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Libera nos a malo

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e gli altri paesi e in termini di punti di PIL di aumento del debito?

 

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/2-26042011-AP/EN/2-260...

 

e il deficit corretto per il ciclo?

e il saldo primario rispetto agli altri paesi europei?

E il fatto che la presunta messa in sicurezza dei conti sia stata fatta tagliando del 25% gli investimenti e lasciando aumentare la spesa corrente non ha nessuna importanza?

Dal punto di vista del ragioniere spendere soldi in donnine allegre o in macchinari per un industria non fa nessuna differenza, ma poi la differenza si vede.........

Alla seconda e terza domanda mi pare che ti abbia già risposto brighella

Alla prima direi che appunto l'Italia non ha avuto banche da salvare e potremmo allora vedere i paesi UE che avevano grandi banche da salvare e quelli che non ne avevano (e non lo hanno fatto). Quindi paragonerei i conti italiani con quelli delle nazioni che pur spendendo molto ed avendo unatassazione elevata, hanno perseguito politiche virtuose di contenimento della spesa pubblica (per esempio la Svezia) e non politiche di spesa clientelare come noi.

Altri sotto ti hanno risposto nel merito. Io, se posso permettermi, vorrei rispondere sul metodo.

Ovviamente nel valutare l'operato di un governo (o di chiunque) è opportuno considerare anche le condizioni ambientali.

Ma il "mamma gli altri hanno preso voti più bassi" non funzionava per me, non vedo perchè debba funzionare per BS (che è "il miglior presidente del consiglio di tutti i tempi").

Se il resto d'Europa torna all'età della pietra me ne frega poco, a me interessa l' Italia e, quindi, giudico l'operato del governo (e di chiunque) in base alle potenzialità di quello che amministra (es: un conto è retrocedere allenando il Catania, un conto con la Juventus) e soprattutto sulla base degli obiettivi che il governo si pone e mi promette di raggiungere.

Esattamente. Le promesse roboanti andavano dallo sconfiggere il cancro alla riduzione delle tasse per tutti, soprattutto per le imprese. Sono proprio quest'ultime ad essere eufemisticamente "leggermente alterate" sui risultati complessivi (senza tener conto degli altri...)

Se il resto d'Europa torna all'età della pietra me ne frega poco, a me interessa l' Italia...

Comprendo le tue motivazioni ed il contesto ma penso sia meglio relativizzare. Nessuno è un'isola ed oggi la crisi coinvolge tutti, anche i virtuosi. Anzi soprattutto loro possono essere i piu' incazzati (altro che indignati) perché hanno ragione a dire: "ma come? siano stati i piu' bravi della classe, come spesa pubblica, come debito e deficit, come pressione fiscale ... ed ora soffriamo perché le cicale hanno sperperato?". Se vedi i dati che gentilmente RA ha linkato puoi osservare che gli ex paesi comunisti viaggiano ora su una spesa pubblica mediamente attorno al 40% del PIL (e venivano da un 100%) mentre Italia, Francia e Grecia sono al 50% ed oltre. In soldoni, i paesi poveri che hanno fatto sacrivifici per entrare nei parametri di maaastricht, strappandosi letteralmente la pelle delle chiappe, i cui pensionati sono a livello di 500 euro al mese se va bene, ora sono chiamati alla cassa al fondi salva stati per alimentare pensioni di anzianità da 1700 euro come in Italia o Grecia? 

Certo, ogni paese deve pensare a salvare i suoi conti ma se non lo fa mette in crisi tutti: altre cicale ed altri virtuosi.

 

Però trovo che il termine "paesi cicala" sia piuttosto fuorviante: qui non si è speso per fare tutti la bella vita, ma come surrogato dell'efficienza (e quindi dell'innovazione).

Secondo me questa sottigliezza linguistica ha una parte di responsabilità nelle proteste attuali: mi pare ovvio che un giovane italiano o greco a cui si dice "devi fare più sacrifici perché finora hai vissuto da cicala" non dia nessuna credibilità all'interlocutore, anche perché sa benissimo di aver vissuto peggio di un suo coetaneo tedesco o inglese.
Direi che è quesi naturale che poi faccia un blocco indistinto di economisti, politici, banchieri e ricchi in genere: nessuno di questi si distingue dicendo qualcosa di sensato...

Certo che abbiamo avuto stati oculati e stati "spreconi" (nel senso proprio del bilancio statale), ma si è trattato soprattuto di spesa fatta male (spesso in mala fede), addirittura nociva alla crescita (premiando e pagando il più fedele anziché il più bravo, ad esempio), di cui i paesi non hanno goduto quasi per niente (con l'eccezione delle baby pensioni, che però sono solo uno dei tasselli). Credo che sarebbe meglio distinguere tra paesi ben governati e paesi governati da criminali, piuttosto che formiche e cicale, così magari si potrà anche capire che italiani, greci e simili hanno davvero una colpa, ma non è aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità (che non è vero, si poteva vivere come tedeschi, infatti loro lo hanno fatto e non sono partiti avvantaggiati), bensi di aver affidato il governo dei propri paesi a incompetenti e truffatori (e cialtroni, per citare Boldrin).

Forse i greci e gli italiani hanno davvero vissuto al di sopra delle loro possibilità, dal momento in cui hanno deciso di vivere a credito. Le dimensioni del debito pubblico erano note da tempo: ma il bello era che, almeno per l'Italia, il rating era più che buono.

Però trovo che il termine "paesi cicala" sia piuttosto fuorviante: qui non si è speso per fare tutti la bella vita, ma come surrogato dell'efficienza (e quindi dell'innovazione).

Come no? Certo che il termine va relativizzato (cicale rispetto alle formiche) ma qui si spendono 55 miliardi ogni anno per le pensioni di anzianità di chi gode di questo privilegio, che non troviamo nei paesi "formica", mentre nel frattempo altri 12 milioni sono in attesa del loro turno quando toccherà a loro andare in pensione prima. "ma come, gli altri prima si', ed io ora no?". Considera che quel 50% del PIL che lo stato italiano gestisce va pochissimo in spesa utile (innovazione, educazione, ricerca, sicurezza, investimenti, giustizia) e moltissimo in spesa clientelare, quindi i "clientes" percepiscono a milioni i loro bei "pasti pseudo-gratis".

 

quindi i "clientes" percepiscono a milioni i loro bei "pasti pseudo-gratis"

Diciamo che mentre noi stiamo qui a ripeterci che "non esistono pasti gratis" e gli indignados non ci sono ancora arrivati, molti nostri connazionali da tempo hanno capito che il pasto non sarà gratis ma puoi tentare di farlo pagare a qualcun altro :-)

Francesco, ti ho fatto sprecare un commento! La frase va (come hai intuito) relativizzata, e forse è anche infelice (difatto auguro tutto il bene possibile anche al resto d'Europa).

Quel che intendevo esprimere era la mia insofferenza per il modo "provinciale" con cui in Italia ci si raffronta all'estero. E' un continuo far riferimenti a come gli altri siano nella stessa barca o stiano peggio ("hanno le pezze al culo" cit.), a come i loro risultati siano ottenuti barando (vedi tutti gli articoli usciti ultimamente sulla Germania) o un far confronti "campati per aria" a seconda della tesi che si vuol sostenere.

Che pensassero a governare l'Italia che è quello per cui sono stati eletti.

Quel che intendevo esprimere era la mia insofferenza per il modo "provinciale" con cui in Italia ci si raffronta all'estero. E' un continuo far riferimenti a come gli altri siano nella stessa barca

Corretto. Si dice "mal comune mezzo gaudio" dimenticando che da 20 anni si fa di tutto per affondare la barca, il tutto per chiedere che siano altri a salvarla.