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Solidarietà a Oscar Giannino

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aggressione a Bonanni.

e non dimentichiamoci di quando tapparono la bocca al Papa a La Sapienza.

Questo non è successo, e non sapremo mai se sarebbe potuto succedere, in quanto fu il Papa a decidere di rinunciare all'invito, in seguito alle polemiche che lo stesso aveva suscitato.

Se il Papa avesse accettato e la contestazione fosse stata violenta sono d'accordo che sarebbe stata da condannare. In quanto "violenta" non in quanto contestazione, il diritto di esprimere le proprie idee civilemente vale per tutti anche per gli studenti.

PS

In caso l'intervento sia "ironico": non sono un ammiratore di Bonanni ma prenderlo a petardi in faccia mi sembra meschino.

 

 

Se il Papa avesse accettato e la contestazione fosse stata violenta sono d'accordo che sarebbe stata da condannare.

Il comportamento dei professori e delle solite minoranze di studenti, ha violentato la libertà di espressione di qualcuno, che qualcun altro avrebbe voluto ascoltare. Non sono passati a tirargli i pomodori ma di fatto hanno montato una tale polemica che hanno reso impossibile il verificarsi dell'incontro. 

Nel caso di Bonanni, chi ha tirato il candelotto andava messo in galera. Nel caso del Papa chi ha montato la protesta ha solo attentato alla libertà di espressione e di ascolto di altre persone. Per cui non avrebbero dovuto averla vinta.

Il fatto che invece a questi idioti dello stesso blocco sociale, la si dia puntualmente vinta (anche nel caso di Giannino la polizia alla fine lo ha dissuaso dal partecipare all'incontro), è un evidente gesto di resa dello stato di diritto nei confronti di una compagine di prepotenti.

L'Italia è uno stato troppo debole contro queste persone: come del resto si vede anche quando consentiamo loro di mettere a ferro e fuoco delle città quando -stanchi di giocare con la playstation e con i lego- decidono di contestare le banche, o la gelmini, o la globalizzazione...

Il comportamento dei professori e delle solite minoranze di studenti, ha violentato la libertà di espressione di qualcuno, che qualcun altro avrebbe voluto ascoltare. Non sono passati a tirargli i pomodori ma di fatto hanno montato una tale polemica che hanno reso impossibile il verificarsi dell'incontro.

Non sono d'accordo. A quanto ne so io: degli studenti e dei docenti hanno detto che non avrebbero voluto che il Papa inaugurasse l'anno accademico.

Non hanno quindi contestato il diritto del Papa di parlare ma la scelta del rettore, fortemente simbolica e nient'affatto casuale, che fosse lui ad aprire l'anno accademico.

Si può essere d'accordo o meno ma è legittimo da parte loro contestare la scelta.

Infine il Papa stesso ha deciso di non intervenire per evitare polemiche (finendo per crearne di maggiori ma immagino in assoluta...buona fede :-) ). 

Mi sembra una cosa ben diversa.

È già la seconda volta che compare nei commenti all' articolo il parallelo con quanto successe al papa qualche anno fa.

Mi permetto di dire che in realtà le analogie sono ben poche. Lo scandalo fu provocato da una lettera scritta e firmata da alcuni professori per dissuadere il rettore dall' invitare il papa per una lectio magistralis per un intervento all' inaugurazione dell' anno accademico. Niente contro il libero dibattito quindi, ma solo una ferma contrareità al voler legare il nome e la missione della propria università, ché di questo si parla se si affida a qualcuno l' inaugurazione dell' anno accademico, a un personaggio fino a qualche anno prima aveva da ridire sul ruolo di Galileo.

Aggiungo che se al papa fosse davvero interessato andare a spiegare le sue idee avrebbe benissimo potuto proporre una sua lezione in un altra occasione con liberi interventi del pubblico.

 

[ ho ricontrollato le cronache, e ho corretto l' affermazione sulla lectio: si trattava di un intervento conclusivo ]