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Il governo Monti, i Politici, e la Fase 2

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Secondo l'articolo del Corriere della Sera di oggi il nuovo doverno di CDX della Spagna sta preparando una manovra fatta esclusivamente di riduzione della spesa pubblica a pressione fiscale invariata. Sembra che il premier del PP abbia affermato: "non si puo' spendere piu' di quello che lo Stato incassa con le tasse".

Il confronto con l'Italia e' desolante: gli spagnoli stanno convergendo come mentalita' dei politici agli standard europei, mentre in Italia continua a prevalere la mentalita' peronista, dove quasi tutti vogliono spesa pubblica in deficit, possibilmente a spese di qualcun altro (i fantomatici ricchi italiani, oppure i tedeschi, e con strani ragionamenti di cui spero all'estero si faranno sempre beffe). Non esistendo pasti gratis, gli italiani ottengono solo tasse e rischi di default. Riusciranno mai ad imparare qualcosa? Capiscono che prima venivano salvati dal default con la svalutazione della lira, ma oggi viaggiano spediti verso la bancarotta dello Stato?

Secondo l'articolo del Corriere della Sera di oggi il nuovo doverno di CDX della Spagna sta preparando una manovra fatta esclusivamente di riduzione della spesa pubblica a pressione fiscale invariata. Sembra che il premier del PP abbia affermato: "non si puo' spendere piu' di quello che lo Stato incassa con le tasse".

La notizia è comunque ottima, più la Spagna si allontana dalle attenzioni del mercato, più aumenterà la pressione per fare riforme simili anche nella RI.

Gotti Tedeschi, IOR, spiega la crisi

### Crisi: l'arma del rating nella guerra del debito Usa-Ue - IL COMMENTO 
di Ettore Gotti Tedeschi* Milano, 21 dic - Il percorso di uscita dalla crisi degli Stati Uniti e' stato da molti punti di vista esattamente opposto di quello adottato dall'Europa. Nel Vecchio Continente dovevamo difendere il nostro welfare e abbiamo cercato soprattutto di privatizzare i debiti pubblici. Negli Stati Uniti e' avvenuto esattamente il contrario, hanno nazionalizzato il debito privato. In tre anni il debito pubblico e' passato dal 60% circa del pil a quasi il 100% o forse perfino di piu'. Siccome il pil americano e' 10 volte quello italiano si fa presto a immaginare che questa crescita sia stata davvero significativa. Una parte e' stata assorbita dalla Federal reserve che ha stampato carta moneta ma un'altra e' stata collocata sui mercati. In pratica il collocamento del debito pubblico americano e' servito a nazionalizzare il debito privato. Negli ultimi 12-15 anni negli Stati Uniti la crescita del pil e' avvenuto soprattutto tramite l'indebitamento delle famiglie che hanno esageratamente sostenuto questo, direi che ( dal 1998 al 2008) quasi l'80% della crescita del pil americano e' stata sostenuta dalla crescita del debito delle famiglie. A un certo punto le famiglie sono arrivate a non poter piu' sostenere detto debito e sono andate in banca a restituire il contratto di mutuo, la carta di credito senza pagare rate e interessi, cosi' le banche sono "saltate". Lo Stato per sostenere le banche, ha di fatto nazionalizzato il debito delle famiglie. Accrescendo cosi' il debito pubblico. Quindi e' stato necessario collocare tale debito sui mercati, sugli stessi mercati che sottoscrivevano il debito pubblico di altri paesi (per esempio europei). Questo ha provocato un effetto di "sostituzione" di buona parte del debito pubblico europeo, operazione che e' risultata possibile anche grazie al ruolo svolto dalle agenzie di rating, che han concorso a farlo apparire piu' rischioso di quanto gia' non fosse. Risultato? Semplice: piu' titoli del debito pubblico americano in portafoglio e meno bond europei. * presidente dello Ior 21-12-11 19:00:00