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Re: e il ciclo?

brighella 15/10/2011 - 04:18

Certo che esistono vari modi di correggere per il "ciclo". Ognuno di quei modi utilizza assunzioni particolari, tipicamente su cosa sarebbe il sottostante trend di crescita, oppure su cosa sarebbe il "potenziale" dell'economia, come ama dire per esempio l'OCSE.

Non c'e' dubbio che i cicli siano importanti determinanti del bilancio pubblico, e quindi andrebbero tenuti in considerazione. Io non l'ho fatto per due (anzi, tre) motivi. Il primo motivo e' che e' abbastanza evidente che ci sono dei trends nei dati che ho riportato, in particolare nella continua discesa dell'avanzo primario e nella salita della spesa primaria. Cicli economici dovrebbero generare cicli in queste variabili, non trends. Il secondo motivo e' che i cicli economici europei precedenti alla Grande Recessione sono stati, come ben sappiamo, molto poco pronunciati, quindi troppo piccoli per essere da soli in grado di giustificare sbalzi nell'avanzo primario tanto grandi quanto quelli osservati nel caso italiano. Infine, ed e' il terzo punto, e' bene ricordare che i cicli economici influenzano i bilanci, ma non li determinano univocamente. Al di la' dei cicli, i governi hanno sempre spazio per fare riforme, in un senso o nell'altro. In particolare, governi di Paesi altamente indebitati dovrebbero comportarsi, anche nei cicli, in modo piu' attento degli altri. In un certo senso, i Paesi a rischio debito dovrebbero "remare" contro al ciclo (nel senso di mantenere ragionevoli risparmi di bilancio) un po' di piu' di quanto facciano i Paesi coi conti apposto.

Provo a spiegare come le tre questioni che ho enunciato sopra si applichino al caso concreto. Invece di applicare metodi statistii di eliminazione del "ciclo di bilancio", metodi che a loro volta sono attaccabili nelle assunzioni, propongo un esercizio molto semplice e trasparente in cui metto a confronto Germania e Italia. Faccio questa scelta perche' e' noto, a chi abbia dimestichezza coi dati, che sia il trend di crescita che i cicli italiani e tedeschi sono stati estremamente simili fino al 2005 incluso. Per semplicita' non riportero' i dati successivi al 2008 perche', come ho detto nel post, la Grande Recessione ha avuto effetti assolutamente peculiari su avanzi primari e su spesa primaria in quegli anni - non e' chiaro che lo stesso valga per quanto riguarda la pressione fiscale, per esempio l'Italia e' stata uno dei pochissimi Paesi OCSE ad aumentare la pressione ficale nel 2009.
Mettiamo dunque le basi al nostro discorso partendo dai tassi di crescita del PIL italiano e tedesco. Molto simili fino al 2005 (stesso "ciclo", se volete), mentre nel 2006-2008 la Germania cresce molto di piu' dell'Italia.

Ora vediamo l'avanzo primario nei due Paesi.

L'effetto "ciclico", con la piccola recessione del 2003, e' evidente. Tuttavia si noti che solo per la Germania l'effetto e' solo e soltanto "ciclico". Nel 2003 il ciclo del Pil tedesco raggiunge il minimo, ed anche l'avanzo primario raggiunge il minimo. Dal 2004 il ciclo del Pil tedesco migliora, cosi' come migliora l'avanzo primario. Per l'Italia non e' cosi'. Sebbene la crescita del Pil non entri mai in territorio negativo (come invece accade per il Pil tedesco), il bilancio primario italiano continua a scendere di gran lena anche dopo il minimo di crescita del Pil nel 2003. A mio avviso, nei dati italiani c'e' una importante componente di trend che manca ai dati tedeschi, dove e' solo evidente un ciclo.

C'e' poi la questione della dimensione della caduta dell'avanzo primario. Anche comiciando il calcolo dal 2001 abbiamo che, a parita' di ciclo economico, l'avanzo primario tedesco scende dell'1,1% dal picco del 2001 al minimo del 2003, mentre l'avanzo primario italiano scende del 3,0% dal 2001 al minimo del 2005. Un calo assolutamente sproporzionato rispetto alla caduta ciclica determinata da una piccolissima recessione. Possiamo riassumere la questione dell'avanzo primario in questo modo: a parita' di ciclo e di trend di crescita del Pil la differenza fra l'avanzo primario italiano e tedesco era del 3,7% prima dell'elezione del secondo governo Berlusconi. Tale differenza era scesa allo 0,8% nell'anno di insediamento del secondo governo Prodi. E ricordiamoci che paragonare Italia a Germania significa paragonare un Paese che doveva "remare contro" al ciclo - nel senso di mantenere rafionevoli risparmi di bilancio - con un Paese che aveva tutto lo spazio di bilancio per accomodare il ciclo. Scegliendo la Germania come benchmark siamo percio' stati estremamente clementi col governo italiano.

Un ultimo appunto, prima di chiudere con l'avanzo primario. Notate che la differenza fra avanzo primario italiano e tedesco torna a crescere nel 2007 (raggiunge lo 0,45%), e cio' nonostante il fatto che ciclo tedesco sia molto migliore di quello italiano. Questo serve per chiarire il mio terzo punto: il ciclo non e' tutto, le politiche dei governi contano, e i governi indebitati devono cercare di fare bene (magari "meglio", come nel caso del 2007) dei governi meno indebitati anche di fronte ad un ciclo relativamente piu' debole. E cio' finche' i conti non tornano in ordine.

Parliamo ora di spesa primaria, che e' poi l'altro trend ben chiaro. Per chi si preoccupava che fosse tutto ciclo ecco qui i dati.

Si puo' discutere dei detagli, del fatto che dobbiamo includere o no il 2001, del fatto che il 39,9% di spesa primaria sia un'illusione di bilancio. Certo, si puo' parlar di tutto cio', il mio post era volutamente un po' "esagerato". Era un modo per rispondere ai continui slogan (non "un po' esagerati", ma assolutamente inventati) con cui il Paese e' stato martellato per molti lustri. Tuttavia, anche facendo qualche distinguo, e smussando gli angoli, la sostanza di fondo del discorso rimane intatta, a mio avviso.