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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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Gentile raf, da meridionale emigrato a Milano non per scelta ( e non Le raccnto cosa ha signifiato) l'evasione per "necessità" può essere compresa, ma mai giustificata.
Di questo passo tutti possono trovarevalide giustificazini per le diverse inosservanze delle leggi, non sempre condivisibili o giuste.
L'unica alternativa è battersi per cambiare le leggi che si ritengono ingiuste.
So che non è facile, ma se non si vuol tornare alla legge della giungla mi pare l'unica alternativa.

Posso chiederle quale differenza intercorre tra compresa e giustificata?
Vede a me appartiene una cultura di tutela estrema dell'individuo (forse sono un anarcoliberale o qualcosa di simile). Se ritengo che X legge sia ingiusta, iniqua e gravemente dannosa, immagino che sia giusto non rispettarla soprattutto se la conseguenza diretta della sua osservanza provochi l'impossibilità per alcuni di mangiare.
Ora mi domando comprendo la necessità di tutelare la proprietà privata al fine di evitare che tutti rubino mele. Non riesco a comprendere la necessità di tutelare l'imposizione fiscale necessaria per le marchette della dott.ssa Tommasi. In realtà ritengo che la proprietà privata sia sacra ed inviolabile, ciò non toglie che i feudatari erano usurpatori di proprietà privata. Sicuramente le leggi positive erano dalla loro parte, ma le leggi di natura (uso impropriamente l'espressione per semplicità) erano estremamente diverse. Per rispetto a Massimo Famularo non riporto l'esempio della deportazione degli ebrei. Accetto di giocare senza un esempio giuridicamente importante. Alla luce di ciò dobbiamo evitare di riportare esempi storici e latu sensu non democratici, perché potrebbe essere mossa sempre la critica di essere fuori dall'oggetto del discorso (non condivido, ma accetto l'opzione argomentativa).
Il discorso è: in uno stato democratico come l'Italia del 2012 possono essere violate le leggi?
La mia risposta è si. Non si tratta di un atto di arbitrio. Visto che sull'argomento tasse dissentiamo, posso fare un altro esempio. Un carcerato per detenzione di sostanze stupefacenti ha diritto ad evadere dalle carceri lager italiane dove subisce forme dirette ed indirette di tortura e di violazione dei diritti umani? Se la risposta è no, accettiamo che la legge sia superiore agli individui, che la repressione penale sia superiore alla libertà e ai diritti umani, opzioni lecite, ma di cui dobbiamo accettare tutte le conseguenze, ma proprio tutte. Se la risposta è: dobbiamo cambiare le leggi, organizzare un movimento d'opinione, fare pressione e votare, credo che stiamo fingendo di rispondere. Mentre facciamo tutti questi bei discorsi qualche detenuto si suicida. Non mi sembra cosa da poco.
In ogni caso questo esempio è scorretto se assumiamo, come diceva Massimo, che non si tratta di violazione dei diritti umani. Tuttavia ritengo il frutto del lavoro la massima espressione dell'essenza umana. Ritengo la proprietà espressione tipica della vita umana. Credo che il capitalismo è libertà (cit.) proprio perché senza proprietà non c'è uscita dallo stato di minorità, ma ripeto questa è filosofia e non voglio spostare il discorso su altri piani, perché correttezza mi impone di restare nell'ambito economico con tutti i miei grossi limiti. D'altra parte noi giuristi arrangiamo un esame di economia politica ed uno di scienze delle finanze mica a noi serve questa roba, giusto caro sistema universitario pubblico che mi fai studiare 4 esami di storia del diritto romano?