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Il governo Monti, i Politici, e la Fase 2

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Che vada a finire male, equilibrio di Nash o meno è evento strettamente correlato alla qualità infima della classe politica e dirigente. Se per i farmacisti è stato organizzata questa rivolta di palazzo figurarsi per gli avvocato o peggio per i santuari finanziari. Credo che Monti possa predisporre il suo pacchetto di proposte e presentarlo all'opinione pubblica in modo chiaro ed esaustivo aiutato da tutti coloro che queste proposte e la filosofia che le anima la condividono. Insomma si tratterebbe di operare in modo da rendere il più costoso possibile ai politici la NON approvazione dei provvedimenti.

Credo che Monti possa predisporre il suo pacchetto di proposte e presentarlo all'opinione pubblica in modo chiaro

non solo: Monti con il "fieno in cascina" del pareggio potrebbe chiarire che i contenuti della manovra erano il possible stante i veti incrociati e, in situazione di rottura, potrebbe addirittura presentare una seconda manovra con contenuti più popolari (gara delle frequenze primo esempio, misure più incisive per ridurre i costi della politica e altro). Poichè la reputazione dei politici non è al massimo presentandosi alle elezioni potrebbe anche vincerle decretando la sconfitta definitiva dei politici attuali. Passera che dice che per superare il conflitto di interesse venderà, ai prezzi attuali, le sue azioni IntesaSanpaolo, non penso lo faccia per qualche mese di governo.

Aldo, ma perche' ritieni cosi' probabile (o anche solo possibile) una candidatura di Monti? Pare abbia garantito che non si candidera' in futuro, e io su questo gli credo.

Sarebbe possibile (e conveniente per Monti/Passera) anticipare un minimo di riduzione dell'IRE, presentata come antipasto di una fase 3 (post-elettorale in caso il parlamento bocci la fase 2)?

Credo che Monti possa predisporre il suo pacchetto di proposte e presentarlo all'opinione pubblica in modo chiaro ed esaustivo aiutato da tutti coloro che queste proposte e la filosofia che le anima la condividono. Insomma si tratterebbe di operare in modo da rendere il più costoso possibile ai politici la NON approvazione dei provvedimenti.

Il problema di fondo è che gli elettori soffrono di evidente miopia: percepiscono chiaramente i costi (immediati) delle decisioni politiche ma non sono in grado di valutarne i benefici potenziali (futuri). I mass media dovrebbero essere la 'cinghia di trasmissione' che consente ai cittadini di giudicare ed effettuare le scelte necessarie con maggiore equilibrio. Come ben sappiamo, ed è stato ripetutamente discusso su NfA, la stampa italiana ha da tempo rinunciato a qs ruolo di analisi critica delle decisioni del 'potere' (ammesso che abbia mai avuto tale ruolo), mentre per quanto riguarda la TV non ci sono speranze. Il governo potrebbe intraprendere una campagna di comunicazione diretta con l'opinione pubblica, con il rischio, sottolineato sotto da G. Federico, di compattare le resistenze del parlamento senza riuscire a toccare a sufficienza le corde sensibili degli elettori.

Un esempio pratico: a Milano sono stati approvati i referendum che chiedevano maggiore attenzione ed interventi su inquinamento, verde pubblico, contenimento del traffico e tutela ambientale. La Giunta, dopo aver a lungo tergiversato, ha approvato l'adozione del contributo di ingresso per quasi  tutti gli autoveicoli. Dai sondaggi pubblicati sulla stampa sembra che la maggioranza dei cittadini sia contraria. Nonostante la maggior parte dei milanesi usi l'auto solo saltuariamente, sembra che non sia disposta ad accettare il pagamento di un contributo che ricadrebbe prevalentemente solo sui pochi assidui automobilisti. In altri termini la maggioranza, pur di non pagare pochi euro, è disposta a rinunciare all'introito delle maggiori somme che pagherebbero gli automobilisti accaniti. Probabilmente la maggioranza non si fida delle modalità di utilizzo delle entrate da parte degli amministratori pubblici. Allora ci sarebbe da chiedersi come mai, in un paese in cui c'è una tale e diffusa sfiducia sul ruolo dell'amministrazione locale e dello stato, il bilancio complessivo della PA abbia raggiunto livelli così insostenibili.

La conclusione è che oltre alla miopia c'è anche una diffusa 'dissociazione mentale'. Le conclusioni di G. Zanella sono difficilmente confutabili.

La conclusione è che oltre alla miopia c'è anche una diffusa 'dissociazione mentale'. Le conclusioni di G. Zanella sono difficilmente confutabili

Non ho affatto dubbi in argomento e non facevo certo professione di ottimismo. Il mi punto è che essendo noto almeno al governo il momento topico ce stiamo vivendo, prima di cedere le armi di vender cara la pelle rendendo politicamente costoso ai partiti buttare tutto a mare.