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"Operazione Cortina": una polemica inutile

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Mi viene spontaneo domandare se è giusto, nel senso più pieno e semplice del termine, che l'immotivata pressione fiscale sia un motivo per andarsene (quasi come se fosse giusto andare via per colpa del pizzo o delle pallottole).
Il punto non è se ci sono persone che emigrano. L'evidenza è chiara in tal senso. Non ha senso nemmeno parlarne. Il discorso era diverso: se agli evasori non va bene la pressione fiscale, allora che emigrino.
Questa è la cultura della libertà? Scegliere tra l'oppressione fiscale o l'emigrazione? Inoltre può emigrare chi ha un'attività commerciale che gli garantisce il necessario per vivere? Come può un piccolo commerciante o un fisioterapista a domicilio decidere di emigrare? Certo può imparare un'altra lingua e trovare un lavoro all'estero nessuno glielo impedisce, ma quale posto sarebbe disponibile ad accogliere un tale flusso migratorio e a quali condizioni economiche e sociali? La Svizzera potrebbe accogliere milioni di italiani insoddisfatti del livello di tassazione? Davvero questo discorso dell'emigrazione non regge. Ci sono competenze non esportabili e se alcuni riescono ad andare e a trovare lavoro, ciò non dimostra che sia una strada percorribile per tutti (perché non ci riferiamo ad un gruppo o ad una minoranza).
Inoltre davvero non riesco a capire come sia possibile difendere delle leggi ingiuste ed inique al punto da invitare chi non le condivide ad andare via. Questa pressione fiscale a cosa è destinata? Alle clientele e alle prebende di una classe dirigente marcia da sempre. Possiamo difendere lo Stato al punto da preferirlo agli individui?
In ogni caso ripeto che il punto è questo: se domani mattina fosse possibile recuperare tutto il denaro evaso, cosa succederebbe? Può essere credibile immaginare che mentre si recupera denaro dall'evasione si abbassano le tasse? Una classe dirigente (politica, sindacale e manageriale) che vede nel denaro la via maestra per massimizzare le proprie utilità, che non ha il coraggio di liberalizzare nemmeno i taxi, che è vissuta nel tassa e spendi, che ha accumulato debito per decenni, che non ha e non mostra di avere senso delle istituzioni, che pensa ad aumentare ancora le tasse piuttosto che a vendere la rai o a dismettere una parte del patrimonio dello Stato, che continua a dire che la colpa della crisi è del libero mercato, può ragionevolmente destinare i proventi della lotta all'evasione fiscale all'abbassamento delle tasse e al miglioramento dei servizi? La mia risposta è no. C'è bisogno di evidenze? Ci sono scuole medie serali a Napoli dove non ci sono alunni e i professori vengono pagati per stare ore ed ore a prendere caffè. I politici dicono che sono stati tagliati i fondi alla scuola, ma questi parassiti sono ancora lì. Allora evidentemente c'è troppo denaro. Mi permetto allora di dire che non voglio che i miei soldi paghino lo stipendi di questi qui, perché io lavoro davvero. E non mi interessa se il provveditore, la legge, lo Stato, il Papa o Colui che tutto puote dice che lì servono 10 insegnanti, perché loro vanno a prendere il caffè.
Pago le tasse per vedere questo? Rischio di non poter mangiare e di non poter andare a lavorare per vedere questo? Se pensiamo che le leggi tutto possono e se pensiamo che questo voglia dire essere liberali, allora meritiamo chi ci governa.
La lotta all'evasione fiscale va fatta nel momento in cui la pressione fiscale è compatibile con i servizi resi. Se vogliamo farla con l'attuale pressione, significa che vogliamo ergere lo Stato a dominus degli individui, a reale proprietario dei beni, a faber della vita dei singoli. Le tasse espropriano la proprietà. Se questo vuol dire essere liberali, allora non vedo la differenza con il socialismo. Forse fa solo più chic.
Nessuno può costringermi a cedere i miei beni. Se lo Stato può tassarmi per fare redistribuzione del reddito, prende il mio denaro per raggiungere un risultato che posso ancora capire (forse non accettare, ma capire si). Se lo Stato mi tassa per pagare straordinari fasulli da 18.000€ al mese a medici amici, mentre un mio caro deve morire perché non è riuscito a mettere da parte i 10.000€ che il medico (caso mai sempre amico del politico di turno) gli ha chiesto per operarlo privatamente.

Domanda di tipo tecnico. Se la pressione fiscale arrivasse per legge all'80%, 90%, 95% del reddito, prendendo lo Stato il compito di erogare le prestazione necessarie alla nostra sopravvivenza, il tuo discorso sarebbe sempre lo stesso. Tuttavia parlerei di socialismo.
Allora esiste un limite? oppure alla maggioranza e alla legge è possibile fare tutto ciò che ritiene opportuno?