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Paginetta di appunti (I): Come si "ripaga" il debito pubblico

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A me sembra che Seminerio stia dicendo una cosa ben diversa che peraltro condividerebbe con molti altri economisti, cioè che l'inflazione va adeguata all'obiettivo consolidato della BCE (che come noto è di un'inflazione Eurozona "appena sotto il 2% annuo"), cosa che al momento non sembra probabile, almeno secondo le aspettative di mercato.  O tuttalpiù di proporre un'inflazione lievemente più alta, ad esempio fissando la crescita del PIL nominale.

Ma si tratta di livelli molto diversi da quelli paventati a seguito di un intervento come "creditore di ultima istanza" per gli stati in difficoltà.

Accidenti, a me sembrava di aver capito come ho scritto. Allora forse dovevo citare altri che invece affermano proprio quello. Resta la domanda: c'è credit crunch? e se c'è un intervento della BCE in quella direzione farebbe più male che bene? non è quello che stanno facendo le banche centrali inglese, americana e giapponese (da molto tempo, quest'ultima) senza che ciò provochi inflazione?

Il termine "credit crunch" è un po' confuso, ma tutto sommato accettabile.  C'è indubbiamente come fa notare Seminerio un problema di carenza di moneta (come in tutte le recessioni da domanda aggregata) che dovrebbe essere risolto come talvolta hanno fatto le altre banche centrali (e come la Bank of England continua tuttora a fare), cioè abbassando i tassi e se necessario con espansione quantitativa.  Il programma attuale della BCE non ha lo stesso effetto, trattandosi di interventi "sterilizzati" (cioè che lasciano invariato l'orientamento monetario).  Genera invece il rischio di instabilità nella futura politica monetaria, che potrebbe concretizzarsi in diversi modi e sarebbe comunque negativo.