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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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Il sistema britannico però è diverso da quello italiano: lì la pensione di stato è piatta per tutti e dipende tuttalpiù dagli anni di contribuzione; chi vuole una pensione più adeguata deve finanziarla autonomamente.

Sì, ma non capisco che c'entra con l'assurdità di chiedere il pagamento di un minimo contributivo pari a quanto sarebbe necessario per ottenere quanto offre una prestazione che ottengono tutti i residenti senza aver versato un singolo copeco.

Nella RI tra l'altro i contribuenti pagano già (spero dalla fiscalità generale) quanto serve per far ottenere a queste persone l'assegno sociale.

Il sistema italiano lascia alla pensione sociale il compito di assicurare un minimo dignitoso, e per il resto restituisce quanto versato, seppure con le opportune perequazioni.  La cosa è economicamente più sensata

Dubito. Dubito fortemente. Tutti i calcoli che ho visto fino ad ora mi mostrano che il sistema contributivo italiano non da un gran ritorno sull'investimento, anzi, sotto diverse ipotesi in diversi scenari non da proprio un ritorno, ma una perdita.

con l'avvertenza di cui sopra sui redditi più bassi, che implica anche di modificare il sistema dei minimi contributivi.

Il sistema com'è in piedi oggi non ha senso, ed azzoppa le economie di aree immense del paese. Avrebbe molto più senso un sistema in cui fino a 700-800 euro al mese (o quello che viene ritenuto un minimo di sopravvivenza) non si pagassero contributi (e tributi!), il costo del lavoro sia pari al netto, e sopra venissero pagati in maniera proporzionale fino ad un massimale, comunque piuttosto basso (non deve essere certo compito dello stato fare l'assicuratore per garantire pensioni da migliaia di euro mensili).


Tra l'altro, secondo me, chi lavora per la sussistenza invece di andare a rubare o chiedere un benefit non realmente necessario (nel sistema italiano: un'assunzione clientelare o una pensione di invalidità fasulla vel similia), merita ampiamente di venire premiato dal resto della società, invece di essere considerato ed eventualmente trattato come un eversore.

Dubito. Dubito fortemente. Tutti i calcoli che ho visto fino ad ora mi mostrano che il sistema contributivo italiano non da un gran ritorno sull'investimento, anzi, sotto diverse ipotesi in diversi scenari non da proprio un ritorno, ma una perdita.

Anche i dati che ho visto mi indicano una perdita di qualche punto percentuale, rapportata a valore attuale.  Probabilmente è accettabile, considerato che i contributi finanziano anche altro.  Ma ciò che ritenevo economicamente sensato, rispetto al sistema UK, è il principio secondo cui un conto sono le pensioni minime, ma per il resto il sistema si basa sull'entità dei contributi versati.  Su questo possiamo essere in disaccordo, poiché le questioni che ponevo prima sono abbastanza sottili, e anche il sistema UK ha una sua logica apprezzabile.

Concordo invece pienamente sia sul sistema perverso dei contributi minimi, sia sull'opportunità di sussidiare il lavoro regolare dei redditi più bassi, come del resto ho già scritto.  Poco importa poi se questo sostegno si concretizzi nello sgravio dai contributi o in altro modo.  (Purtroppo discriminare contro le assunzioni clientelari pone qualche problema politico.)