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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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1) Il sistema fiscale è eccessivamente oneroso verso chi le tasse le paga. Non abbiamo bisogno di ricordarlo perché lo menzioniamo a ogni occasione. Questo però non significa che l'evasione sia una scelta obbligata, o giustificabile. Se si vuole promuovere un'azione di disobbedienza civile, lo si faccia con gli opportuni ed appropriati criteri. Ma l'evasione fiscale non è disobbedienza civile.

Per il milionario l'evasione è un'opportunità ma per il povero cristo, e come tale indico chi guadagna per esempio 12'000 euro lordi all'anno e se ne vede portar via la metà tra imposte e contributi, penso che l'evasione sia una necessità legata alla mera sopravvivenza.  E questi casi sono soprattutto al SUD. Non è nemmeno il caso di parlare di disobbedienza civile. Chi ha quei livelli di reddito ed istruzione (nell'edilizia, nell'egricoltura e nei settori in cui l'evasione arriva al 90%) non sa nemmeno cosa sia la disobbedienza civile. Ma sa che con 6000 euro netti non sfama se stesso e la famiglia. Il problema qui non è nemmeno il "fisco" nel senso che  a ben modulare le cose si potrebbero prevedere esenzioni e no-tax area opportunamente dimensionate per single, famiglie e numero figli. Il problema è dato dai contributi obbligatori, che essendo proporzionali sono le vere imposte regressive. Naturalmente questi casi non li vediamo a Cortina ma proprio perché stiamo cercando di vedere la Luna e non il dito, inviterei a comprendere come mai le stime di Schneider sul volume di addetti al sommerso andavano anni fa da 6.6 a 11.4 milioni. Tutti gioiellieri e commercialisti?

No, il fenomeno è esteso a pensionati di anzianità, finti disoccupati, impiegati pubblici con secondo o terzo lavoro ma soprattutto ad una grande massa di lavori di bassissimo valore aggiunto, di mera sopravvivenza, dove contributi al 40% ed iva al 20% sono il freno allo sviluppo di un'economia che propri per questo non decolla ed anzi arretra.

Per questo il contrasto all'evasione in certe zone d'Italia è improduttivo.

Mah... i contributi obbligatori saranno restituiti all'atto della pensione in proporzione al versato, quindi mi sembra paradossale considerarli una tassa.  Semmai il problema è che il sistema fiscale dovrebbe sussidiare relativamente il lavoro regolare per redditi bassi, in modo che questi siano incentivati a contribuire almeno in parte al proprio pensionamento anziché evadere contando magari su una pensione sociale minima.  Ci sarebbe anche da chiedersi perché l'economia sia così poco produttiva in alcune zone del paese, e a mio parere le istituzioni scadenti giocano qui un ruolo di primo piano, assieme all'influenza di una criminalità organizzata che comunque può solo prosperare grazie a vari tipi di coperture e legami con lo stesso Stato.

sulla restituzione, tra molti anni, dei contributi versati oggi hanno dubbi in molti, ...ma non è questo il problema. Uno deve vivere OGGI, per poter arrivare alla pensione domani.

Il problema è che trattenute previdenziali e imposte uniche su tutto il territorio (la mancanza di vero federalismo fiscale e previdenziale) possono andare bene nella parte ricca del paese ma sono un freno allo sviluppo nella parte povera. Chi pensa che una pressione fiscale alla svedese possa andare bene in Campania, Calabria, Sicilia?