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Lo stato reale delle nostre finanze pubbliche

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In secondo luogo, c'è l'interrogativo sollevato dal Financial Times sul rischio che l'aumento dello spread possa innescare un incremento dei depositi di garanzia. È una questione che considero parte di un problema più ampio, che chiamo il problema "Sheleifer-Vishny", dallo studio realizzato dagli economisti Andrei Shleifer e Robert Vishny sui limiti dell'arbitraggio. La loro tesi era che un calo del prezzo di alcuni beni, anche se teoricamente dovrebbe offrire un'opportunità di acquisto in assenza di variazioni dei fondamentali, può trasformarsi in una spirale al ribasso se quel bene è acquistato da una categoria ristretta di investitori indebitati. Perché? Perché le perdite di capitale subite da quegli investitori possono costringerli a tirarsi indietro, invece di accumulare. È quello che sta succedendo in questo caso. La maggior parte del debito pubblico italiano probabilmente è nelle mani di operatori nazionali, che non si lasciano impressionare, ma ai margini ci sono istituti di credito che in caso di aumento dei rendimenti dei Btp potrebbero essere costretti a comprarne di meno, perché quei maggiori rendimenti ridurrebbero il valore dei titoli già in loro possesso. Insomma, nel futuro immediato rischia di saltare il banco. Una ragione di più perché la Bce si decida a entrare in campo e tagliare la miccia. Pronto, Mario? I prossimi giorni potrebbero essere parecchio interessanti. di Paul Krugman 

Secondo me e' un post troppo alarmista e comunque gia sorpassato.

E' una questione molto tecnica.

I buoni del tesoro italiani si possono comprare sia in contanti (cash), che con soldi presi in prestito (on margin) depositando gli stessi bonds presso il prestatore (il cosidetto deposito in garanzia).   Il 9 Novembre la London Clearing House (LCH  Clearnet SA) ha reso piu difficile quest'ultima operazione. Chiedono che si metta lo 11.6% in contanti e ti prestano il resto (il 88.4%); l'undici per cento sembra poco ma e' un grosso aumento rispetto al precedente 6.65%. La ragione dell'aumento e proprio il fatto che il prezzo e' calato recentemente. L'aumento e' per tutti coloro che possedono buoni "on margin", che ricevono un "margin call" cioe la richiesta di depositare una somma aggiuntiva in contanti o di vendere.

Quale e' la preoccupazione di Krugman (e anche di altri, devo dire)? E' che questo rende la vita piu difficile ad operatori che hanno comprato titoli di stato italiani per motivi speculativi. La "speculazione buona", quelli che credono che i titoli siano affidabili e li comprano sperando di guadagnarci su (hedge funds etc.), potrebbero comprarne di meno, o addirittura essere costretti a venderli. Al limite questo potrebbe causare altre vendite e creare un patatrac (quello che Krugman chiama la "spirale al ribasso").

In realta, l'aumento che Krugman temeva si E GIA VERIFICATO 3 GIORNI FA, e i titoli non sono crollati, anzi sono risaliti un po'. Consiglierei a Krugman di fare il professore universitario e di lasciare il trading ad altri.

L'articolo di Shleifer & Vishny del 1997 dice che puo essere difficile stabilizzare i prezzi di un asset quando gli operatori che cercano di farlo operano can capitali presi in prestito. Ma e' un articolo teorico generale, senza rapporto diretto can la situazione odierna italiana. Krugman lo cita per far vedere quanto la sa lunga.

(A proposito di trading, o visto che Soros ha detto al giornale Die Welt oggi che possiede "alcuni" buoni italiani. E questo per me e' un segnale positivo).

infatti,quell'aumento c'è stato...ma lo spread nei giorni scorsi già è tornato sotto i 500,se Monti partirà bene con questo nuovo governo,lo spread dovrebbe,come minimo,tornare sotto i 400 e quindi immagino che sarebbe di nuovo ridotto il deposito in garanzia,o sbaglio?E se i mercati riprendessero fiducia nell'ITalia,i nostri bond,visti i tassi,potrebbero diventare appetibili.