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La responsabilità indiretta dei magistrati e i privilegi corporativi della magistratura

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COme si fa a rimanere fiduciosi nella giustizia quando ci sono giudici militanti ed orgogliosi di esserlo? Non ritieni che la norma eccezzionale che ci sarebbe solo in Italia, sia anche dovuta alla presenza di giudici che dichiarano apertamente e senza remore al congresso di un partito politico che le loro decisioni sono viziate da pregiudizi? E non e' un caso isolato, anche qui a Bologna abbiamo avuto un giudice che ha seguito processi molto importanti che, costretto a dimettersi per evitare una sanzione disciplinare, ha avuto un'offerta di entrare in giunta il giorno prima delle dimissioni? Come si pososno evitare i giudici con una "missione" e difendere i cittadini da questi personaggi?

attenzione, leggiamo cosa ha detto Ingroia.

Si è limitato a dire che è "un partigiano della costituzione", affermazione, in sè, assolutamente banale. Da ciò non si può trarre la conclusione che sia un giudice "militante".

Il problema era costituito dal contesto, ovvero un congresso di partito e, in particolare un partito della sinistra estrema.

Ingroia, in linea teorica, poteva essere anche un semplice ospite, con orientamenti diversi da quelli dei partecipanti.

Tutti noi abbiamo un' opinione ed una cultura retrostante. Ci sono giudici sinistroidi come ci sono quelli destroidi. 

Le domande che si pongono sono:

1) possono i magistrati esprimere liberamente la loro opinione?

2) possono riunirsi in una corrente che, oltre a proporre questioni di natura giuridica, fanno anche delle proposte di natura "politica" e "di sinistra" (MD)?

3) possono esser vicini ad un partito politico senza esservi iscritti?

4) E qui ti faccio un'altra domanda, perchè se un giudice è vicino a rifondazione comunista è militante e se è vicino al PDL no?

5) Ed un'ulteriore domanda. Perchè io non sono militante se scrivo su questo sito?

Di questi problemi ne abbimo discusso su nFA due anni fa senza arrivare ad una soluzione condivisa. 

Personalmente, sono del parere che si debba propugnare la coerenza del sistema. Attualmente, il sistema non è coerente.

Un magistrato italiano, ad esempio, non può essere iscritto, per costituzione, ad un partito politico, ma può, tranquillamente, essere eletto e, quindi, assumere una colorazione politica e, successivamente, ritornare a fare il giudice.

Un magistrato tedesco, viceversa, può, tranquillamente, avere in tasca una tessera di partito senza che nessuno si scandalizzi. Questione di punti di vista.

Personalmente preferisco che il magistrato stia lontano dalla politica, ferma restando, tuttavia, la libertà di opinione. 

Il giudice "militante". Suppoiniamo che Ingroia non avesse fatto quelle affermazioni. Continuerebbe ad essere militante, avendo (ipotizzo) delle opinioni fortemente "di sinsitra" solo non espresse?

Ed, in caso affermativo. Cosa dovremmo fare? Espellerlo dall'ordine giudiziario perchè non ne condividiamo le idee?

La cosa più importante è che Ingroia rispetti la legge. Purtroppo, anche questo aspetto, dopo venti anni di una certa propaganda si è perso di vista. Il magistrato, al di là delle sue opinioni politiche, è chiamato a giudicare dei fatti, applicando delle regole giuridiche che sono scritte nelle leggi. Se non le condivide deve rivolgersi alla Corte costituzionale e, se questa gli dà torto, deve applicare le regole e basta. Questo fanno anche i colleghi cosiddetti "militanti". Se non lo fanno, commettono degli abusi, per i quali vanno sanzionati. Ma la cosa deve essere dimostrata. Non si può prescindere dal fatto contestato e dire: "sono un perseguitato politico". Se ciò fosse se ne dovrebbero fornire le prove.

Nitto Palma, Mantovano, Papa, nella vita precedente, erano magistrati militanti? 

Probabilmente si'. Non ho seguito le loro carriere e non so se hanno avuto ruoli di rilievo in vicende processuali molto importanti e contrastate, anche da un punto di vista politico.