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Perché mi sono dimesso dall'IDV

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"Napolitano del resto è uno dei migliori presidenti della Repubblica di tutto il dopoguerra"

Questa è una cosa che non capisco proprio!
Se ci troviamo nella crisi che stiamo vivendo è anche grazie a Napolitano. Ricordiamoci che nell'autunno del 2010 agì in una maniera per cui non fece cadere il governo Berlusconi per garantire la stabilità. I risultati poi si sono visti.

Se avesse lasciato cadere il governo mettendone su uno tecnico l'Italia avrebbe cominciato ad affrontare la crisi con un anno di anticipo.

diede tutto il tempo a Berlusconi di fare il calcio mercato e anche l'opposizione non fiatò

E' vero

fausto panunzi 31/1/2012 - 19:28

Napolitano è uno dei migliori presidenti della Repubblica. 

Sul fatto che GN sia un buon Presidente ho i miei dubbi. Ha firmato tutte le porcate legislative di Berlusconi e la sua cricca. Poi ha sostenuto indebitamente il governo Berlusconi in due occasioni cruciali il 14 dicembre 2010 e in luglio del 2011 esercitando pressioni sulle opposizioni e sui Presidenti delle Camere per reggere bordone al caimano.

Sono stati interventi disastrosi, nel merito e nel metodo (una forzatura del ruolo istituzionale del garante a favore del governo)  che hanno contribuito a portarci alla bancarotta.  

Non parliamo poi di questo quotidiano atteggiarsi a badante di Monti, Fornero, Passera con la loro corte dei miracoli di burosauri e figli di papa' incapaci persino di stare zitti.

Ricordo ancora come SB sia stato dimissionato da GN, con una forzatura costituzionale sicuramente, ma con un senso di praticità e una durezza fuori dal comune per una figura istituzionale:

Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, che ha oggi toccato livelli allarmanti, nella mia qualità di Capo dello Stato tengo a chiarire quanto segue, al fine di fugare ogni equivoco o incomprensione:

1) non esiste alcuna incertezza SULLA SCELTA del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;



Penso che in politica contino i fatti e i fatti sono che questa classe politica ha traghettato l'Italia proprio dentro una crisi mostruosa. Napolitano appartiene totalmente a tale classe politica, visto che ha fatto il politico per tutta la vita e ha avuto incarichi rilevanti (ministro dell'interno, presidente della camera, etc.).

Quello che io vedo è che l'Italia è andata a rotoli proprio durante il suo settennato. Lui, nonostante una grande esperienza su come funzioni l'apparato istituzionale e politico, non è riuscito a impedirlo. Non sono neanche sicuro di quanto si sia accorto di cosa stava succedendo, finchè la crisi non è scoppiata.
Per cui, visto il contesto, l'onere della prova sta a chi dice -e mi sembra che siate tanti- che è uno dei migliori presidenti che abbiamo avuto. Ve lo chiedo in maniera sincera e non polemica: spiegatemi perché.

i fatti

gianluca brandis 31/1/2012 - 22:24

seguendo questo ragionamento i circa 1000 politici che compongono i vari organi istituzionali (solo nazionali) sono da ritenersi indistintamente molto bravi quando le cose vanno bene e incapaci quando le cose vanno male.
la miglior risposta a questa domanda è scritta nella costituzione.
comunque giusto per dirne una a caso: perchè il presidente della repubblica non ha poteri esecutivi nè tantomeno quello di far dimettere un presidente del consiglio

forse ricordi male

lo scorso anno Napolitano si adoperò per rimandare di un mese il voto sulla fiducia adducendo la scusa che prima bisognasse approvare la finanziaria.

Lasciando che il calendario dei lavori fosse stato stabilito dai capigruppo non avrebbe esercitato alcun potere esecutivo tantomeno dimesso il PdC al quale invece ha dato un mese di tempo per arruolare i vari Scilipoti.

Aldo il rimando fu chiesto nella conferenza dei capigruppo, la decisione finale spettava a Fini, che pensando di trovare altri transfughi accettò, sottovalutando la "forza persuasive" di Denis Verdini.

Napolitano non ebbe (e non poteva averlo) alcun ruolo in ciò.

@Brandis: semmai incapaci, visti i 30 anni di occasioni perse

@Marco: sul rimando non faccio una questione formale ma di sostanza. Se, come mi sembri suggerire anche tu, Napolitano ha avuto un ruolo nelle dimissioni di Berlusconi dello scorso novembre, allora siamo di fronte a una sua sostanziale influenza sulla politica. Io non so come sono andate veramente le cose a novembre 2010, ma stando a quello che dici tu, Napolitano allora preferì avere un ruolo formale anziché sostanziale. La scelta della tempistica con cui essere sostanziali certe volte è fondamentale.

Vale anche per Aldo sotto: la Finanziaria fu approvata il 19 novembre 2010, mentre la "pausa" durò fino al 14 Dicembre 2010 (giorno delle votazioni), GN poteva essere contento della votazione sul bilancio, ma fra il 19 novembre e il 14 dicembre passa un mese, (il mese famigerato) e lì fu Fini ad accettare. Qui la tempistica.

formalmente la decisione poteva essere presa solo da Fini sentiti i capigruppo ma ilpressing del Quirinale ci fu come documentato dal Corriere in data 14 novembre:

Il governo Le istituzioni Il Colle: bene la priorità al Bilancio Ci si regolò così anche nel 1994 Nella pancia del nostro partito c' è grande insofferenza per il modo in cui il governo si è auto flagellato Flavio Tosi Dal Quirinale compiacimento per la decisione di posticipare il dibattito sulla crisi

ROMA - L' appello a un «sussulto di responsabilità« è stato raccolto. Da Berlusconi a Bersani, è finalmente scattata una larga intesa a mettere in sicurezza la Finanziaria, anteponendone il varo al confronto-scontro sul destino del governo. Il presidente della Repubblica se ne compiace e, attraverso una nota informale, fa sapere la propria soddisfazione. Elogia la scelta di «dare priorità alla necessaria approvazione in entrambi i rami del Parlamento» della legge di stabilità e di bilancio, vedendo in quella riconosciuta scelta di «precedenza» una «sintonia» con il suo richiamo di una settimana fa, nel quale era trasparente l' invito ad «affrontare la crisi politica subito dopo». Si era discusso e anche polemizzato, su questo timing indicato dal Quirinale, quando aveva parlato di «scadenze inderogabili» e da tutelare. C' era stato chi lo giudicava una boccata d' ossigeno, e quindi «un favore», al premier in affanno. Mentre invece, se si vuol stare a quella metafora, era un favore al Paese. Infatti, a parte il generale collasso dell' economia (che richiede interventi urgenti e concreti anche a sostengo degli enti locali), siamo alla vigilia di una grossa emissione di titoli di Stato sulla quale - nel caso di uno showdown politico - potrebbe incombere il rischio di un balzo all' insù dei tassi d' interesse. L' esempio irlandese è eloquente. C' era tutto questo, dietro l' ammonimento di Giorgio Napolitano, il quale aveva giustamente rivendicato per sé un ruolo di «istituzione terza, che non può essere trascinata nella mischia politica». E c' era anche un precedente, che la nota rivendica, ricordando che «ci si regolò analogamente nelle vicende di fine anno 1994». 

QUI tutto l'articolo

Siamo in crisi. Vero. Napolitano è Presidente. Vero. Quindi, secondo te, possiamo concludere che i fatti dicono che la colpa della crisi (più o meno mondiale) è di Napolitano. E l'onere della prova è su di noi?

Fausto, questa discussione riuscirebbe molto meglio a voce. :-)

Ripeto non sono polemico, ma solo curioso di sapere perché tu e altri la pensiate così.

Il mio modello di ragionamento nelll'analizzare il nostro presidente è semplice: rasoio di Ockham, partiamo dalla spiegazione più semplice.

L'Italia è entrata in crisi. La crisi è dovuta all'azione o inazione di diverse persone, per cui facciamo reverse engineering: cosa ho fatto io e cosa hanno fatto altre persone per evitare la crisi. Napolitano è il primo cittadino d'Italia, per cui era in una posizione di grande responsabilità, in cui poteva cercare di contrastare la crisi con più risultati di quanti potessimo averne io o te o molti altri. Per cui mi chiedo per prima cosa se abbia capito le cose per tempo e fatto tutto quello che poteva il prima possibile. Poi mi chiedo, quali sono i suoi contributi che ne fanno un presidente migliore di altri che abbiamo avuto, sia in termini di risultati concreti che di esempio e ispirazione per il paese.

Ovviamente le cause della crisi sono più vecchie di 5 anni. Supponiamo per semplicità di limitarci agli ultimi 20 anni, col passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Ecco anche in questo scenario Napolitano poteva fare qualcosa, se ci pensi è stato deputato, eurodeputato, ministro dell'interno, presidente della Camera e senatore a vita. Insomma è stato completamente organico ai vertici della classe politica che ha governato l'Italia negli ultimi 20 anni e ci ha condotto alla crisi. Di nuovo, ha fatto tutto quello che poteva per evitare il punto in cui siamo adesso? Ha almeno visto che stavamo andando in quella direzione e ha provato ad avvertire colleghi e Italiani, lui che era nella posizione di farlo?

ciao Michele (Rozzi, onde evitare fraintendimenti... :) ),

nonostante quanto tu dici sia vero, Napolitano é stato parte integrante e apicale della politica non solo degli ultimi 5 anni, ma direi piuttosto degli ultimi 50, consentimi di dissentire dalle tue argomentazioni. La differenza cruciale tra quanto accaduto nel 2010 e nel 2011 era la consistenza della maggioranza parlamentare, che nel 2010 ancora c'era, ancorché assai arruffata, mentre nel 2011 si é finalmente disciolta.

Il Presidente della Repubblica non ha il ruolo di sciogliere le Camere o di cambiare Governo, egli subentra solo nel caso di crisi politica conclamata in Parlamento, e purtroppo ció é avvenuto nel 2011, e non nel 2010. Concordo con chi sostiene che un intervento invasivo nel 2010 avrebbe consegnato a Berlusconi un argomento politico da esiliato che avrebbe fatto una presa elettorale assai forte sulla ormai leggendaria "casalinga di voghera", e non solo. Finalmente, la parabola dello statista di Arcore é terminata in modo netto e chiaro a novembre 2011, dove la sua stessa e-maggioranza lo ha sostanzialmente defenestrato.

In quel contesto si che Napolitano é intervenuto in maniera sostanzialmente forte ma formalmente corretta, anche se certo la nomina di senatore a vita di Monti rimarrá una forzatura istituzionale di un certo peso. Quello che mi pare evidente é che Napolitano ci ha messo la faccia in modo chiaro con Monti, ordendo una trama che nessun partito politico di rilievo (a parte qualche scheggia urlante) ha potuto anche solo osare di contestare. Nell'Italia dei piagnistei e dei paroloni mi sembra un risultato non da poco. 

Infine, sul dibattito sul firmare/non firmare leggi di dubbia consistenza (per usare un eufemismo) anche qui si esula in parte dalle mansioni del Presidente della Repubblica, soprattutto laddove quelle leggi sono espressione di una maggioranza parlamentare numericamente solida, anche se qualitativamente assai deprecabile.