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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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Gli incentivi per gli imprenditori che ricorrono al lavoro a tempo determinato sono da una parte il costo ( contributi sociali a metà, nessuna copertura per malattia, no ferie, no XIII, no tfr, no premi) e dall'altra la flessibilità di licenziamento derivante dalla possibilità di non rinnovare il contrato ad ogni scadenza. L'eventuale abolizione dell'articolo 18, riallineerebbe la flessibilità di licenziamento solo parzialmente perchè il licenziamento di un dipendente a tempo indeterminato continuerebbe comunque ad essere regolato dall'articolo 1 della legge 15 luglio 1966, n. 604 inerente " Norme sui licenziamenti individuali". L'articolo sancisce l'illegalità del licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo illegalità però sanabile con la corresponsione al licenziato di una indennità, ma senza obbligo di reintegro . 

Dal punto di vista del costo del lavoro 100 € di imponibile fiscale per il lavoratore (e quindi a parità di netto) costano al datore di lavoro:

---per un lavoratore a tempo indeterminato 187,6 €

---per un co.co.co. 129,7 €

QUI lo sviluppo.

Pertanto il lavoro "precario" continuerà ad essere molto conveniente indipendentemente dall'articolo 18 la cui abolizione agevolerà in infima parte l'assunzione a t.i. dei giovani.

Art 18?

Francesco Forti 23/2/2012 - 13:06

L'eventuale abolizione dell'articolo 18, riallineerebbe la flessibilità di licenziamento solo parzialmente perchè...

Non credo.  Quella che stanno presentando e sarà pronta a fine marzo è una riforma complessiva. Quindi toccherà tutto: contratti, oneri sociali, ammortizzatori.  Non dobbiamo quindi ragionare come se si toccasse solo art 18 lasciando in vita altre leggi.