Titolo

Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

3 commenti (espandi tutti)

Non sono sempre stato laureato, ad esempio quando mi sono dimesso da un TI in Sicilia non lo ero. La soluzione al problema che poni, in generale, è quella di fare in modo che l'operaio generico si (ri)qualifichi. Andrebbe generalizzato il concetto di Work for the Dole.

Magari non eri ancora laureato ma già potevi offrire una certa professionalità specifica.

In ogni modo erano altri tempi ed eri molto giovane: allora un giovane senza responsabilità di famiglia e con quel livello di offerta di lavoro poteva anche licenziarsi e cercare un nuovo posto.

Pensa ad un operaio quarantenne con due figli, oggi. 

p.s. T.I. = industria di tlc, corretto?

cosaè una R.U.?

Prima mi scuso, ma sono abituato ad usare spesso determinati acronomi, tra i quali:

TI: Tempo Indeterminato

RU: Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Io penso al disoccupato quarantenne con due figli, e penso che se la comunità se lo può permettere (e la comunità italiana oggi se lo può permettere, *), dovrebbe avere accesso ad ammortizzatori sociali simili a quelli di altri paesi europei (ayuda spagnola, JSA britannica, altro acronimo, sta per job seekers' allowance), integrati da prestazioni aggiuntive se ci sono figli a carico e c'è un patrimonio familiare inferiore ad un tot, e magari implementati meglio che in questi altri paesi (così guadagniamo competitività), seguendo cioé il modello australiano (do ut des, mai dare soldi in cambio di nulla).

(*) L'altro giorno, mi è capitato di notare che con un giorno di CIG ci si pagano fino a 4 giorni di ayuda o JSA. Tassiamo le pensioni immeritate sopra un tot, ed ecco finanziato l'ambaradan.