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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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La mia risposta (supponevo chiara, ma evidentemente non lo è) sottolineava come l'autore abbia generalizzato una possibilità concessa solo a chi ha fatto determinati studi o ha scelto determinate professioni. Ritengo che non si tratti di una vera opzione. Voler sostenere che un artigiano o un laureato in giurisprudenza possano decidere di emigrare è errato.

In pratica oggi emigrano economisti, medici, biologi, ingegneri, architetti, quindi tutte le professioni che sono legate ad una laurea universitaria mentre una volta emigravano contadini, operai, proletari. Tutto sommato possono emigrare tutti quelli che sanno fare qualche cosa per cui o all'estero possono essere pagati meglio, oppure trovano all'estero il lavoro che non c'è in patria. Chiaro che se sono un provetto affettatore di salami o un somellier, non vado in saudi arabia. Oppure se sono un avvocato, la cui specializzazione è il diritto italiano, il mio mercato all'estero sarà molto limitato. Per esperienza personale invece gli artigiani emigrano, e parecchio. Ne ho raccolti molti, aiutandoli a mettersi in proprio qui dove risiedo. Edili, fabbri, elettricisti, piastrellisti.  Se sai fare qualche cosa, l'opzione emigrazione è perfettamente praticabile. I fattori vincolanti invece possono essere l'età, la famiglia, le lingue.  Non certo il "saper fare".