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Protezione dell'occupazione: alcuni effetti economici e un'idea per riformare

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Sì, Milano la citavo io, ma facendolo non intendevo su SAP (anche perché non avrei avuto idea delle medie SAP su Milano). Sull'industrializzazione mia moglie ha sempre lavorato per multinazionali o conglomerate industriali, per cui magari è una mia forma mentis, quando penso a software SAP penso a questo genere di committenza.

Io forse sono l'unico ingegnere siciliano che a ST non ha mai nemmeno mandato il CV :))

BTW, di un'altra grossa (ex?) realtà ICT siciliana ho sentito dire qualcosa in più, Italtel (hearsay da più fonti, mai lavorato direttamente per loro), ed all'epoca (anni '90) la mia impressione da questi racconti era che uno dei motivi per cui mentre i loro concorrenti (Nokia, Ericsson, Alcatel) diventavano colossi e producevano oceani di utili, loro riuscivano nell'impresa di generare perdite anche abbastanza pesanti (che in quella congiunzione astrale era francamente poco meno che stupefacente), erano appunto le leggi a protezione del posto di lavoro anziché del lavoratore. Ho incontrato molti tecnici Italtel che erano certamente alla pari dei loro colleghi altrove nel globo terracqueo, che mi raccontavano che avevano centinaia, se non migliaia, di colleghi con la quinta elementare, o meno, che erano stati assunti (con un approccio clientelare) per fare telefoni in bachelite o cose di quel livello, e che non potendosi licenziare, non si riusciva a riconvertire (questo mentre Palermo scoppiava di giovani ingegneri che si sarebbero venduti per 4 copechi). Ora non so quanta verità ci fosse, e quanto la conseguente analisi fosse effettivamente fondata, ma mi pare abbastanza verisimile.

In un altro paese, con un altro sistema paese (magari con ammortizzatori sociali e senza i TI iperprotetti), l'Italtel sarebbe magari potuta diventare un colosso della TLC.