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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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Ho discusso molto in facebook di questa cosa, beccandomi anche qualche epiteto - che ritengo immeritato, oltre che sgradevole - a causa delle mie critiche al blitz cortinese, quasi come se esprimere perplessità sia azione riprovevole e dimostrazione di "connivenza col nemico".
A mio avviso, invece, è bene distinguere chiaramente le posizioni: io non ho sostenuto che l'evasione fiscale non esista, né che sia giustificata, e neppure che non sia da perseguire ma, in primis, che non mi è piaciuto il comunicato dell'Agenzia delle Entrate e, soprattutto, che operazioni mediaticamente spettacolari come questa hanno ANCHE un profilo di mistificazione che considero deleterio.

Mi spiego.

Il comunicato mi è parso un'inutilmente presuntuosa e sarcastica smargiassata, contenente alcuni numeri poco significativi (un negozio non in regola su 35 controllati è sicuramente un risultato assai modesto, meno del 3%, e non è così inverosimile che una gioielleria possa avere un incremento di fatturato del 400% rispetto al giorno precedente, dal momento che basta aver venduto un pezzo di pregio) ed altri tutti da verificare (l'incongruenza del possesso di un'auto costosa con il reddito dichiarato è solo una supposizione fino al giudizio finale, spesso sfavorevole al fisco, anche perché non è raro che ad un "figlio di papà" sia ne intestata una pagata dal genitore oppure che redditi aggiuntivi, anche cospicui, non siano scritti in dichiarazione perché soggetti a tassazione alla fonte). E persino qualche errore logico: ad esempio una società può liberamente ed affatto legalmente decidere di acquistare un bene che riduce l'utile ..... 

Ciò NON significa negare che vi sia l'infedeltà fiscale, ma semplicemente suggerire prudenza e mettere in luce pressapochismo ed protervia.

Inoltre, questo tipo di operazioni mediatiche hanno - forse non solo, ma certamente anche - l'obiettivo di indicare un nemico alle masse urlanti, distogliendo l'attenzione dai veri problemi e dai veri colpevoli, quelli che ..... pagano i controllori: mi pare evidente che il contrasto all'evasione sia condotto - bene o male, e può sicuramente migliorare - ma la voragine della spesa pubblica tale sia sempre rimasta con qualunque governo. Ecco, dunque, il rischio pesante di mistificazione: limitarsi ad agire, come sempre, sulla componente del problema la cui soluzione non risolverebbe comunque la situazione. Non sulla componente più rilevante e davvero fondamentale.
A qualcuno - preso dal sacro furore? - queste critiche non piacciono, a me sembrano ragionevoli e non configurano alcuna giustificazione. Aggiungo che mi aspetterei una maggiore correttezza da chi è deputato al controllo dei contribuenti.
Ma, forse, sono un povero illuso e merito di esser suddito ..... 


Franco ho letto i dibattiti anche su FB, e continuate a parlare di "evasione fiscale", anche se ammettete che era un'operazione mediatica.

Ti devi/ vi dovete domandare: l'operazione mediatica è riuscita ? Non "Sì, ma solo 1 negozio non era in regola" o quanti rolex c'erano a Cortina. Nel mio commento sopra ho esposto come funziona un'operazione mediatica, che deve rispondere a una semplice regola: Come, Dove , Quando.

Ecco, secondo me, l'operazione mediatica è stata un successo, a costi tutto sommati contenuti, e io faccio tanto di capello a Befera, di cui non so se ha altre doti, ma come comunicatore ci sa sicuramente fare.

Appunti sparsi: questa operazione è stata pianificata da prima dell'estate, perchè Befera era a Cortina, e ci voleva essere durante l'operazione, e non credo che abbia prenotato 24 ore prima, ma almeno con quattro mesi di anticipo, come sanno tutti, quindi l'operazione è stata pianificata quando al Governo c'era la Lega, e non aggiungo altro.

La prossima operazione "stile Cortina" dovrà essere ancora più clamorosa, tipo bloccare Porto Cervo con la Marina Militare, i sommergibili e anche la Cavour e controllare tutte le barche che escono, e gli intestatari e i redditi, non per prendere due o tre evasori, ma solo per l'impatto mediatico, che è quello che contava, e che è stato raggiunto.

A me tutte queste operazioni (come anche l'annuncio di SERPICO) mi sa tanto di "pressione dissuasiva" del tipo "pentitevi adesso o mai più", quello che mi lascia perplesso è questo: ma se il Fisco ha così tanta potenza di controllo che senso hanno le operazioni mediatiche ? Ma se avessi la risposta sarei Attilio Befera e guadagnerei € 250.000 annui...
P.s.
Discutere su FB di evasione fiscale e di ricchezza significa solo prendersi legnate in bocca, se ti piacciono..

A me tutte queste operazioni (come anche l'annuncio di SERPICO) mi sa tanto di "pressione dissuasiva" del tipo "pentitevi adesso o mai più", quello che mi lascia perplesso è questo: ma se il Fisco ha così tanta potenza di controllo che senso hanno le operazioni mediatiche ?

personalmentr penso che l'unica chance che abbiamo di recuperare evasione sia attraverso l'adesione spontanea: uno aderisce e paga

Con gli accertamenti ci sono le commissioni tributarie, a volte la magistratura ordinaria  e una legislazione molto favorevole ai mariuoli. I contenziosi durerebbero anni per cui a metà percorso si fa un accordo: il fisco si accontenta del 20% del dovuto, più o meno la rendita prodotta dalle cifre evase nello stesso periodo. Ma questa è solo una parte della beffa: se qualcuno avesse evaso 100 per diversi anni e dovesse pagare per nx100 per il passato per gli anni a venire dovrebbe denunciare intorno a 100. Con la transazione a 20 ottiene anche l'"autorizzazione" a denunciare 20 per il futuro, una specie di condono preventivo.  

Resta il fatto che se non si cambia la legislazione i grandi evasori non hanno alcun incentivo all'adesione spontanea.

Insomma scoprire gli evasori è relativamente facile, se si vuole, fare pagare e rimetterli in linea molto ma molto meno. 

Marco, è palese che si sia trattato di un'operazione mediatica!
Ed è proprio da questo punto di vsta che io l'ho trattata, pur se ho dovuto rispondere ad altri che ne traevano spunto per considerazioni diverse. La mia critica punta, infatti, la scorrettezza della comunicazione - efficace, senza dubbio, ma scorretta COME SEMPRE ..... - e quello che a mio avviso è un pericolo, ma per i gestori del Paese mi pare un obiettivo non dichiarato, fondamentale pur se non unico: distogliere l'attenzione dalla causa reale del dissesto, una spesa pubblica demenziale la cui responsabilità va posta in capo ai medesimi soggetti che pagano i controllori.
Se sostengo che ciò non mi piace, non sto affatto giustificando l'evasione fiscale. Sto semplicemente constatando - con stizza - che si continua ad intervenire solo su un aspetto del problema - del quale pure bisogna occuparsi - che NON È quello basilare: lo dimostra il fatto che la pressione fiscale italiana è già ai vertici mondiali, dunque non siamo in presenza di un problema di bassi introiti quanto di spese eccessive. Mi pare, francamente, lapalissiano ......

Ed è proprio da questo punto di vsta che io l'ho trattata, pur se ho dovuto rispondere ad altri che ne traevano spunto per considerazioni diverse. La mia critica punta, infatti, la scorrettezza della comunicazione - efficace, senza dubbio, ma scorretta

Franco, ma è questo il punto: corretta e scorretta su un'operazione mediatica non ha alcun senso, si fa e si valutano i costi e i bonifici. Fra i pubblicitari si sa benissimo che mettere un culo o una tetta è un'operazione scorretta, eppure la mettono sempre. Perchè ? Maniaci ? No, a loro interessa solo che tu ricordi una marca, un logo, o un'operazione di marketing. Commentare l'operazione Cortina in altro modo è un grave errore, in cui siete cascati tutti.
Se vuoi commentare sull'evasione fiscale, il recupero, e le spese, c'è di meglio: 35 miliardi in tre anni: dove sono andati a finire ? Ma il recupero dell'evasione non doveva servire a far pagare meno gli altri ? Questo mi sembra decisamente un argomento migliore dell'operazione Cortina, di cui hanno discettato Michele Boldrin e Oscar Giannino, senza volerne cogliere l'aspetto pubblicitario.

 c'è di meglio: 35 miliardi in tre anni: dove sono andati a finire ?

se vedi i trends delle entrate tributarie i miliardi che certamente hanno recuperato non si vedono.

La spiegazione più ovvia e che tanta evasione recuperi, tanta "nuova" se ne crea.

Aldo, scusa, ma il recuperato è in più a prescindere , ovvero è falsa la formulazione "pagare tutti, pagare meno ", e questo è un punto.

L'altro è che non vedo molte vie di magica riformazione dell'evasione, se trovi 10 miliardi non esiste la possibilità che altri evadano per la stessa cifra "a compensazione ".
La cosa non quadra, assolutamente, e poi parliamo di Cortina... 

A.E., INPS e EQUITALIA hanno diffuso i seguenti dati che sono per forza veri in quanto chiunque potrebbe chiederne l'evidenza analitica

image

 se le imposte e contributi ordinari fossero rimasti costanti avremmo dovuto trovare per il 2010 25,4 miliardi in più; questa è la situazione in miliardi 2009 e 2010 da QUI pagina 6

imposte dirette 222,9 226,7

imposte indirette 206,1 216,5

imposte in conto capitale 12,3 3,4

contributi sociali 212,6 212,9

totale variazione 5,6 miliardi

la diminuzione del gettito delle imposte in c/c  ci costringe ad andare nel dettaglio.

Iniziamo dai contributi sociali:

Istat qui ci dice che sono aumentati del 2,23% (in linea con l'aumento delle rertibuzioni lorde 2,19% ) e qui ci dice che l'occupazione è stata sostanzialmente costante (-0,14%)

L'insieme avrebbe dovuto comportare un aumento dei contributi sociali di 4,4 miliardi che aggiunti ai 6,4 recuperati dall'evasione dall'INPS fanno 10,8 miliardi  contro gli 0,3 che si trovano nel conto economico delle amministrazioni pubbliche. i. Dove sono finiti i rimanenti 10,5 miliardi?

Entrate tributarie:

La diminuzione delle imposte in c/c è dovuto all'esaurirsi delle entrate a fronte dello scudo ed a una diversa temporizzazione di acconti e saldi delle imposte sostitutive sugli interessi bancari e da obbligazioni: possiamo pertanto ragionare sulla somma dirette + indirette che ricordo essere (miliardi, 2009 2010) :

429,0 443,2 delta 14,2

Imposte dirette (si veda anche qui)

L'andamento (vedi sopra) delle retribuzioni lorde (+2,19%) e dell'occupazione(-,14%) avrebbe dovuro comportare più di un +2% delle ritenute (circa 135 miliardi) e delle addizionali (circa 11 miliardi), (più perchè l'incremento delle retribuzioni sconta tutto l'aliquota marginale).Dal bollettino delle entrate si puo vedere che le altre dirette non in c/c sono rimaste sostanzialmente costanti e quindi l'andamento dell'economia avrebbe dovuto comportare per le imposte dirette un aumento di almeno 3 miliardi.Il conto economico riporta un aumento di 3,8 miliardi.

imposte indirette

La parte del leone la fa l'IVA (circa 110 miliardi); consumi e investimenti (qui) sono aumentati del 2,4% che avrebbe dovuto comportare un aumento dell'IVA di 2,7 miliardi. Il bollettino delle entrate ci dice che l'IRAP è stata costante mentre le altre imposte indirette (accise, bolli, auto, giochi eccetera sono diminuite di circa un miliardo. Pertanto in via ordinaria le imposte indirette avrebbero divuto aumentare di 1,7 miliardi. Il conto economico riporta un aumento di 10,4 miliardi.

Pertanto l'aumento di gettito dirette e indirette non riconducibile all'andamento dell'economia è stato di  9,5 miliardi ( 3,8 - 3,0 + 10,4 -1,7) metà dei recuperi, anche in questo caso indiscutibili, comunicati da  A.E./EQUITALIA  uguali a 19 miliardi.

Dove è finita l'altra metà? 

Riassumendo: il conto economico riporta un aumento delle entrate fiscali (dirette, indirette e contributi sociali meno imposte in c/c per il motivo spiegato sopra) di 14,5 miliardi, abbiamo calcolato che almeno 9,1 miliardi (dirette 3,0, indirette 1,7 , contributi 4,4) sono riconducibili alle entrate normali: rimangono pertanto 5,4 miliardi di gettito straordinario contro i 25,4 recuperati. Dove sono finiti i rimanenti 20 miliardi? Io non riesco a spiegare diversamente il fatto se non con una "nuova" evasione. . Sono molto interessato a prendere in considerazione ogni altra ipotes

ipotesi

marco esposito 9/1/2012 - 17:35

Che qualcuno bari con i numeri mi sembra, a questo punto, l'ipotesi più probabile. Ho seguito i tuoi numeri, non sono tanto d'accordo che le imposte dirette scontino tutta l'aliquota marginale, ma è un punto di lana caprina, se effettivamente sono stati recuperati 25,2 miliardi da qualche parte devono stare. A meno che nel bilancio dello Stato non ci aia una posta diversa petr le entrate da equitalia.

...che operazioni mediaticamente spettacolari come questa hanno ANCHE un profilo di mistificazione che considero deleterio

concordo in pieno. premetto che trovo opportuno e fors'anche doveroso, condurre operazioni a fini di immagine istituzionale. però c'è buona e cattiva, cioè fuorviante e dannosa, pubblicità. 

è sicuramente fuorviante e proprio pericoloso per i contribuenti onesti,  confondere  allegramente, come ha fatto il comunicato dell'agenzia delle entrate,  il reddito dichiarato secondo le norme in vigore,  con il patrimonio o con il reddito effettivo. come tu hai  fatto notare, questi ultimi potrebbero essere in un gran numero di casi concreti, oltre che del tutto leciti nella loro formazione,  anche completamente compatibili con un tenore di vita elevato. se dispiace la possibile discrasia, si cambino le norme oppure si spieghi bene all'opinione pubblica la differenza fra flusso e stock, eccecc.

aldo lanfranconi osserva  che, alla fine delle procedure di accertamento, la percentuale di recuperato è pure molto bassa. questo incentiva sicuramente il disonesto a correre il rischio di continuare ad evadere, che mediamente risulta essere conveniente; a mio avviso, nella discussione pubblica viene invece trascurato l'altro aspetto di norme incertissime, che permettono senza rischio professionale per chi le avanza, contestazioni a capocchia, magari anche al momento popolari. il rischio cioè di vessare, e la parola non è retorica, quelli  che invece sono in regola. riusciranno, questi ultimi , magari a dimostrare tutto,  ma a loro spese e per lunghissimi gradi di giudizio tributario.

per loro, la transazione diventa quasi obbligatoria ed è la più ingiusta forma di patrimoniale che mi viene in mente.

Qualche anno fa ebbi una verifica fiscale in azienda.
Se qualcuno pensa che essere in regola implichi aver nulla da temere, dovrebbe provare simili esperienze che, anche a detta di funzionari dell'Agenza delle Entrate (a cui mi capitò di raccontare la vicenda, successivamente) non sono così rare.
Non sto a raccontare nuovamente, ma le richieste erano del tutto fantasiose - numeri proprio inventati, come ammise lo stesso funzionario in camera caritatis - per ottenere un accordo che garantisse il pizzo - di ciò si tratta, suvvia ... - all'erario. Ovvamente non accettai una tale palese mascalzonata, andai fino in fondo e vinsi a mani basse ...... però con grande spreco di tempo mio e dei miei collaboratori, e con 10.000 euro di spese legali, naturalmente non rimborsate.
Ah, ovviamente la somma richiestami pretestuosamente - nel fuorviante linguaggio di lorsignori "accertata" ..... - entrò nel computo dei totali meritoriamente recuperati dalla solerte Agenzia, secondo la consueta affidabile comunicazione ai media, quella alla quale si dovrebbe credere ciecamente ....

Con gli accertamenti ci sono le commissioni tributarie, a volte la magistratura ordinaria  e una legislazione molto favorevole ai mariuoli.

 

Evidentemente avrai potuto giorvarti delle legislazione menzionata ieri da Aldo Lanfranconi nel suo messaggio delle 12:13

;-)à

Non condivido la tesi secondo cui colpire, anche mediaticamente, l' evasione distolga l' attenzione dal problema principale, che è l' elevatissima ed inefficiente spesa pubblica.

Penso che far pagare le tasse a tutti sia il modo migliore per rendere insopportabili il livello di prelievo fiscale  e lo spreco di risorse che avviene in Italia.

Chi evade ha poco o nessun interesse a criticare, indignarsi e a cercare di limitare gli sprechi, visto che i soldi spesi non sono i suoi ( non mi stupirei se vi fosse una relazione geografica stretta fra elevata percentuale di evasione ed elevata spesa politica-clientelare).

Se questa operazione riuscirà minimamente a far entrare qualcuno nell' ordine di idee di dover pagare le tasse e affrontare le conseguenze di ciò, essa sarà stata un primo passo verso la diminuzione della spesa pubblica, iniziando a svuotare proprio il serbatoio di voti garantiti che questa fornisce da sempre.

Inoltre credo senza dubbio che sia presente in questa vicenda la componente mediatica dell' indicare come mostro il ricco evasore, d' altra parte colpire questo simbolo è necessario se si vuole togliere scuse a tutti coloro che dicono che invece di prendersela con Tizio o Caio, bisognerebbe partire con chi sta più in alto (che c è sempre...), creando così  quel senso comune di solidarietà che infine giustifica tutti e tutto e lascia invariabilmente le cose come stanno.

Sulla richiesta di una maggior correttezza nei modi e nelle procedure da parte dei controllori, non posso che essere d' accordo.

Dove, di grazia, avrei detto che non si debba far pagare le imposte a tutti?
Maledizione, mi sembra di parlare in aramaico  agli aztechi .....
E non l'ho sostenuto a prescindere dalla convinzione - suffragata dall'evidenza empirica di tanti anni - che non si pagherebbe meno, se si pagasse tutti, ma non avverrebbe altro che un ulteriore aumento della spesa pubblica clientelare e parassitaria. Come dimostra anche la recente vicenda dei cosiddetti "tesoretti", accolti con risibile stupore e prontamente destinati ad altre uscite. 

Il che continua a non significare che non si debba pagare tutti, mi pare .... 
Ho detto, invece, che correttezza ed attendibilità della comunicazione sono davvero basse - citando numeri e pure un esempio di vita vissuta - e che si continua a dar grande rilievo a questa parte del problema, anche con eventi mediaticamente rilevanti come quello cortinese,  cioè ad indicare un colpevole "altro da sé", mentre non si affronta davvero - né primariamente, e neppure almeno contestualmente - il nucleo del problema, vale a dire l'eccesso di spesa pubblica: a mio avviso questo è proprio distogliere l'attenzione.
Libero chiunque di non esser d'accordo, libero io di sorprendermene .....

...da nessuna parte, mi sembra, ma evidentemente mi sono espresso male io se questo hai visto nella mia critica. Me ne scuso.

Non l' ho proprio citata, ma visto che ci sono, condivido la critica ai modi approssimativi e sensazionalisti di pubblicizzare l' operazione di Cortina.

La cosa che non condivido è che non credo che simili operazioni, pur pagando il dazio a simili mistificazioni, abbiano solo l' effetto di distogliere l' attenzione dal problema della spesa pubblica, e ho spiegato il perché.

Posso ovviamente sbagliarmi, ma non credo che se si prospetteranno maggiori difficoltà ad  evadere, e se ciò spingerà alcuni a pagare più tasse aumentando il gettito fiscale, le preferenze dell' elettorato rimarranno alla lunga le stesse e così la spesa pubblica. Ci saranno piuttosto, sopratutto nelle aree in cui attualmente il problema delle tasse alte è solamente teorico, incentivi a rivedere il proprio modo di votare e a spingere per uno snellimento fiscale per  gran parte dell' elettorato, causa sperimentazione in prima persona dell' opprimente regime fiscale che attanaglia chi già adesso non evade. Provare sulla propria pelle le conseguenze un problema sensibilizza probabilmente più di mille dibattiti televisivi o articoli sui giornali o sui blog sullo stesso argomento.

Il caso del tesoretto non mi sembra troppo significativo per validare o smentire questo ragionamento, visto che i soldi in più derivarono da maggiori esborsi dei soliti noti causa crecita del pil ( e dei redditi ) piuttosto che da nuovi contribuenti saliti forzatamente a pedalare la loro pesante biciletta.

Ovviamente nel titolo intendevo:

 "non hai scritto che non si debba pagare le tasse da nessuna parte"

Franco,

visto che l'hai ripetuto tre volte in margine a questo post bisogna che ne parliamo :-)

Ammettiamo che sia stata una pura operazione mediatica. E allora? Dove sta scritto che la lotta all'evasione non va fatta anche con strategie di segnalazione, "schock&awe", e tutto cio' che puo' cambiare le aspettative? Dove sta lo scandalo?

Lo scandalo sta nel fatto che i problemi sono ben altri? L'elevata spesa pubblica e' un problema, non c'e' dubbio. Questo implica che non si debba combattere l'evasione anche mediante un cambiamento delle aspettative di sostanziale impunibilita' o improbabile punibilita'?

La spesa pubblica in Svezia e' sostanzialmente superiore a quella italiana eppure li' l'evasione e' una frazione di quella italiana. Questo a me suggerisce che i due problemi sono distinti.

L'evasione non e' primariamente un problema di finanza pubblica (se tutti pagassero le tasse la pressione fiscale dovrebbe diminuire in maniera corrispondente se non si vuole far aumentare il rapporto entrate fiscali/Pil, quindi il saldo di finanzia pubblica sarebbe invariato!)  ma primariamente un problema di equita' del carico fiscale e di giustizia del "contratto sociale".

No, la spesa pubblica in Svezia era superiore. Oggi è uguale a quella italiana e tendenzialmente è previsto che l'Italia sorpasserà la Svezia già a partire dall'anno prossimo.  Dati IMF via Google.
Quando era superiore anche la Svezia ha conosciuto un sommerso prospero e crescente, che si è avvicinato al 20% del PIL (ben sopra la media OECD di allora) come Schneider ha piu' volte evidenziato.
Ora che la spesa è diminuita ed è quasi pari a quella italiana, anche il sommerso è diminuito.

Non c'è dubbio che il carico fiscale (diretto e indiretto) e contributivo, sia fortemente implicato nella crescita dell'economia sommersa tuttavia ci sono anche altri fattori.

Come rilevato da Schneider, oltre alla pressione fiscale abbiamo l'intensità della regolazione (quindi il numero di leggi, regolamenti, permessi, licenze, in buona sostanza la burocrazia)  e la complessità dei sistema tributario (e del codice del lavoro, aggiungo).  Ora la Svezia ha un carico fiscale elevato (in cambio del quale dà ottimi servizi, cosa che in Italia ce li scordiamo) ma non ha gli aspetti realtivi alla complessità del sistema delle norme e della burocrazia. Si capisce quindi che a partità di carico fiscale l'Italia, che ha tutti gli altri problemi, si ritrovi un sommerso ben piu' rigoglioso e prosperante.

Per ricuperare il sommerso l'Italia deve operare su molti fronti, certo non solo sulla pressione fiscale. Tuttavia sono tutte facce di una stessa medaglia. Meno leggi, meno burucrazia, stato piu' snello ed efficente, meno spese, meno imposte, maggiore equità e rigore, piu' servizi.

grazie per la precisazione, francesco.

comunque la conclusione non cambia: basta guardare alla svezia negli anni 90, spesa pubblica fino a 10 punti di Pil superiore all'italiana, economia sommersa 7 punti sotto (nelle stime di schneider).

che la spesa pubblica totale della Svezia sia prossima alla nostra è vero

anno 2010 Svezia 52,8% Italia % 50,6% ( da Eurostat secondo CE n. 1500/2000)

Poichè la Svezia ha un debito pubblico molto basso (42,3%) su cui paga interessi molto bassi (2,4%) la spesa primaria (senza interessi) è molto più alta della nostra 51,5% contro 46,1%. Per le considerazioni che si fanno qui mi pare che la spesa primaria sia più rilevante della totale essendo quella che i politici possono influenzare con le  loro decisioni mentre la spesa per interessi è incomprimibile, è una bolletta che si deve pagare, decisa dal mercato.

Aprofitto di questa discussione per mettere in guardia, quando si paragonano parametri di diversi paesi, di non paragonare mele a pere.

Consideriamo la spesa pubblica del 2009, anno per il quale ho tutti i dati.

Se si consulta il conto economico 2009 pubblicato dal MEF la nostra spesa pubblica risultava il 52,2% del pil; lo stesso dato in Eurostat risulta invece 51,6%. Questa differenza dipende dal fatto che il conto economico è costruito secondo il nostro "metodo classico" mentre Eurostat dà tutti i dati secondo  la direttiva CE 1500 del 2000.

I due metodi differiscono per il fatto che alcune spese del metodo classico sono considerate entrate negative dalla CE 1500. Primo warning: poichè degli altri paesi si conosce solo il dato CE 1500 perchè il confronto sia corretto anche per l'Italia bisogna considerare lo stesso dato.

Andando nel dettaglio della nostra spesa si puo vedere che nel 2009 ad essa contribuiva nella misura di 9455 milioni  l'IRAP che lo Stato e le Amministrazioni pubbliche pagano (spendono) e simultaneamente  riversa all'erario (8,5% del lordo di ogni dipendente pubblico). E' una classica partita di giro (giro strettissimo) che gonfia la spesa e le entrate e che nessun altro paese ha. Se si uniformizza la nostra spesa eliminando questa assurda partita di giro il nostro dato cala al 51%.

Ancora: nella tassazione delle pensioni Germania e Francia esentano i primi 14000 €.

Se noi facessimo lo stesso la spesa per pensioni e quindi la spesa totale sarebbe diminuita di 21,5 miliardi (anche le tasse sulle pensioni sono una partita di giro: lo stato e le A.P. le dànno e simultaneamente l'erario le toglie con la ritenuta IRPEF alla fonte) e in percentuale si assesterebbe al 49,5%. Esistono altre assurde ed esclusive partite di giro ma hanno minor peso e non è il caso di considerarle.

E' il caso di notare come queste "esclusive" partite di giro oltre a gonfiare la spesa di 2,1 aumentano artificiosamente dellastessa percentuale la pressione fiscale.

Riassumendo:

la spesa pubblica totale 2009 era :

germania 48,1%

spagna 46,3%

francia 56,7%

uk 51,4%

svezia 55%

con il dato che normalmente conosciamo (52,2% del metodo classico) la nostra spesa pubblica era minore solo di quella di francia e svezia, ed era ben 4,1 punti superiore di quella tedesca; con il dato armonizzato anche l'uk ci sorpassava e dalla germania ci dividevano solo  1,4 punti invece di 4,1.

Considerando la spesa primaria, che come detto prima è l'unica decisa dai politici, la situazione era (sempre 2009):

germania 45,4%

spagna 44,5%

francia 54,3%

uk 49,5%

svezia 53,9%

con il nostro dato grezzo (47,7%) avremmo speso di più di Germania e Spagna, mentre con il dato armonizzato solo la spagna spendeva mezzo punt in meno.

Questo non significa che non ci siano problemi, anzi! Ma sono diversi non di quantità ma di qualità della spesa: basti pensare che un 3-4 punti di PIL (7%-9% della spesa primaria) vanno in corruzione: e se riduciamo, come stiamo facendo con le varie manovre la spesa primaria (che stimo si assesterà al 41,2% nel 2013) senza aggredire la corruzione la spesa "utile" sarà proporzionalmente sempre meno.

Oltre a quanto gia' detto da F.Forti aggiungo che, usando le stime di Schneider e altri, 27% reddito evaso in Italia e 19% in Svezia, e usando le stime di evasione regionale degli studi statali esistenti, a me risulta che in Veneto si evade piu' o meno come in Svezia, e probabilmente a fronte di tasse ancora maggiori. Se veramente l'Agenzia delle Entrate volesse farci arrivare ai livelli svedesi dovrebbe aumentare la sua azione, anche e soprattutto gli shock, nelle regioni dove l'evasione fiscale e' o significativamente piu' elevata dei livelli svedesi, oppure dove e' mostruosamente piu' elevata, cioe' nel Sud Italia. E dovrebbe semmai dare giusto riconoscimento ai veneti e soprattutto ai muli lombardi di pagare le tasse piu' che in ogni altra regione dello Stivale.

Ho appena calcolato, usando anche i dati dell'evasione fiscale stimata negli studi dell'Agenzia delle Entrate, che in Veneto l'evasione fiscale sia in rapporto al reddito sia in termini assoluti e' tra le piu' basse di tutta Italia. Si evade molto di piu', anche in termini assoluti, in Liguria, Toscana, Calabria, Campania, Sicilia, anche Piemonte.

Per questo ritengo che l'Agenzia delle Entrate abbia fatto malissimo ad iniziare la sua campagna pubblicitaria contro l'evasione fiscale colpendo per prima proprio una localita' veneta. Avrebbero speso i soldi dei contribuenti in maniera molto piu' appropriata, onesta e produttiva inaugurando le operazioni in regioni dove, anche in termini assoluti, si evade in media piu' che nel Veneto, ad esempio in Liguria, Toscana, Umbria, Calabria, Sicilia, Campania.

Sembra quasi che l'Agenzia delle Entrate abbia voluto dare il suo appoggio alla nociva e disonesta opera di disinformazione, portata avanti soprattutto dai giornalisti e intellettuali di sinistra, secondo cui l'evasione fiscale sarebbe massina in Veneto e Lombardia, senza alcun rispetto per i fatti, ma solo perche' li' votano destra e Lega Nord. I dati, anche quelli pubblicati dall'Agenzia delle Entrate, mostrano piu' o meno l'opposto: eccettuata l'Emilia Romagna, l'evasione fiscale piu' elevata in termini assoluti si verifica nelle regioni che votano meno destra e Lega Nord come Liguria, Toscana, Umbria. In rapporto al reddito poi non c'e' storia, l'evasione massima si concentra di gran lunga nelle regioni meridionali.

Se l'Agenzia delle Entrate agisse in maniera corretta ed efficiente, poi, non dovrebbe nemmeno guardare all'evasione fiscale assoluta, ma a quanto si discosta la frazione di reddito evasa stimata dalla frazione di reddito evasa stimata in Stati decentemente funzionanti come Belgio e Svezia, sottoposti a tassazione comparabile con quella italiana.  Secondo me, questo scostamento e' nullo in Veneto, mentre in Lombardia si evade parecchio meno della media UE. Lo scostamento e' invece significativo nelle regioni centrali, e mostruosamente alto nel Sud Italia.

L'obiettivo dell'agenzia delle entrate e' massimizzare il reddito tassabile dichiarato, presumo (lasciamo perdere la becera interpretazione politica di Fabrizio Cicchitto, dai).

Inizieranno da dove e nel modo in cui ritengono conveniente farlo in base alle informazioni di cui dispongono e alla strategia che hanno scelto (che puo' benissimo includere aspetti mediatici). Immagino sappiano anche loro che esiste un livello fisiologico (ottimale, per la precisione) di evasione che e' strettamente positivo. Cosa ci fa pensare che vadano a sprecare risorse dove non c'e' nulla da recuperare in modo efficiente? Vogliono fare, ORA, dispetto alla Lega e al PdL? E' Monti che vuole fargli dispetto? Vuole fare dispetto a Calderoli perche' ha insinuato che ha fatto la festa dell'ultimo dell'anno a spese degli italiani stremati dalle tasse? Siamo seri, dai.

Inoltre come sappiamo che Cortina e' alla media regionale nella distribuzione regionale dell'evasione?

L'alternativa fra operazione mediatica e forma di lotta efficace mi  sembra non colga il punto. E' efficace proprio in quanto mediatica - colpisce una località di vacanza di ricchi di tutta Italia in un periodo di notizie (relativamente) scarse. Quindi ha avuto grande risonanza, studiata per incutere timore negli evasori. Incroci fra indici di ricchezza e reddito avrebbero forse scoperto lo stesso numero di evasori, rimanendo però un affare privato fra l'evasore scoperto ed il fisco. Ora più evasori sanno di poter essere scoperti e quindi alcuni di loro potrebbero essere più prudenti

L'alternativa fra operazione mediatica e forma di lotta efficace mi  sembra non colga il punto. E' efficace proprio in quanto mediatica 

non so perche' e' in risposta a me, fono mi sono spiegato male: sono infatti d'accordo con quello che scrivi.

cortina e' in veneto ma non e' il veneto. Di veneti, poi, a Cortina ce ne sono una minoranza. 

Alberto, io non penso - in tutta franchezza, e non mi si può certo sospettare di anti-venetismo ..... - che si sia voluto colpire il Veneto, quanto un simbolo quale è Cortina. E, nel periodo natalizio, direi proprio che nessun altro luogo in Italia abbia una simile forza mediatica.

Da queste basi può partire anche la mia risposta a Giulio, perché - vediamo se riesco a farmi capire, pur se la spiegazione mi sembrava già chiara .... - io nemmeno ho negato il fatto che il contrasto all'evasione fiscale si possa fare anche con operazioni spettacolari. Ho invece contestato l'opportunità di continuare a sollecitare grande attenzione a questo aspetto del problema - anche nel modo visto a Cortina - SENZA che alcunchè di serio si faccia sulla causa fondamentale del dissesto, l'eccesso di spesa pubblica, quasi (?) a voler avvalorare l'errata - e comoda - supposizione che il guaio stia TUTTO là e non IN PRIMO LUOGO dall'altra parte.
Mettiamola così: dopo una severa azione di reale contenimento della spesa pubblica, adeguatamente supportata mediaticamente, il blitz dolomitico avrebbe avuto un altro sapore. Ma, guarda caso, così non è stato.

E, attenzione, io non ne faccio una colpa all'attuale governo: è chiaro, infatti, che tutto fu programmato - con tanto di presenza in loco di Befera - quando ancora "regnavano" Berlusconi e Tremonti, che tanto blateravano di rivoluzione liberale (per la verità, più il primo Pinocchio che il Colbertino de noantri .....).

Alberto, io non penso - in tutta franchezza, e non mi si può certo sospettare di anti-venetismo ..... - che si sia voluto colpire il Veneto, quanto un simbolo quale è Cortina.

Non dico che si tratti di un'operazione pianificata, dico che e' sbagliata perche' segue un ben definito andazzo. In ogni caso non si tratta propriamente di anti-venetismo, ma di faziosita' politica, i veneti sono nel mirino perche' politicamente rappresemtativi della fazione avversa, e' questo che secondo me che muove la montagna di falsita' che si scrivono e raccontano contro Veneto e Lombardia nei giornali e anche nei discorsi di politici e intellettuali, senza alcun rispetto per i fatti, falsita' che si possono facilmente documentare.

fazioni

giulio zanella 9/1/2012 - 12:09

 i veneti sono nel mirino perche' politicamente rappresemtativi della fazione avversa

Avversa a chi? Alberto, riportiamo la discussione sul terreno dei fatti -- che ci e' piu' congeniale. Chiaramente si puo' spiegare tutto con una teoria delle fazioni (soprattutto se si possono appicciccare etichette di appartenenza alla fazione a piacere!), e negli ultimi 20 anni in Italia questo e' stato fatto per spiegare l'azione della magistratura. Ma non si va molto lontano.

Vedo che siamo sempre in prima linea contro chi si azzarda a sospettare che in Veneto (e Lombardia) si rubi alla grande allo Stato, ovvero  "agli altri contribuenti onesti" come dice il Preside Monti.

Ma una parolina, una sola, sul fatto che l'evasione di imponibile accertata (con la stessa giornata dell'anno precedente, non, con il giorno precedente!!) è solo vergognosa e senza nessuna giustificazione, non la meriterebbe l'iniziativa "sbagliata perchè segue un ben definito andazzo"?

Lusiani, prova ad immaginare l'ammontare dell'imponibile sottratto al fisco dalle 50.930 aziendine artigiane del Veneto, quelle che - secondo le tue stime - pagherebero le tasse come in Germania e in Francia, micca come quei terroni. Prova ad immaginare i 209.342 dipendenti delle suddette aziendine che scoprono, ogni anno e nella maggioranza dei casi, di guadagnare più dei loro datori di lavoro; chè dici, vale la pena che si provi a darci una bella regolata, prima di andare a gambe all'aria?

Risparmiamoci l'ennesima pippa sul meridione cattivo-sporco-evasore, verissimo per tanti aspetti e per tanti altri "prigioniero di sè stesso" e degli sprechi mostruosi che hanno fatto comodo a tutti negli ultimi cinquant'anni; evadono, lo sappiamo tutti, ma credo che siano rimasti in pochi che -  in tua compagnia - difendono la virtù (FISCALI) dell'imprenditore, del lavoratore autonomo e del commerciante del nord.

Devo riconoscere che anche quelli che spiegano il diritto-dovere del lavorare in nero per sottrarsi alla mannaia del fisco italiano che - vergognosamente - gli dimezzerebbe lo stipendio da fame...  o della fortuna che ci sono quelli che fanno cucire i vestiti nello scantinato (finchè non crolla...) fottendo per causa umanitaria il fisco... devo riconoscere, che sono notevoli per il livello della discussione.

purtroppo non vedo una base comune per discutere. il tuo disco rotto si basa sul fatto che in Veneto e Lombardia ci sono tanti artigiani, senza confronti con altre realta'. Io mi limito a ripetere quale e' la mia visione.

In Veneto e Lombardia c'e' il minimo di evasione fiscale d'Italia, sia in rapporto al reddito sia in termini assoluti pro-capite. Gli artigiani ci sono ed evadono, ma evadono di piu' altrove. Inoltre stimo l'evasione veneto-lombarda uguale o inferiore a quella svedese. In base a tutto cio' l'Agenzia delle Entrate e il governo Monti dovrebbero inginocchiarsi e premiare i conntribuenti veneti-lombardi, detassarli, ritornare a loro piu' spesa pubblica, e rivolgere la loro attivita' propagandistica e fattuale anti-evasione in altre regioni.

Se dovessi discutere solo con chi vedo che "ha una base comune" con me, parlerei allo specchio, non credi?-)

Ho capito perfettamente che la causa della tutela del povero imprenditore veneto-lombardo è sacra è inviolabile ma il problema è proprio qui:

anche limitandoci all'ambito artigiano "padano", dove "ce ne sono tanti, senza confronti con altre realtà"  come fai a fingere che non esista il problema mastodontico delle DICHIARAZIONI fatte dal popolo suddetto in cui i redditi dichiarati SONO, nella stragrande maggioranza, INFERIORI A QUELLO DEI LORO DIPENDENTI?

Io capisco tutto, dal considerare il peso del fisco eccessivo al criticare la vergognosa distribuzione della spesa pubblica, ma tutto questo con il fatto che le tue stime sul minimo di evasione fiscale d'Italia (calcolate come ti pare) - semplicemente  - negano la realtà, punto. Quel popolino, a cui Governo e Agenzia dovrebbero inginocchiarsi, fa sparire la maggior parte della base imponibile, e tu ritieni che dovrebbero anche essere premiati.

Tutto ciò non ha niente a che fare con simpatie politiche, pre-giudizi sociali o quello che vuoi farti passare (legittimamente, sia chiaro) per la capoccia; tutto ciò è fuori dal mondo in qualsiasi Paese, in qualsiasi Regione italiana e, agli occhi dei tedeschi, francesi, inglesi, svedesi.. "grida vendetta" proprio per l'enormità del fenomeno.

C'è gente, in giro per l'Europa, che è stanca di questa concorrenza scorretta (gli Irlandesi, che non hanno la faccia come il culo come noi, almeno impongono tasse di favore ufficialmente agli imprenditori, non fanno dumping, come tanti italiani)