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La responsabilità indiretta dei magistrati e i privilegi corporativi della magistratura

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  Discutere di un problema di questa dimensione sulla base di un episodio di cronaca del quale si conosce ben poco, mi sembra una assurdità; vorrei ritornare agli aspetti generali, premettendo che la "responsabilità" da far valere in un giudizio civile sembra anche a me una cosa assurda (oltre che inefficiente).  Tuttavia, l'attuale legge è indifendibile: in funzione da poco meno di trenta anni ha individuato solo quattro casi di "responsabilità".  Mentre i casi di malagiustizia sono stati sicuramente più numerosi.

Per rendersene conto, basta leggere il libro "La legge siamo noi" di Stefano Zurlo.

  Dopo questa premessa, voglio aggiungere che la strada ragionevole è quella delle sanzioni amministrative, al momento non percorribile con la attuale configurazione del CSM (a questo proposito, il libro citato). E dirò sul tema una eresia: qualsiasi cosa sia scritta sulla Costituzione, l'aspetto disciplinare non può essere affidato a rappresentanti eletti dagli stessi che possono subire una censura. Si tratta di un corto circuito che non è pensabile:   quindi, oltre ad una separazione delle carriere - la posizione dei magistrati giudicanti è ben diversa da quella degli inquirenti - le commissioni disciplinari dovrebbero o avere maggioranze "laiche", o quanto meno non essere elettive. Andrebbe poi ripristinato l'avanzamento per concorsi interni, in modo tale che scrivendo sentenze sbagliate, qualcuno in grado di giudicare possa leggerle.

Così come era una volta,  infinitamente meglio di oggi.