Titolo

"Operazione Cortina": una polemica inutile

5 commenti (espandi tutti)

Seguitemi in questo ragionamento per punti: 1) i coloni americani ad un certo punto scelgono di infrangere la legge (da loro ritenuta ingiusta) 2) lo fanno in modo palese, assumendosi in prima persona la responsabilità (qualcosa come il tè nel mare e gli allegri soldati di sua maestà che sparano) 3) fanno una rivoluzione e creano una nazione nuova (sempre assumendosi le responsabilità, che all'epoca si chiamavano pallottole e baionette, non multe della GdF) Più o meno per carità lo so che non è stato così semplice. Ora sarò io miope ma non vedo nell'evasore medio italiano il punto 2 e 3. Credo che in molti manchi anche metà del punto 1, quella tra parentesi. La differenza tra chi è stato beccato a Cortina e i coloni sta tutta qui. Non si pretende certo di fondare nazioni nuove nello stivale, ma se non si paga per protesta, non lo si può fare di nascosto e sperando di non essere beccati, perché quella non è una protesta, dalle mie parti si dice sia una paraculata...

Per il resto condivido l'appunto sull'emigrazione;

a meno dell'osservazione sull'emigrazione

Perfetto mi trovo d'accordo.. però proviamo ad analizzare in modo più ampio. I coloni americani non decidono all'improvviso di scaricare il tè a mare. Precedentemente iniziano a commerciare clandestinamente. Il Tea Party è la conseguenza della successiva repressione inglese culminata con la chiusura del porto di Boston. Potremmo immaginare che l'evasione fiscale sia una prima fase di un movimento sempre più ampio. Rendiamoci anche conto che le rivoluzioni abbisognano di una pluralità di condizioni storiche tra le quali la componente economica è sicuramente preponderante.
Tolta una parte di evasore per pura libidine, la maggior parte degli evasori prova a difendere il proprio reddito ed il proprio doppio lavoro.. Il fatto che agli onori della cronaca balzi Cortina è indicativo. Si vuol far apparire l'evasione come un fenomeno per ricchi, ma non è così. Purtroppo si evade per necessità. Poi c'è anche chi ritiene ingiusto dover cedere allo Stato una parte dei suoi guadagni a fronte di servizi inesistenti. Se considerate la realtà napoletana, vi rendete conto che servizi come trasporti, sanità ed istruzione non sono di fatto esistenti. A fronte di una tale situazione il cittadino è costretto a servirsi dei privati (laddove abbia la possibilità economica) e quindi a pagare due volte lo stesso servizio (una volta paga come tasse, per esempio, la possibilità di avere una radiografia dalla struttura pubblica, un'altra paga il privato che effettivamente gli fornisce la prestazione in un tempo valido). Non me la sento di condannare chi evade alla luce di garantirsi una possibilità di sopravvivenza in più. Anche partire per farsi curare a Milano ha dei costi elevatissimi che pur devono essere compensati (inoltre mi sembra assurdo che il cittadino milanese debba pagare la prestazione sanitaria a quello napoletano solo perché la classe politica napoletana preferisce garantire straordinari da 18.000€ mese.. Potremmo votare altri voi dite.. ma vi assicuro che non cambia nulla.)

p.s. sapete una cosa del federalismo che mi piace? L'idea di "affamare" la classe politica inefficiente. A quel punto o continuano a dare 18.000€ al mese per finti straordinari o chiudono gli ospedali. Forse a quel punto davvero succederebbe la rivoluzione.

Potremmo immaginare che l'evasione fiscale sia una prima fase di un movimento sempre più ampio. Rendiamoci anche conto che le rivoluzioni abbisognano di una pluralità di condizioni storiche tra le quali la componente economica è sicuramente preponderante.

Mi sembra un tentativo ex post di nobilitare un comportamento scorretto. Sono rivoluzionari anche quelli che parcheggiano fuori dalle strisce? E con i partigiani che non pagano il biglietto del bus come la mettiamo?

Tolta una parte di evasore per pura libidine, la maggior parte degli evasori prova a difendere il proprio reddito ed il proprio doppio lavoro.. Il fatto che agli onori della cronaca balzi Cortina è indicativo. Si vuol far apparire l'evasione come un fenomeno per ricchi, ma non è così. Purtroppo si evade per necessità.

Ancora una volta mi pare che si mettano dalla stessa parte della barricata, persone che naturalmente si trovano su fronti opposti. Io tiro la riga in modo diverso:

-da una parte gode di una posizione parassitaria in danno degli altri tra cui gli evasori "grossi e grassi"(EGG),  burocrati e boiardi, politici, professionisti che beneficiano di rendite etc 
-dall'altra  c'è chi si fa il culo per mantenere i parassiti ossia i piccoli evasori fisiologici(PEF), lavoratori dipendenti del settore privato, imprese che competono all'estero, etc

Le tue argomentazioni si fondano sullo sfumare gli EGG nella categoria dei PEF (oltre che sull'abusare del concetto di necessità) non è così perchè gli EGG sono parecchio rilevanti soprattutto in valore.

Quindi i coloni americani e i cittadini parigini non meritano l'onore di essere stati dalla parte giusta della storia.
Non stiamo parlando di parcheggiare fuori dalle strisce. C'è una differenza profonda e si chiama proprietà privata che è un diritto naturale dell'uomo. Parcheggiare non lo è...