scelte...) se poi passa anche qualche nozione fondamentale tanto meglio...nella mia esperienza -limitata- i giochi che funzionano meglio e divertono di piu' hanno poche semplici regole, un po' di fortuna e molta variabilita' nel risultato finale...e credo siano tutt'altro che facili da progettare...

un po' di banalità

devo confessare che ho provato a rispondere in quel subthread 3 o 4 volte, e tutte le volte ho desistito.