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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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Insomma per quanto alta sia la pressione fiscale, sgradevole lo stato nell’esercitarla e scadente nei servizi che offre NON è una giustificazione per la decisione unilaterale di violare la legge.

Il problema non è giustificare (pensare che un'azione sia giusta) ma capire le ragioni per poter poi intervenire e modificare. Prendiamo il povero di cui si parlava e che guadagnerebbe, lordo, 10'000 euro. Prendiamo direttamente una di quelle donne di barletta, morte nel crollo, che con 37-38 ero al giorno non arrivava nemmeno a 10'000.
Io mi sento di comprendere perché lavori in nero, visto che al netto prenderebbe la metà.
Anche rubare una mela è reato ma capisco chi lo fa per necessità. Il che non vuol dire giustificare (cavoli, sempre il moralismo cattolico tre i piedi) ma comprendere le possibili ragioni.

comprendere le ragioni e dire: mangia la mela che tanto Scilipoti comunque ha la "fica"... però i delinquenti siamo noi disposti a lavorare per 50€ al giorno. Dovremmo pagare le tasse e poi andare a mangiare a casa di qualche autore di noise.. per me va bene.

il passaggio

Dovremmo pagare le tasse e poi andare a mangiare a casa di qualche autore di noise.. per me va bene.

Veramente, Sign. Forti, Lei "sent(e) di comprendere perché lavori in nero, una di quelle donne di Barletta, visto che al netto prenderebbe la metà" ?

Veramente Lei pensa di comprendere le possibili ragioni di chi non ha alternative al fare arricchire un bastardo (che, insieme ad altri, dovrebbe finalmente finire in galera) che risulta fantasma a tutte le strutture pubbliche e probabilmente lavorava, a sua volta in nero, per qualche azienda marchigiana o pratese... Veramente, comprende?

Il fatto che esiste chi non ha alcuna alternativa al commettere reati (e, by the way, questa gente non passa il capodanno a Cortina, ma passi) non significa che le autorita' competenti non debbano perseguire questi reati. I reati vanno perseguiti, o il caos diventa totale. Davvero si pensa di risolvere i problemi della poverta' e di giustizia sociale chiudendo un occhio con l'evasione? A Cortina?

l fatto che esiste chi non ha alcuna alternativa al commettere reati (e, by the way, questa gente non passa il capodanno a Cortina, ma passi) non significa che le autorita' competenti non debbano perseguire questi reati. I reati vanno perseguiti, o il caos diventa totale. 

Sì, ma se ci sono milioni di persone che evadono, o sono proprio eversori, perché non possono sopravvivere altrimenti, c'è un problema sistemico, che non si risolve andando a caccia di queste persone e dei loro datori di lavoro (BTW: quando questi non sono veri e propri imprenditori di se stessi!).

Se in paesi dal PIL pro capite ed indice di Gini praticamente equivalente, vedi Regno Unito, i primi 700 Euro mensili circa sono esenti da tributi e soprattutto contributi, e dopo tributi e contributi salgono proporzionalmente, se uno si può mettere ad imprendere senza doversi iscrivere al registro IVA se ha un giro d'affari inferiore a poco meno di 100 mila Euro, non si capisce perché non si possa fare altrettanto, e regolarizzare la vita lavorativa di milioni di persone.

Qual'è la ragione per cui vengono costretti a lavorare in nero? L'unica prestazione che pagando i contributi si potrebbero garantire è una pensione pari all'assegno sociale, che prendono in ogni caso, quindi per quale controprestazione dovrebbero pagare quei contributi? Che ci perderebbe lo Stato, che ci perderebbero gli altri contribuenti, a permettere l'emersione di questi milioni di persone?

Magari che non si potrà più dare la  colpa è agli evasori? O perché rimarrà evasione soltanto in una parte specifica del paese? Io non vedo altre ragioni.

Veramente Lei pensa di comprendere le possibili ragioni di chi non ha alternative al fare arricchire un bastardo (che, insieme ad altri, dovrebbe finalmente finire in galera) che risulta fantasma a tutte le strutture pubbliche e probabilmente lavorava, a sua volta in nero, per qualche azienda marchigiana o pratese... Veramente, comprende?

Credo di capire e credo di com-prendere, nel senso pieno di prendere-con, di fare proprie le ragioni ed i motivi dell'altro. Che è la cosa piu' difficilie, soprattutto stando davanti ad uno schermo come noi in questo momento.

Il fatto di non avere alternative non c'èntra molto, sul piano economico. Ci fossero alternative, avremmo n attori che sceglierebbero una via (37 euro lordi) ed altri m che ne scelgono un'altra (17 netti).  Il fatto che non esistano alternative (fosse vero) indica solo che sono state fatte scelte pubbliche abnormi, aberranti, che obbligano le persone a scelte (obbligate) dolorose. 

Il problema non era se le donne sepolte vive a Barletta avessero o no alternative (al lavoro nero, allo sfruttamento, alla possibilità di farsi i soldi per la discoteca o per il corredino firmato al pupo, ecc.) ma se, ragionando di evasione e di lavoro nero, avesse anche solo un po' di buon senso l'utilizzo di quell'episodio per spezzare una lancia retorica "a favore dell'evasione" in un sistema fiscale che ti spreme come un limone.

In un Paese civile  (con le nosre regole), semplicemente, quelli che scelgono i 37 euro lordi non esisterebbero se non nella piccola misura dell'area illegale in cui, appunto, un sogetto trova qualche disperato e ne approfitta.

Io non spezzo alcuna lancia retorica a favore dell'evasione.

Veramente Lei pensa di comprendere le possibili ragioni di chi non ha alternative al fare arricchire un bastardo (che, insieme ad altri, dovrebbe finalmente finire in galera) che risulta fantasma a tutte le strutture pubbliche e probabilmente lavorava, a sua volta in nero, per qualche azienda marchigiana o pratese... Veramente, comprende?

Non posso rispondere per FF,  ma io comprendo benissimo.

Sì, c'è chi ne approfitta, ma è una minoranza, e spesso è anche iscritta a Confindustria o similari (quindi, nei territori di cui parliamo, è una sparuta minoranza). Questi andrebbero bastonati, galera inclusa. Bisogna però dire che la maggioranza degli "imprenditori" che paga 500-1000 Euro al mese in nero ai propri "dipendenti", sono più o meno nelle stesse condizioni economiche di quei "dipendenti", e più o meno con le stesse speranze economiche. Spesso una vera liberalizzazione ne spazzerebbe via molti, soprattutto nel commercio, vero anche questo, ma è altrettanto vero che sia "imprenditori" che "dipendenti" in quel caso finirebbero probabilmente per trovare lavori meglio retribuiti (e fiscalmente in regola) da dipendenti di qualche centro commerciale o nelle filiere.

L'esempio della mela era venuto in mente anche a me in uno scambio di battute su G+ (sì, c'è gente che discute anche su G+ ;) qualche giorno copio e incollo

 potremmo metterla così: è giusto rubare se hai fame? Penso che la risposta sia la stessa al problema di evadere: dipende dalle alternative.
Uno può dire dovevo sfamare un figlio e non ho lavoro che altro potevo fare? Puoi dargli ragione oppure dirgli che invece di rubare, se lo avesse chiesto, glielo avresti offerto tu (o il prete o la caritas) un piatto caldo.
Alla fine è una scelta individuale penso che sia assolutamente razionale (al netto ovviamente delle questioni etiche sul rispetto della legge) scegliere di infrangere la legge quando le sanzioni ponderate per il rischio di venire scoperti sono molto contenute  a fronte di benefici immediati e tangibili (evasione) così come quando non si ritiene soggettivamente di avere alternative (rubare per fame).
Può darsi che, avendone l'occasione, anche io sceglierei individualmente di evadere (assumendomi ovviamente le responsabilità di commettere un reato), tuttavia non mi sento di giustificare a mente fredda questo comportamento, se non nel caso estremo di mancanza assoluta di alternative. Prima di infrangere la legge, ad esempio puoi scegliere di cambiare paese, attività (se vene sono altre con regimi privilegiati) oppure provare vie legali (o al limite della legge) per pagare meno tasse.

In sintesi io non ho in testa una distinzione tra giusto o sbagliato, quanto piuttosto sono contrario all'idea che evader possa essere fatto passare come una sorta di resistenza civile contro lo stato oppressore. Non credo sia così perchè 

  1. Non siamo in dittatura, possiamo protestare con la gente che eleggiamo per fare le leggi oppure emigrare
  2. Non stiamo parlando della negazione di un qualche diritto fondamentale, ma di tasse, ci sono n cose che puoi fare prima di dichiararti oppresso politico
  3. Pertanto il poveraccio che lavora in nero lo comprendo e probabilmente al posto suo farei lo stesso, ma non posso giustificare chi sceglie di violare la legge perchè altrimenti si apre un buco pericoloso nell'idea di stato di diritto (ognuno sceglie a queli leggi vuole obbedire e a quali no in virtù di qualche ben argomentata giustificazione)

...  sono contrario all'idea che evader possa essere fatto passare come una sorta di resistenza civile contro lo stato oppressore.

  1. ...  Non stiamo parlando della negazione di un qualche diritto fondamentale, ma di tasse,
  2. Pertanto il poveraccio che lavora in nero lo comprendo e probabilmente al posto suo farei lo stesso, ma non posso giustificare chi sceglie di violare la legge perchè altrimenti si apre un buco pericoloso nell'idea di stato di diritto

Stiamo arrivando al nodo centrale. Segno che non tutte le discussioni e le polemiche sono inutili. Persone ridotte a lavorare  a 38€ al giorno, in Italia, non sanno nemmeno cosa sia la "disubbidienza cicile e fiscale". Lo fanno e basta. Puo' darsi che esistano alternative (a molti km di dustanza o tra un po' di mesi oppure emigrando) ma se devono scegliere oggi un lavoro che magari dura qualche mese o semestre, devono prenderlo al volo (la coda è lunga ed il lavoro manca per tutti).  Non lo vedo come un problema di alternativa ma di domanda e offerta, drogato da uno Stato che in mezzo ci mette un prelievo del 50% anche su redditi miseri di sopravvivenza.  A certi livelli di lavori squalificati, non puoi emigrare. Che fai, emigri in India e fai concorrenza ai paria?

La soluzione, come ho già scritto precedentemente, è prevedere una progressività anche nei contributi previdenziali e prevedere una esenzione IVA per le micro attività sotto una certa soglia. Cosa che fa anche un paese ricco come la Svizzera, con molta meno evasione che da noi (anzi forse la minore % di sommerso OCSE).

perchè altrimenti si apre un buco pericoloso nell'idea di stato di diritto

Il tuo ragionamento non fila più se si ritiene che nella Repubblica Italiana non esista più da un pezzo, se mai fosse esistito, il dominio della legge.

Già una ventina di secoli fa c'era chi commentava "et corruptissima re pubblica plurimae leges", che non mi pare sia mai andato fuori moda da quelle parti ...