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I mercati sono miopi?

3 commenti (espandi tutti)

Re: QE

tizioc 29/1/2012 - 16:26

1.  La "E" di QE sta per 'Easing'.  Se un intervento è sterilizzato e non espande la massa monetaria rispetto alle scelte normali di policy (è il caso della BCE), dove sarebbe il QE?  È vero che a parità di policy si riduce il rischio di avere tassi a zero, ma senza espansione serve a poco.

2.  Dire che QE "contribuisce a tenere i tassi bassi" è molto impreciso.  Attualmente QE diminuirebbe il rischio di default per gli stati in difficoltà, ma i tassi di interesse in altri paesi dipendono da fattori diversi, ad esempio le aspettative di ripresa economica.  In passato le previsioni di QE in USA sono state correlate ad un aumento dei tassi a medio-lungo termine.

A me pare che la differenza fra LTRO ed acquisto diretto da parte della BCE di titoli in emissione sia molto sottile. La BCE non li acquista ma incarica le banche a farlo dando loro, se va bene, una mancia consistente nel differenziale fra rendimento dei titoli e il tasso del finanziamento (1%) e, se va male, solo apparentemente, il rischio perchè in caso di default di uno dei debiti sovrani falliranno anche le banche che lo hanno sottoscritto e non restituiranno a BCE il debito. In questo ultimo caso il risultato per la BCE sarebbe molto peggiore che con la sottoscrizione diretta dei titoli.

In questo articolo sul Daily Telegraph Ambrose Evans-Pritchard va a fondo di questa questione e sostiene che di fatto LTRO è un QE mascherato.  Se così fosse, c'è da lamentarsi sia per una simile mancanza di trasparenza (che di certo non rassicura i mercati riguardo all'obiettivo della BCE), sia per gli effetti collaterali che il programma genera sul sistema bancario europeo, che come scrive anche Scacciavillani viene sostenuto dalla BCE e fortemente orientato al sostegno dei bilanci pubblici.