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Libera nos a malo

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a beh! Se il reprobo è Dalema e non Amato e il fustigatore è il compianto T.P.S. allora la cosa cambia! Ero stato sviato da ciò che avevi scritto inizialmente:

D'accordo con quanti ritengono che il netto peggioramento del 2001, che poi si trascinò praticamente per tutta la legislatura, sia da attribuire ai governi elettorali di Giuliano Amato (centro-sinistra), non certo ai pochi mesi del governo Berlusconi.

quindi dici:

Dati precisi non ne ho, perché queste progressioni sono avvenute nelle aministrazioni centrali, in quelle locali, nella sanità.

è vero ma c'è un contratto "pilota" che è quello dei ministeriali ed il cui contenuto economico si applica poi più o meno a tutti: quelli postati ieri erano questi contratti 

Cito un documento del Ministero economia e finanze (però, nessuno sa usare Google?):

io uso gogòl ma va egualmente bene e ho anche imparato a mettere i links direttamente fruibili senza il copia incolla: ognuno ha i propri punti di forza e di debolezza.

Questi meccanismi, abilmente sfruttati per favorire amici e parenti, sono stati istituiti con il rinnovo contrattuale 1998-2001 del 16-2-1999 (governo D'Alema).

Il contratto "pilota" dove i classici nove livelli (e i 360 profili professionali) sono sostituiti da tre grandi aree ciascuna con 3 o 4 posizioni economiche al proprio interno è del luglio '98 (ma allora neppure Dalemix c'entra;c'era ancora Prodi; l'ottava piaga d'Egitto Italia arrivò solo ad ottobre) (QUI) Il contratto prevedeva aumenti tabellari medi di 125000 lire/mese (64,6 euro) (nov 98 42000 , mag 99 26000, giu 99 35000 e dic 99 22000); non ho invece trovato alcuna stima del costo della nuova normativa per l'inquadramento; ho trovato un raglio di Confindustria che non quantifica il costo (cosa che il suo ufficio studi è in grado di fare benissimo) il che vuol dire che non è alto per cui rivelarlo sarebbe controproducente.

Ho cercato io di costruire una stima. Ho dapprima considerato l'aumento del costo totale degli statali nel 2010 rispetto al 2009 da documenti del MEF = 3,38 miliardi e quindi la differenza del lordo erogato 2,40 miliardi. A questo ho detratto il valore degli aumenti tabellari (che sono lordi) per 3,5 milioni di pubblici, considerando la successione temporale delle varie tranches, = 1,8 miliardi per cui l'effetto della riclassificazione è massimo 600 milioni, un miliardo riportati al costo. Questo è il costo per il 2010 e per gli anni successivi (l'opportunità di un inquadramento più favorevole si sfrutta una volta). Si noti che 600 milioni di extra lordo è come se l'aumento mensile medio fosse stato di 77,8 € (64,6 + 13,2= 600 /(3,5*13)) quindi ancora al disotto degli aumenti del 2003 e del 2005.

Questa è la miglior stima che io so fare; sono gradite stime migliori o ancora meglio dati.

Sostenere che i conti del CDX 2001-2006 sono stati disastrati da un miliardo anno = 0,07% del PIL è roba da Libero o da Il Giornale o da Minzolini. 

p.s.: a richiesta posso mandarti via e-mail i dettagli della stima: la mia e-mail la trovi nel profilo. 

 

Come detto, è difficile fare stime perché il fenomeno delle progressioni di livello si è verificato nelle amministrazioni locali e centrali. A livello locale esistono comuni che le hanno effettuate più volte e altri che non ne hanno fatto. In questo caso dare cifre rischia di diventare "dare i numeri".

Partiamo dal deocumento del MEF, che almeno dice chiaramente che i dati sono stimati molto approssimativamente.

Se il fenomeno fosse così limitato come dici, come si spiega la crescita della differenza tra retribuzioni contrattuali e quelle effettive registrata nel pubblico impiego? Nel grafico 2.1 risulta essere in media il 5% circa.

Si spiega con il fatto, citato nel documento del MEF, che ci sono stati più di 2 milioni di passaggi nel periodo 2001-2005. Insomma, due passaggi ogni tre dipendenti pubblici, circa.

In pratica è come se ci fosse stato un rinnovo contrattuale aggiuntivo nella pubblica amministrazione, un rinnovo che però non valeva per tutti e per alcuni fortunati anche doppio.

Continuiamo con le stime. Un rinnovo contrattuale di tutti i comparti del pubblico impiego pesa molto di più dello 0,07% del PIL. Poiché la spesa per il personale nel settore pubblico, come dice il MEF, è l'11% del PIL, un rinnovo che aumenta le retribuzioni del 5% pesa sul PIL per il 0,55%.

Ma non finisce qui, perché la maggior parte dei dipendenti pubblici che vanno in pensione ci vanno ancora con il metodo retributivo, che lega la pensione all'ultimo stipendio percepito. Se quest'ultimo aumenta, anche la pensione aumenta di conseguenza.

Come detto, si rischia di dare i numeri, ma penso che il costo di questo fenomeno non sia molto lontano dall'1% del PIL. Sicuramente non lo 0,07%, che proprio è fuori dal mondo, neanche da "Il Fatto Quotidiano".