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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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 non potreste fare un post dove spiegate cosa succede nei paesi civili alle attività "che senza evasione chiuderebbero"?

Vorrei aiutarti ma non posso.  O forse sì. Vivo nel paese che risulta avere, secondo le statistiche internazionali, la quota piu' bassa di sommerso. Non ci sono attività che senza possibità di evadere chiuderebbero, anche se un minimo di evasione (8-9%) esiste. Quindi non ti so dire cosa succede in questo caso nei paesi civili perché forse non succede.

Una start-up ha un periodo (3-5 anni) in cui i contributi previdenziali sono nulli o fortemente diminuiti, a scalare. Le imposte possono essere rateizzate. Sotto certi importi non si paga IVA.  Sotto certi importi non si pagano imposte e sopra i minimi ci sono sempre abbondanti detrazioni che riducono l'imponibile. Esiste un minimo vitale (assistenza) cablato sul numero di componenti  della famiglia e quindi nessuno è costretto a cercare lavori in nero per sopravvivere. Gli studi sono gratuiti per la scuola dell'obbligo ed i redditi modesti hanno borse di studio per tutti gli studi superiori, fino al master. L'assistenza sanitaria è praticamente gratuita per chi ha un reddito inferiore alla media.

Non esiste burocrazia, le leggi sono circa un migliaio e perfettamente leggibili (senza rimandi ad altri articoli) e la legge tributaria è cosi' snella che assomiglia come mole ad un romanzo breve (mentre ricordo la mole delle normativa italiana nei primi anni 80).  Il tutto comporta spese per il 35% del PIL ed una pressione fiscale equivalente (36%, per diminuire il debito che è il 46% del PIL).  In questo contesto non c'è evasione di necessità (a menoche non sia qualche clandestino, cosa che in un paese a forte immigrazione può capitare) ma solo qualcuno che arrotonda per permettersi qualche sfizio in più.  Se lo beccano non è reato (a meno che non abbia prodotto documenti falsi per evadere) ma prende di quelle multe da 3 a 5 volte l'imposta che se le ricorda per tutta la vita.

Secondo me me se le cose funzionano bene, non esistono attività che chiuderebbero se non potessero evadere.

Francesco, come hai ben capito, la mia è una domanda a metà tra il retorico ed il polemico. 

Sono sempre stato il primo a dire che l'Italia è un paese con forti peculiarità,  ma affermare che l'evasione fiscale sia condizione indispensabile a settori importanti dell'economia nazionale, come sostengono alcuni, mi manda ai pazzi.

Ora, io ti ringrazio della risposta,  ma temo che sia facilmente contestabile dai sostenitori dell' unicità italica nel panorama mondiale: la mancanza di sommerso in Svizzera, diranno, è dovuta al fatto che è un paese ricco, con i soldi straniere nelle banche, poi non c'è il mare ecc ecc.

Penso sarebbe interessante per i profani (come me) che seguono nfA, un'articolo che spieghi cosa succederebbe in Italia alle attività economiche "subacquee" se l'evasione fosse combattuta, prendendo ad esempio paaesi più "simili".

Chiarendo che l'Italia, per quanto strana, non sfugge, unica al mondo, alle leggi della logica.

tentativo

R. Calzolari 10/1/2012 - 10:50

Capisco che ti mandi ai pazzi il ragionamento sulla "condizione indispensabile dell'evasione italiana", fa incazzare anche me. Detto questo, ho provato a spiegare che è proprio così in alcuni casi e per interi settori (artigianato e commercio in testa) e che se, nei prossimi anni, si aggrediranno concretamente le condizioni che lo rendono possibile: inefficienza e irrazionalità dei controlli, connivenze e coperture di ogni tipo (politico-istituzionale, sindacale, ecc.), ecc.  si apriranno scenari sociali ed economici in Italia molto interessanti ma altrettanto problematici.

La questione non è teorica (cosa succederebbe in un Paese x in cui, ecc. ecc.) ma cosa succede in Italia, dove molte centinaia di migliaia di attività imprenditoriali micro (da 1 a 14 dipendenti)  e medie ("all'italiana", ovvero da 15 a 50 dipendenti) operano, alla luce del sole, dichiarando redditi "impossibili", ovvero: sottraendo al fisco una elevatissima percentuale di fatturato, denunciano da anni - costantemente - di vivere con redditi da fame e, in sostanza, pagando stipendi ai dipendenti e comperando beni vari, per il bene della società...

Questa è la situazione reale in cui versa una parte importante del Paese, dal punto di vista fiscale e a questa realtà varrebbe la pena di rivolgersi con alcune delle vostre attente e utili riflessioni (tecniche, economiche, fiscali, sociali) e ragionare sull'impatto che avrebbe una (questa sì teorica..) azione concreta di controllo/repressione/? di questa pratica. Io (e tanti che conoscono il problema) sostengo che l'impatto sociale ed economico sarebbe importante e difficilmente governabile in tempi brevi. Il numero di micro aziende italiane di allineerebbe progressivamente a quello degli altri Paesi europei (che ne hanno quanche milionata di meno...) e in x anni, la struttura produttiva e commerciale italiana diventerebbe simile alle altre (aziende più grandi, ecc. ecc.).

Nel frattempo sarebbero cavoli amari per una milionata di dipendenti (per difetto...)lasciati in strada e per tanti piccoli imprenditori (che, almeno fin ora - però - ci hanno campato). 

Succederà quello che succede negli altri paesi.

Questa gente alzerà le tariffe o deciderà di trovarsi un altro lavoro lasciando il campo a compagnie più grandi e strutturate, che pagano le tasse e che adesso non possono entrare nel mercato causa concorrenza sleale.

Ditte che metteranno i dipendenti in regola, invece che in nero senza tutela e contributi, ditte che offriranno servizi e prodotti garantiti, secondo le normative vigenti.

Aggiungo:
qualora qualche attività veramente importante per la società diventasse insostenibile, allora  l'impossibilità di fare "il nero"  porterebbe ad affrontare il problema (come nei paesi civili) cercando una soluzione. Come si è fatto ad esempio con le badanti, invece di continuare chiudendo un occhio e vivendo di favori e connivenze. 

Appunto... come con le badanti.

Nella  patria d'eccellenza delle medesime, che non a caso sono, in rapporto alla popolazione in percentuali da capogiro rispetto agli altri Paesi, abbiamo fatto finta di niente per anni, chè l'evasione, in realtà, è condivisa ed esercitata con scioltezza "da un sacco di gente per bene"  altro che falsi magri a Cortina a mangiare canederli col Ferrarino).

E adesso, moltissime sono regolarizzate "all'italiana" e molte altre tornano in Ukraina chè i vecchietti, con 50-70 euro giorno, vanno all'ospizio del prete (quando ha posto) e buonanotte.

Io capisco che il livello di discussione di NfA sia spesso distaccato e tecnico, per poter osservare e descrivere un fenomeno in modo "meno retoricamente vuoto" (ecc. ecc.) ma liquidare le osservazioni che facevo sulle conseguenze del fenomeno evasione nelle micro imprese attuali e sugli scenari possibili che si aprono per un sacco di persone in carne ed ossa, che non c'entrano nulla con l'evasione dei loro datori di lavoro, beh, a me fa uno strano effetto. Non escludo d'essere io quello "fuori dal mondo" ma un commentino, ogni tanto, su questi aspetti mi piacerebbe leggerlo.

 

Ma secondo te nei paesi dove l'evasione è combattuta i lavoratori stanno meglio o peggio che in Italia? E in questi paesi, a livello di servizi e qualità di vita, stanno meglio o peggio dell' Italia?

Perchè il combattere l'evasione, e le aziende che esistono solo grazie al nero, in Italia porterebbe alla fine della civiltà mentre tutta l'evidenza dimostra che nei paesi dove queste situazioni non esistono questi eventi NON si sono verificati e si sta mediamente meglio?

Certo il cambiamento non sarà indolore per tutti ma nessun aumento di tasse lo è (e la lotta all'evasione è un aumento di tasse) ma a noi deve interessare lo sviluppo del paese o come faranno gli  evasori a titrare a fine mese adesso?

O gli imprenditori evasori sono tali solo a partire da alti redditi,  prima sono imprenditori che vanno capiti?

A me preoccupa di più la sorte di chi viene sfruttato da questi "imprenditori" in nero e di quegli "imprenditori" che devono chiudere a causa dei concorrenti in nero.

Ruggeri, se ho dato l'impressione di pensare che combattere l'evasione, e le aziende che esistono solo grazie al nero, in Italia porterebbe alla fine della civiltà, giuro che devo farmi vedere da un buon medico (e re-imparare a scrivere in italiano:)

Io sto proprio perorando la causa della sorte di chi viene sfruttato da questi "imprenditori" in nero e provo a riflettere sul fatto che un'azione seria ed incisiva su questa realtà avrà delle conseguenze e saranno pesanti, purtroppo, anche per chi ha la sola colpa di lavorare alle dipendenze dei bischeri in questione.

Penso che sia importante ragionare (socialmente, politicamente, economicamente) sullo scenario descritto proprio perchè è (dovrebbe essere...) ineluttabile, in un Paese serio.

Malinconico si è appena dimesso  perchè qualcuno l'ha convinto che certe "rilassatezze" non sono più compatibili con robe come la serietà, la responsabilità e la rappresentanza politica (proprio perchè prescindono dall'eventuale valore penale dell'accaduto).

Forse qualcosa stà cambiando davvero.

Calzolari lascia stare il medico! :-)

Nel risponderti riprendevo un mio discorso generale, la frase in questione non è specificatamente riferita al tuo commento. Insomma ti ho usato come "straw man".

Per quanto riguarda i dipendenti di questi "imprenditori" e la loro sorte, io sono invece convinto che la loro situazione, dopo un iniziale momento, non può che andare a migliorare e notevolmente.

Dato che la mia è una convinzione  molto "empirica", invocavo un articolo di nfA sull' argomento.