Titolo

Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

1 commento (espandi tutti)

Personalmente mi risulta uno scenario di riferimento molto diverso da quello tratteggiato nella proposta:

- la L. 108 è utilizzata (solo) da una piccola minoranza di quanti escono per licenziamento nelle micro imprese (sotto i 15 dip.) esattamente come una percentuale infinitesimale, degli stessi occupati nelle micro imprese, sono affiliati a sindacati;

- qualunque proposta si possa articolare in Italia oggi in materia di "art.18" e connessi, non può non tenere conto del fatto che praticamente nessun lavoratore affronta ricorsi giudiziari col datore di lavoro da solo ma esclusivamente attraverso l'"ufficio vertenze" del sindacato )che attualmente mobilita migliaia di avvocati a tempo pieno..)

Una parte molto importante della discussione in atto (al tavolo del Ministro Fornero e nei partiti che dovranno votare la riforma..)  in realtà non sta ragionando su una diversa regolamentazione del licenziamento individuale "non discriminatorio" ma del nuovo assetto (ruoli, competenze, responsabilità, autonomia) delle rappresentanze sindacali in materia.

Buona parte di quello che "funziona"  fuori dall'Italia in materia si regge sul ruolo diretto - in materia -dei lavoratori e non su quello dei Sindacati (persino in Germania dove contano parecchio, una grossa parte dei licenziamenti individuaie si realizzano "automaticamente" o con mediazioni "pro forma").

La questione è politica  (..purtroppo)  come insegna il caso Marchionne e le soluzioni come l'art.8  che una parte del Sindacato aveva già accettato e gestito.

Buttarla (esclusivamente) sull'aspetto tecnico-giuridico, a me pare, fuorviante.