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I mercati sono miopi?

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Inoltre oggi la Germania attira flussi di capitale senza pagare il prezzo di una rivalutazione della sua monete, ed anche questo è uno squilibrio se non sbaglio.

Infatti questo è un serio problema, forse ancor più della questione delle bilance commerciali.  La combinazione fra afflusso di capitali nei paesi core e deficit commerciale nei paesi periferici determina una scarsità di moneta (e quindi di capacità di spesa per beni e servizi) nei suddetti paesi, con gravi tendenze recessive.  Di contro i paesi core sfuggono alla recessione, ma sono esposti a rischio di inflazione localizzata.  Più che un cap ai tassi, si potrebbe risolvere lo squilibrio con una semplice espansione monetaria (si può fare senza problemi, anzi; le aspettative di inflazione sono fin troppo basse), supportata da una moderata austerità di bilancio nei paesi core.  Ma non ho idea sulla fattibilità politica di una soluzione del genere.

La questione "a chi esportiamo se tutti fanno come la Germania?" è malposta; alla domanda aggregata contribuisce anche la spesa interna, oltre alle esportazioni nette e a flussi di capitale.

r.

marcodivice 30/1/2012 - 19:10

infatti M3 a dec. in Italia s'è contratto del 4.5% .

Chiedo il cap, perchè quanto tu proponi, e sul quale concordo pienamente purchè sia affiancata da una politica di riforme davvero incisiva, non credo abbia possiblità di passare.

Quanto alla domanda, vado a memoria e mi scuso per le inesattezze, ricordo che dopo la riforma Schroeder la germania ha accumulato attivi delle partite correnti soprattutto verso i paesi UE, che a loro volta accumulavano passivi. Se non erro il totale UE è in equilibrio.
Se anche Pt ITA ecc. ecc. dovessero accumulare attivi del genere, verso chi possono farlo, posto che la Germania non è legittimamente disposta a cambiare il suo modello?

r.

tizioc 30/1/2012 - 19:51

Se anche Pt ITA ecc. ecc. dovessero accumulare attivi del genere, verso chi possono farlo, posto che la Germania non è legittimamente disposta a cambiare il suo modello?

La risposta mi sembra banale; se l'Eurozona accumulasse un attivo nelle partite correnti, questo dovrà essere compensato da uno o più dei seguenti fattori: (1) movimenti opposti nel mercato dei capitali o (2) apprezzamento dell'Euro, con conseguenti incentivi all'aumento delle importazioni, etc.

Per gli scambi tra paesi dell'Eurozona valgono considerazioni simili.  Ovviamente la Germania non potrà più usufruire degli squilibri attuali per aumentare la domanda interna, ma questo è proprio ciò che si tenta di ottenere.  (Del resto i vantaggi di una politica del genere sono di breve periodo; a lungo termine il livello dei prezzi locale si rivaluta e rende le esportazioni non competitive.)

Non credo che questi lievi aggiustamenti pongano un problema per il "modello tedesco" in senso generale, soprattutto se si attuano politiche per stabilizzare la domanda complessiva.  È facile concentrarsi solo sull'export come fonte di domanda (almeno residuale), ma credo che sia sbagliato.  L'import/export è solo un fattore fra tanti.

r.

marcodivice 30/1/2012 - 21:24

con questa congiuntura?

r.

tizioc 30/1/2012 - 22:33

Non sono sicuro di aver capito la risposta, ma io ho fatto riferimento anche alla necessità di stabilizzare la domanda. Questo può essere fatto con una combinazione di (1) espansione monetaria, di cui ho scritto sopra, (2) interventi di supply-side, ovvero le tanto invocate riforme, (3) in subordine alle prime due, soluzioni di ripiego assortite che non sto qui a spiegare: stimoli agli investimenti, svalutazione interna tramite pseudo politica-dei-redditi etc.

In generale, mi sembra che sulla questione dell'import/export si faccia un po' di confusione.  Uno sviluppo delle esportazioni può avere senso come strategia di crescita di lungo periodo, ma questo ha poco a che fare con il livello delle bilance commerciali.  Per altro verso, esistono vari modi per superare una crisi di domanda; non sempre si interviene sugli scambi con l'estero.