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Analisi della manovra Monti. Parte 1: misure economiche

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caro Lusiani, ho recuperato alcuni dati che avevo dato in risposta alla tesi: ma "nord e sud pari sono come distribuzione delle attività autonome e il sud evade di più perchè è fuori controllo".

 sono certo che, nonostante la mia pessima grafica da copiaincolla, la vostra (tua, di Lusiani, ecc.)competenza matematico-statistica e, ovviamente, fiscale, non mancheranno di supportarvi nella lettura e forse nel cogliere la castronerie dette sulla distribuzione e i relativi pesi.

Come vedi la realtà è un pò diversa da come la immagini tu (e anche quello dello studio - vecchiotto... - sull'IRAP) e rinvia a problematiche sul peso, nell'economia nazionale, delle micro imprese artigiane DEL NORD, sull'evasione a loro carico e sulle conseguenze per molta, molta gente che lavora, se il giochetto (lavoro, produco, fatturo il 30-50% e il resto nel mucchio) dovesse rompersi.

Quando parlate di tassi di evasione del 10% a Milano, stimati e comparati con la giungla palermitana e arrivate, frettolosamente a liquidare le obiezioni  credo ci sia la possibilità che non abbiate ancora capito il problema di cui parlo. Non ha importanza, non lo ha per il "manifatturiero" artigiano (altro che servizi... delirate...) che regge - NEL NORD ITALIA - una quota di economia reale, appoggiata sull'evasione, che vi sfugge o, semplicemente, non conoscete.

P.S. Se vuoi posso provare a spiegarvi perchè, oltre a non essere paragonabili le micro del sud con il nord e parte del centro (Marche e poca Toscana) come quantità non lo sono, assolutamente, come giro d'affari, export, evaso. ecc.

 

 

  LOMBARDIA EMILIA R CAMPANIA SICILIA
ODONTOTECNICI
AZIENDE               968           383              123       147
DIPENDENTI            2.015        1.095              235       374
PARRUCCHIERI
AZIENDE            7.462        3.824            2.110    2.084
DIPENDENTI          15.332        7.754            3.714    3.974
CARROZZERIE/RIPARAZIONI
AZIENDE            1.730           838              430       611
DIPENDENTI            5.450        2.923              864    1.513

P.S. i dati del Corriere della Sera sulle botteghe VS grande distribuzione e i confronti con Francia e Germania (rispettivamente alla metà e ad un terzo del nostro numero di "piccoli esercenti") suggeriscono qualcosa di diverso dalle tue tesi sull'evasione nazionale?-)

 

  TOTALE GENERALE ARTIGIANI
LOMBARDIA % su abitanti EMILIA R % su abitanti CAMPANIA % su abitanti SICILIA % su abitanti
AZIENDE          82.935            43.431          20.022       24.363  
DIPENDENTI        301.080 3,02%        167.112 3,76%        53.540 0,92%     71.452 1,42%

 

 

caro Lusiani

Invece di continuare nei commenti, perché non organizzate un bel dibattito stile quelli dell'Economist?

http://www.economist.com/debate/archive

Ho visto i dati sugli artigiani, in rapporto alla popolazione sono il Lombardia 3 volte quelli della Campania e due volte quelli della Sicilia. E allora? Questi sono i numeri degli artigiani ufficiali, oppure includono quelli in nero? E' possibile che la maggior parte degli artigiani meridionali siano evasori totali sconosciuti alle statistiche ufficiali, per esempio. Per esempio quel posteggiatore napoletano con 20 anni di anzianita' dichiarati in TV probabilmente non risulta nell'albo dei posteggiatori, pero' evade le tasse.

Per quello che so io, siccome a causa delle demenziali politiche dello Stato italiano tutte le grandi imprese meridionali non assistite e colluse con lo Stato sono fallite, e ovviamente praticamente nessun grosso imprenditore onesto non a caccia di aiuti statali investe nel Sud, a me sembra ovvio che nel Sud Italia una perc. di popolazione maggiore che nel Nord e' impiegata in piccole imprese, attivita' autonome (tra cui gli artigiani), oppure economia totalmente sommersa.  Siccome in Italia non esiste sussidio di disoccupazione di lungo termine, quasi tutti i formalmente disoccupati del Sud sono impiegati nell'economia sommersa, come hanno appurato anche studi sul campo dell'Univ. di Napoli su un centinaio di iscritti alle liste di disoccupazione.

Le stime di evasione fiscale (ad es. sei volte tanto in Calabria rispetto alla Lombardia, in rapporto al reddito) sono coerenti con tutto quanto sopra, e il tuo dato sugli artigiani ufficialmente registrati e' del tutto compatibile con le stime di evasione fiscale secondo cui anche in termini assoluti il Sud evade piu' del Nord pro-capite.

 Lusiani: "a me sembra ovvio che nel Sud Italia una perc. di popolazione maggiore che nel Nord e' impiegata in piccole imprese, attivita' autonome (tra cui gli artigiani), oppure economia totalmente sommersa"

che a te sembri è evidente che sia vero, col cavolo. Non credo serva ripeterti che probabilmente ti mancano informazioni o ne hai di distorte: il sommerso meridionale è in gran parte in agricoltura e spalmato su garzoni di bar et similia, il mondo artigiano (per norme contributive, e burocrazie varie) è sommerso in percentuali simili ai dipendenti comunali o A2A che fanno il doppio lavoro a Bologna e non c'entra nulla con i numeri (ufficiali) che ti riportavo. Al sud manca la materia base per fare l'autonomo/artigiano: la "libertà" ovvero non dover rispondere a "qualcuno" degli affari che fai (sai, quei "qualcuno" sanno esere più convincenti del Fisco...) e quindi c'è il minimo indispensabile di attività e a patto che non s'allarghino troppo.

Sui disoccupati "cronici" del sud e sul loro lavorare in nero c'è poco da aggiungere, tanti lo fanno (per campare) e non ci si arricchiscono.. chiaro il concetto e la diversità col nord..?

Calzolari, mica sparando tabelle a vanvera dimostri quello che vuoi dimostrare. Magari avrai pure ragione, ma ciò è dovuto non ai tuoi 5 sensi normali, ma al tuo sesto senso.

Il dato sugli odontotecnici dovrebbe farti capire che un minimo di proporzionalità tra dentiere e popolazione ci deve essere. In ogni caso i dati percepibili dai 5 sensi di me umano dicono quanto segue:

Due terzi del Pil provengono dal settore servizi. Se pure togliessimo tutto le PPAA, i servizi comunque sovrastano di gran lunga il manifatturiero. 

Al nord si guadagna di più ma si evade in percentuale di meno. Se in media un ipotetico barbiere al nord percepisce 100 ed evade 10%, mentre al sud percepisce 60 ed evade il 30%, alla fine, il barbiere del nord ha sottratto base imponibile per 10, quello del sud 18. Anche se il barbiere percepisse solo 40 rispetto ai 100 del nordico, come ammontare sottratto farebbe un figurone davanti a un finanziere. Le proporzioni sono quelle verosimili dedotte dai dati disponibili a quelli con solo 5 sensi.

Ora ovviamente metterla come una questione  nord contro sud, ci dà un quadro che va bene per le discussioni stile lega, ma non permette di identificare una strategia di contrasto all'evasione in nessuna dimensione utile (strumenti, organizzazione, sanzioni etc.), perchè non tiene conto che ci sono province diversificate, operatori diversificati, stili di evasione diversificati etc; come pure non tiene conto che si lavora in uffici e questi devono essere dimensionati per aree molto più piccole rispetto a quelle della cispadania retogallica e del regno delle borbonie.

Sulla proporzionalità di "dentiere&popolazione" no comment, is better.. Diciamo che tentavo solo di mostrare come la realtà fosse diversa da chi immagina che quelle micro attività si spalmino sul territorio; non è così, non lo è mai stato e una parte molto importante del PIL (registrato e tantissimo di quello fantasma) è riconducibile al lavoro, al nord e in parte del centro, di imprenditori artigiani che sostengono col loro lavoro aziende medio grandi e/o che producono-esportano-evadono per conto loro. Sono milioni di euro al mese che dal sud e parte del centro (Abruzzo, ciociaria, ecc.) non arrivano  nè nel bene: beni e servizi nè nel male: euro evasi. Potrei dimostrarti che i dipendenti per azienda al sud sono meno e svolgono lavori diversi; un solo esempio: il metalmeccanico artigiano siciliano è in gran parte composto da micro officine di fabbro (cancelli, inferriate, ecc.) e anche piccole officine di riparazione o di supporto all'industria edile territoriale (altrettanto micro), rappresentano sempre il 48-50% di tutti i settori artigiani ma, come comprenderai da solo, con le aziende metalmeccaniche della provincia di Reggio Emilia, Modena o Brescia, proprio non ci azzeccano. Queste ultime, col cavolo che sottraggono al fisco il 10%, sono a livelli molto, molto più alti e su imponibili REALI che sono mille volte quelli delle officine siciliane.

Puoi non credere che le cose stiano così e pensare che si abbia tempo da perdere per prendere in giro te, Lusiani, ecc. che avete "solo cinque sensi", o puoi farti venire qualche dubbio che una parte importante del vostro ragionamento sulla distribuzione dell'evasione, specialmente se riferito alle micro atività autonome è - almeno - monco di alcune informazioni e quindi arriva a conclusioni errate.

Ribadisco che tutto ciò nulla toglie alle contestazioni all'indecente situazione generale e specifica del sud e parte del nord Italia e alla evidenza di disordine ed elusione/evasione (anche morale). Anche solo prendendo il pubblico impiego il sud - da solo - ha primati negativi che il nord, per fortuna ha dismesso da anni e quindi i guai di prospettiva (sociali ed economici) arriveranno comunque, per tutti.