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Riflessioni su economia e materie umanistiche

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Non ho letto il libro in questione e non cercavo polemiche di sorta, visto che l'articolo di Giunta sembrava accennarvi soprattutto ad uso interno, lasciando aperta l'ipotesi che nel contesto USA potesse avere un suo valore.

Nussbaum è abbastanza tradotta, forse perché circola la tesi di una sua prossimità al pensiero di Amartya Sen, che però mi sembra essere di ben altro spessore. Azzardo l'ipotesi che non sia tanto una questione di umanesimo v. scientismo, quanto della spasmodica ricerca di fonti d'ispirazione moderne da parte di certa sinistra che si sente orfana di padri intellettuali e cerca di emanciparsene ricorrendo a qualsiasi cosa, prodotta negli USA, che sappia di progressismo, attenzione agli ultimi, critica al c.d. pensiero unico liberista.

Beh si, con Sen hanno fatto libri assieme. La teoria delle capacità per esempio è una tesi elaborata dalla N. ricorrendo ad rilettura di Aristotele, che Sen ha poi tradotto in una prospettiva economica.

Comunque si, hai ragione tu: il dilagare di questo genere di riflessioni è frutto delle circostanze culturali che tu richiami. A me fanno sorridere però. Pensa che una posizione della Nussbaum sulla religione passa, almeno qui in Italia, come un modo nuovo di reimpostare la concezione di laicità classica, perché lei sostiene che la religione, lungi dall'essere un equivoco germinante da processi mentali e psicologici non ottimali, che il sapere e l'educazione potrebbero migliorare, è invece una capacità umana fondamentale, come il mangiare, il giocare, il fare sesso ecc. ecc.

Ecco, io mi chiedo: ma una posizione del genere, che in sostanza assimila l'erezione dei luoghi di culto a edifici necessari per un bisogno umano fondamentale (tipo cucina, toilet e via di questo passo...), ecco dicevo, siamo sicuri che questo approccio sia davvero più rispettoso del fenomeno religioso? Che sia davvero un modo nuovo di vedere alla religione e al suo ruolo pubblico? Io non so...