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Perché mi sono dimesso dall'IDV

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Che la politica dell'IDV sia schizofrenica, personalistica e, a volte, demagogica, questo è indubbio.

Di contro, ci vuole coraggio a definire il miglior presidente che abbiamo avuto, uno che ha permesso, come tanti commenti che mi hanno preceduto hanno fatto notare, con la moral suasion di fare il più grande mercato delle vacche, con tutto il rispetto per le bestie, della Repubblica Italiana.

O migliore presidente uno che, a differenza dei predecessori, ha firmato, senza fiatare, tutte le porcherie del miglior presidente del consiglio della Storia d'Italia, salvo essere smentito dagli interventi della Corte Costituzionale.

O migliore presidente uno che sta permettendo di rifarsi una verginità ed, eventualmente riprendere consensi, al partito degli onesti e dell'amore, continuando, di fatto e per quello che interessa loro, a governare: nomina di sottosegretari improbabili (Polillo, Martone e via elencando), nomine minzoliniane alla RAI, conferma di tutti i burocrati che sono stati il telaio di una macchina che ha fatto tabula rasa del senso dello stato e, persino, del minimo senso civico (due nomi su tutti, Augusta Iannini e la sorella di Alemanno). Potrei continuare all'infinito.

Quanto al merito del governo economico di Monti, vedo che tutto il gotha degli economisti non ha alcun dubbio sulla sua azione.

Io, a differenza vostra, qualche dubbio l'avrei, pur precisando che un grosso passo avanti è stato fatto rispetto al clown internazionale sostituito, del resto anche il mio panettiere avrebbe fatto meglio degli improbabili componenti del precedente governo.

Ovvero, primo, applicare la dottrina economica restrittiva, nel senso classico del termine, potrebbe, nel giro di qualche anno, risanare l'Italia, ma lasciare gli Italiani nella povertà assoluta.

Secondo, tassando, indifferentemente, con IMU, basse pensioni, IVA, ecc., per non toccare i fili dell'alta tensione di banche, dell'Arcoriano e caste varie, amplifica quanto al detto punto primo.

A voi (compreso i sapienti ed arroganti Boldrin, Bisin, ecc.) non passa per la mente che, come insegna la crisi mondiale, non sta funzionando la ricetta liberista, così come quella demagoga dei socialisti de noantri (Vendola, Rifondazione e, in parte il suo Di Pietro)? Bisogna essere cauti ed adattare con rigore, senso di responsabilità e proporzionalità, le ricette economiche. Non mi sembra che ciò sia avvenuto, se non in modo limitato.

Comunque, non cerchi nobili alibi (i presidenti superman), che nobili non sono, per staccarsi, legittimamente, dai demagoghi dipietristi.

Da noi, in Sicilia, si dice che il migliore ha la rogna.

Distinti saluti Francesco Laudani Fichera