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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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Il problema suggerito da Aldo é da prendere in considerazione. L'effetto stigma non é da escludere e se presente potrebbe avere degli effetti negativi sulla durata della ricerca di una nuova occupazione (ad esempio accelerando l'uscita dalla disoccupazione ed aumentando il rischio di un mismatch).

 

Poi dipende sicuramente da tanti altri fattori, dalla congiuntura del mercato del lavoro e dal costo relativo di cercare lavoro da occupati piuttosto che da disoccupati. 

 

Ad esempio, ricordo uno articolo che mostrava come (a parita' di una serie di fattori aziendali ed personali) individui licenziati collettivamente nel corso di grosse ristrutturazioni aziendali godessero di migliori opportunita' occupazionali rispetto a lavoratori licenziati individualmente.

 

 

Oggi per licenziare collettivamente, che è l'unico modo per un sacco di aziende di ristrutturarsi, occorre che l'azienda sia sindacalizzata. Un domani un'azienda potrà licenziare individualmente 20 dipendenti senza che nessuno metta bocca. E' una manna per le PMI e un "dramma" per i dipendenti a cui tocca l'onta del licenziamento, oltre al danno la beffa.

Ma io mi chiedo, impedire il licenziamento in termini discriminatori cosa vuol dire? Se ho un dipendente che nel tempo è diventato problematico e causa tensioni, litigi e crea un pessimo ambiente nell'ufficio me lo devo tenere perché se lo licenzio l'ho discriminato?

Parlo per esperienza personale, non avevo mai visto una cosa del genere.