Titolo

Perché mi sono dimesso dall'IDV

3 commenti (espandi tutti)

Siamo in crisi. Vero. Napolitano è Presidente. Vero. Quindi, secondo te, possiamo concludere che i fatti dicono che la colpa della crisi (più o meno mondiale) è di Napolitano. E l'onere della prova è su di noi?

Fausto, questa discussione riuscirebbe molto meglio a voce. :-)

Ripeto non sono polemico, ma solo curioso di sapere perché tu e altri la pensiate così.

Il mio modello di ragionamento nelll'analizzare il nostro presidente è semplice: rasoio di Ockham, partiamo dalla spiegazione più semplice.

L'Italia è entrata in crisi. La crisi è dovuta all'azione o inazione di diverse persone, per cui facciamo reverse engineering: cosa ho fatto io e cosa hanno fatto altre persone per evitare la crisi. Napolitano è il primo cittadino d'Italia, per cui era in una posizione di grande responsabilità, in cui poteva cercare di contrastare la crisi con più risultati di quanti potessimo averne io o te o molti altri. Per cui mi chiedo per prima cosa se abbia capito le cose per tempo e fatto tutto quello che poteva il prima possibile. Poi mi chiedo, quali sono i suoi contributi che ne fanno un presidente migliore di altri che abbiamo avuto, sia in termini di risultati concreti che di esempio e ispirazione per il paese.

Ovviamente le cause della crisi sono più vecchie di 5 anni. Supponiamo per semplicità di limitarci agli ultimi 20 anni, col passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Ecco anche in questo scenario Napolitano poteva fare qualcosa, se ci pensi è stato deputato, eurodeputato, ministro dell'interno, presidente della Camera e senatore a vita. Insomma è stato completamente organico ai vertici della classe politica che ha governato l'Italia negli ultimi 20 anni e ci ha condotto alla crisi. Di nuovo, ha fatto tutto quello che poteva per evitare il punto in cui siamo adesso? Ha almeno visto che stavamo andando in quella direzione e ha provato ad avvertire colleghi e Italiani, lui che era nella posizione di farlo?

ciao Michele (Rozzi, onde evitare fraintendimenti... :) ),

nonostante quanto tu dici sia vero, Napolitano é stato parte integrante e apicale della politica non solo degli ultimi 5 anni, ma direi piuttosto degli ultimi 50, consentimi di dissentire dalle tue argomentazioni. La differenza cruciale tra quanto accaduto nel 2010 e nel 2011 era la consistenza della maggioranza parlamentare, che nel 2010 ancora c'era, ancorché assai arruffata, mentre nel 2011 si é finalmente disciolta.

Il Presidente della Repubblica non ha il ruolo di sciogliere le Camere o di cambiare Governo, egli subentra solo nel caso di crisi politica conclamata in Parlamento, e purtroppo ció é avvenuto nel 2011, e non nel 2010. Concordo con chi sostiene che un intervento invasivo nel 2010 avrebbe consegnato a Berlusconi un argomento politico da esiliato che avrebbe fatto una presa elettorale assai forte sulla ormai leggendaria "casalinga di voghera", e non solo. Finalmente, la parabola dello statista di Arcore é terminata in modo netto e chiaro a novembre 2011, dove la sua stessa e-maggioranza lo ha sostanzialmente defenestrato.

In quel contesto si che Napolitano é intervenuto in maniera sostanzialmente forte ma formalmente corretta, anche se certo la nomina di senatore a vita di Monti rimarrá una forzatura istituzionale di un certo peso. Quello che mi pare evidente é che Napolitano ci ha messo la faccia in modo chiaro con Monti, ordendo una trama che nessun partito politico di rilievo (a parte qualche scheggia urlante) ha potuto anche solo osare di contestare. Nell'Italia dei piagnistei e dei paroloni mi sembra un risultato non da poco. 

Infine, sul dibattito sul firmare/non firmare leggi di dubbia consistenza (per usare un eufemismo) anche qui si esula in parte dalle mansioni del Presidente della Repubblica, soprattutto laddove quelle leggi sono espressione di una maggioranza parlamentare numericamente solida, anche se qualitativamente assai deprecabile.