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Lo stato reale delle nostre finanze pubbliche

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secondo l'UE nel 2013 di miliardi ne mancheranno ben 20 (deficit -1,2%)

 

Conti pubblici: Ue, a politiche invariate niente pareggio 2013, deficit 1,2%

Bruxelles, 10 nov - A politiche invariate, l'Italia non raggiungera' il pareggio di bilancio nel 2013. E' quanto si ricava dalle nuove stime della Commissione Ue che prevede per quest'anno un deficit/pil al 4%, nel 2012 al 2,3%, nel 2013 all'1,2%. Le previsioni-obiettivo del governo indicano invece rispettivamente 3,9%, 1,5% e 0,1%. Le stime si fondano sulla "piena attuazione" della clausola di salvaguardia sulle entrate previste dal 'pacchetto' dell'estate. Aps-y- 10-11-11 10:30:06 (0123)news,TV,PA 3

si,se fosse davvero cosi',cioè un deficit all'1,2 nel 2013,non credo sarebbe un dramma...sarebbe comunque un buon risultato visti i problemi di crescita,la questione tassi e comunque un debito/PIL che si arresta e anzi cala anche se poco rispetto al picco del 2011.Teniamo conto che saremmo comunque il paese col miglior saldo primario di gran lunga e che per Spagna,Francia comunque viene prevista una crescita del debito/PIL tra il 2011 e il 2013,perfino la "virtuosa" Germania,comuque,viene data con un deficit allo 0,7 nel 2013,deficit strutturale uguale a quello dell'Italia a 0,4,con un debito/PIL che cala solo di 2 punti tra il 2011 e il 2013,con PIL che cresce dello 0,8 nel 2012 e del 1,5 nel 2013,aiutato dalla crescita dei consumi pubblici e privati pari a circa 1% ciascuno ogni anno e degli investimenti,ma sorpresa sorpresa,il contributo alla crescita del PIL derivante dalle esportazioni nette sarebbe  negativo nel 2012 e 2013

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/2011/p...

Mah... il rapporto della Commissione prevede anche inflazione nell'Eurozona di 1.7 (2012) e 1.6 (2013), proprio per gli effetti recessivi delle manovre di austerità.  Quanto è realistico questo scenario?  La BCE avrebbe ampi spazi di manovra per espandere la moneta e compensare la stretta di bilancio, almeno nell'ambito complessivo dell'Eurozona.  Resterebbero gli effetti distorsivi della maggiore imposizione fiscale, e il problema della distribuzione.  Ma ora persino la Francia lavora sul risanamento dei conti, e gli altri stati "core" potrebbero accordarsi per fare altrettanto, consapevoli di evitare così le pressioni inflazionistiche interne e di allontanare la prospettiva di un bailout.

Ovviamente se avvenisse una riduzione dell'offerta (p.es. un rincaro delle materie prime), quanto scritto sopra diverrebbe irrilevante, perché la BCE non potrebbe permettere un aumento di domanda aggregata senza violare il suo mandato.  Allora l'Italia sarebbe in grave difficoltà, e sarebbe costretta ad accelerare il risanamento.

bisogna anche vedere se e quanto e cosa si riesce a vendere in questi tre anni da portare a riduzione del debito tra vendita di immobili,terreni,partecipazioni e io direi anche di oro della riserva.Il problema (a parte l'oro) è che probabilmente vista la situazione,si finirebber per svendere questo patrimonio...la cosa andrebbe fatta,ma non ora,ma nel momento in cui l'economia riprendesse un sentiero di crescita cosi' come i prezzi azionari (per ora,riguardo al mercato immobilare,in Italia non c'è stata,credo,un particolare deprezzamento,pero' bisogna comunque trovare chi è disposto a comprare e chi presta i soldi a chi è disposto a comprare,il mercato pare che non sia molto mosso per quanto riguarda il mercato immobiliare,o no?).Invece,riguardo all'ora,se non sbaglio,viene stimato un valore intorno ai 100 miliardi e forse piu' alle quotazioni degli ultimi mesi e c'è forte richiesta...non se ne potrebbe vendere metà o i 2/3 nel prossimo anno e farci su 60-70 miliardi?Non saranno molti,pero' per lo meno,porterebbero a dover emettere nel prossimo anno 70 miliardi dei piu' di 300 da emettere,minore spesa per interessi a tassi intorno al 6 di circa 4 miliardi e una riduzione del debito/PIL di qualche punto già nel 2012 e mano a mano si vende quello che si riesce degli immobilie e delle partecipazioni in base al fatto di non svendere,senza obbligo di vendita,da fare solo se il prezzo è decente.